Recovery: da utility progetti per 17 miliardi

Utilitalia, +1,02% del pil e 234.000 nuovi occupati

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 04 NOV - "Il settore dei servizi pubblici può essere centrale per la ripartenza del Paese. Con progetti per 17,4 miliardi di euro, le utility mettono sul campo tutto il loro potenziale, chiedendo attenzione e impegno, in vista delle risorse del Recovery fund". Così Michaela Castelli, presidente di Utilitalia (la Federazione delle imprese di acqua, ambiente e energia), nel corso del suo intervento alla tavola rotonda "Investimenti pubblici e privati per la transizione" all'interno degli Stati generali della green economy, nell'ambito della Fiera Ecomondo di Rimini, quest'anno in versione virtuale.

In totale gli investimenti proposti da Utilitalia valgono 17,4 miliardi di euro. Di questi, 16,4 miliardi sono per la transizione verde e un miliardo per la digitalizzazione. Degli oltre 16 miliardi per la transizione, 2,3 sono dedicati a progetti sull'economia circolare, che vanno dall'accelerazione sulla raccolta differenziata all'ampliamento della tariffa puntuale, fino alla realizzazione di nuovi impianti per il riciclo e la valorizzazione dei fanghi di depurazione.

Sulle città, e in particolare sulla mobilità, ci sono pronti progetti per 1,3 miliardi per la sostituzione del parco mezzi delle flotte aziendali con veicoli che sfruttano carburanti "verdi" come l'elettrico, il metano, il biometano, fino all'idrogeno. Le utilities locali sono pronte a realizzare importanti investimenti sul fronte dell'energia: si va dall'efficientamento energetico degli edifici al teleriscaldamento, dalle smart grid fino allo sviluppo delle energy community.

In tutto, ha evidenziato Castelli, "il potenziale impatto dei progetti della strategia di Utilitalia è di circa +1,02% sul Pil, con ricadute sul lavoro che porterebbero a 234mila nuovi occupati. La transizione ecologica, che occuperà il 37% del totale delle risorse europee, ha bisogno di un piano dettagliato e di una serie di riforme, perché le risorse da sole non bastano: serve una forte semplificazione normativa, soprattutto in fase di iter autorizzativi e snellimento dei tempi delle procedure, e un impegno non più procrastinabile sul Meridione".

(ANSA).

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