Alimentare: Mutti, cambiamenti clima impongono sostenibilità

Ma Made in Italy non deve rischiare dumping ambientali

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 04 SET - "Negli ultimi 30 anni la produzione di cibo si è data per scontato. Ma ora con i cambiamenti climatici non è detto che quello che è oggi, lo sarà domani. Come imprenditore sono ottimista sulla ripresa post Covid, ma gli scenari a medio e lungo termine sono ricchi di incognite e questo impone una presa di responsabilità collettiva sulla sostenibilità". E' quanto sottolineato, a margine del Cibus Forum alle Fiere di Parma, da Francesco Mutti, presidente Centromarca e Ad Mutti S.p.A., tra le principali aziende italiane di trasformazione del pomodoro.

"L'attenzione per l'ambiente è una priorità - ha detto - ma non solo per l'industria alimentare, lo deve essere per la popolazione dell'intero pianeta. Per Mutti - ha ricordato il manager di Parma - la green economy è una pratica di lungo corso: dal 2010 insieme al Wwf mettiamo in campo azioni di contenimento delle emissioni, risparmio idrico e di tutela della biodiversità. E siamo tra i soci fondatori di Regeneration 2030 che è una visione molto allargata, contempla ad esempio anche aspetti legislativi, sullo sviluppo sostenibile. Ma da imprenditore del made in Italy dico anche no - ha sottolineato Mutti - ai rischi di dumping ambientali, con competitor che all'estero non hanno parametri così vincolanti e rigidi sulla svolta green".

Per quanto riguarda l'industria conserviera del pomodoro, l'Italia è il secondo produttore a livello mondiale e la prima fonte di approvvigionamento per il mercato europeo. "Anche all'interno della Ue - secondo Mutti - serve uno sforzo per uniformare le pratiche agricole e la tutela ambientale. Deve esserci una omogeneità dei comportamenti. L'Italia deve ricordare agli altri Paesi la correttezza delle politiche e pratiche in campo. La sfida ambientale è ambiziosa e come Sistema paese ci dobbiamo presentare con la schiena dritta. Noi sul prodotto ci siamo, ma in alcuni casi va risolto qualche problema di tipo etico. Senza ricorrere però a marchi ad hoc, a quelli non ci credo. La reputazione si conquista giorno per giorno, e i consumatori nel lockdown hanno dimostrato grande amore per il pomodoro, che ha registrato una esplosione di vendite nel retail. E le buone abitudini, i riti del pasto di gusto, non si dimenticano passata la pandemia. Per questo sono ottimista" ha concluso Mutti. (ANSA).

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