Moti aquilani:Capri,Corte Appello a Pescara?Contano i numeri

Presidente avvocati L'Aquila, proposte reiterate negli anni

(ANSA) - L'AQUILA, 03 MAR - "Il tentativo di ottenere una sede della Corte d'Appello a Pescara non è strettamente legato agli eventi del 1971, anche se è chiaro che se la città adriatica fosse diventata capoluogo di regione avrebbe avuto giocoforza la Corte d'Appello: non essendo passato quel principio ovviamente non era possibile spostare la corte. Dopo cosa è accaduto: siccome la legge prevede nell'ordinamento giudiziario la possibilità di avere delle sezioni distaccate degli uffici giudiziari, si è tentato negli anni di ottenerne una della Corte d'Appello nella città adriatica". A parlarne all'ANSA è il presidente dell'Ordine degli avvocati dell'Aquila, Maurizio Capri, che ritiene che l'istanza, reiterata nel tempo, sia andata a vuoto per una semplice questione di "numeri".
    "Ci sono state delle proposte in tal senso - ricorda - ma non sono state mai approvate, non sono state portate mai a decisione in Parlamento. Mi ricordo che una delle ultime richieste di istituire una sezione distaccata della Corte d'Appello a Pescara è stata avanzata qualche anno fa, credo nel 2014, anche attraverso un ordine del giorno in merito approvato all'unanimità dal consiglio comunale di Pescara che poi però non ha avuto seguito perchè anche lì ci sono state delle prese di posizione abbastanza forti anche da parte del consiglio comunale dell'Aquila e della politica aquilana in generale".
    Secondo Capri "queste richieste spesso e volentieri erano motivate dall'aumento del contenzioso che si aveva sulla costa e quindi sostanzialmente statisticamente l'esigenza di avere degli uffici giudiziari di prossimità anche per quanto riguarda la Corte d'Appello magari poteva essere anche concreta: tenendo comunque sempre presente però, e questa secondo me è poi la cosa che non ha funzionato e non funzionerà mai, che alla fine contano i numeri. Anche se è vero che la costa per certi versi ha avuto negli ultimi anni un incremento di contenzioso però parliamo sempre di numeri relativi: tutto l'Abruzzo non è manco una parte di Roma, quindi è tutto relativo, va tutto contestualizzato. È ovvio che la politica ragiona anche in concreto sui numeri,: credo che ci siano state una serie di posizioni che in qualche modo non siano state campanilistiche o strumentali; credo che questa cosa alla fine si sia risolta da sola, perchè lo hanno capito tutti che non aveva senso rivendicare una sezione distaccata della Corte d'Appello a Pescara".
    "E poi - sottolinea ancora . c'è stata anche un'altra cosa molto importante che secondo me in qualche modo ha frenato questa ipotesi: la riforma della geografia giudiziaria, con l'accorpamento di alcuni uffici. In Abruzzo era previsto l'accorpamento dei tribunali di Lanciano e Vasto con Chieti e di Avezzano e Sulmona con L'Aquila, quindi tendendo ad accentrare ancora di più l'attività giudiziaria per la razionalizzazione dei costi e una serie di altri motivi, e quindi anche questo ha influito nel ragionamento complessivo visto che si va verso una razionalizzazione con una politica contro il decentramento".
    (ANSA).
   

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