Marsilio 'da ministero inaccettabile ottusità burocratica'

'Penalizza Abruzzo, occorre ristorare attività danneggiate'

(ANSA) - L'AQUILA, 19 DIC - "Il ministro decide di 'non decidere', e mentre in Consiglio dei ministri approvano un decreto-legge per chiudere tutta l'Italia, mettendo sullo stesso piano le Regioni in cui la diffusione del contagio è in diminuzione e quelle dove invece crescono ricoveri e indice di replicazione (Rt), l'Abruzzo si ritrova ad essere l'unica Regione in arancione". Così oggi il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. "Avevamo chiesto di prendere atto dei dati positivi che registriamo da settimane, per potere sfruttare almeno da domenica 20 a mercoledì 23 in zona gialla e dare respiro all'economia e possibilità di movimento ai cittadini".
    "La 'finestra' di domenica - prosegue Marsilio - avrebbe dato la possibilità, a quei pochi in condizione di farlo, di trasferirsi nelle seconde case per il periodo festivo. Invece, dal ministero nessuna risposta nel merito e ottusità burocratica. Resterebbe in piedi solo la possibilità di emanare un'ordinanza efficace per il solo 23 (sempre che il ministro confermi l'intesa), prima che entri in vigore la disciplina restrittiva per le festività approvata dal Governo. Con la conseguenza che l'Abruzzo sarebbe arancione il 22, giallo il 23 e rosso il 24". Marsilio rinnova quindi l'appello a "ristorare seriamente le attività danneggiate, cosa non garantita dal decreto-legge di ieri: tutti sanno che fare riferimento al decreto rilancio non vuol dire affatto ristorare il 100% della perdita di fatturato di Natale, ma appena il 15% di quello di aprile. E a pagare il prezzo delle chiusure non sono solo bar e ristoranti, ma intere filiere, dai produttori agricoli ai distributori ai fornitori". (ANSA).
   

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