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Napoli: Di Fenza, scuola abusiva ai Camaldoli, fatti gravi

Tra i primi a denunciare,impossibile non essersene accorti prima

(ANSA) - NAPOLI, 04 FEB - "La scuola dei Camaldoli costruita dal Comune, per la quale è stato richiesto l'abbattimento dalla Soprintendenza perché abusiva, è una vicenda delicata che da tempo sto studiando e che ho recentemente sottoposto all'attenzione della stampa e del Consigliere dell'ottava Municipalità Salvatore Passaro. Sono un tecnico di professione dal 1994. Ho ricostruito tutta la vicenda amministrativa raccogliendo l'incartamento necessario per comprendere i passaggi effettuati nel corso del tempo e che hanno determinato un danno erariale ai cittadini napoletani che ammonta a due milioni di euro". Così spiega in una nota il consigliere regionale dei Moderati, Pasquale Di Fenza.
    "Trovo del tutto paradossale che chi sta denunciando oggi questa clamorosa vicenda negli anni scorsi non si sia accorto di nulla.
    Solo a seguito di un mio interessamento che ha portato all'elaborazione di un dossier approfondito, che al momento è in mio possesso, la circostanza è balzata agli onori della cronaca - sottolinea - Diverse settimane fa, fui proprio io a parlare con il Consigliere Municipale Salvatore Passaro della Scuola della Rotondella. Qualcuno artatamente sta cercando di intestarsi l'esclusività di questa storia dimenticandosi di citare il contributo che ho fornito nel ricostruire tutti i passaggi che si sono susseguiti nel corso del tempo".
    "Ci sono, infatti, una serie di atti e documenti corredati da errori che sono stati vagliati dalla Giunta De Magistris e successivamente ratificati dal Consiglio Comunale. Fatti di una gravità assurda: è una struttura che rischia di essere abbattuta e che non può passare in sordina, chi ha sbagliato si assuma tutte le responsabilità del caso - prosegue Di Fenza - tecnici e amministratori si accollino tutte le responsabilità di questa vergogna. La Soprintendenza ha anche passato gli atti in Procura e dovrà appurare se ci siano gli estremi di un reato , dato che sono stati utilizzati soldi pubblici". "Solo un condono edilizio che abbia le stesse caratteristiche della legge n.47 del 1985 può salvare dalla demolizione l'edificio scolastico in questione. Ancora una volta, per l'incapacità manifesta di chi amministra, a pagarne lo scotto sono i residenti delle aree più svantaggiate della nostra città. Ovviamente oltre al danno anche la beffa: i cittadini dovranno accollarsi anche i costi per l'abbattimento e lo smaltimento dei materiali" , conclude.
    (ANSA).
   

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