Il Tar del Lazio annulla le sanzioni dell'Antitrust a Volkswagen Bank

Nel procedimento contro il presunto cartello tra finanziarie e case

Redazione ANSA MILANO

Il Tar del Lazio ha annullato, su ricorso di Volkswagen Bank, la sanzione di 163.014.488 euro decisa dall'Antitrust a dicembre 2018 e una serie di provvedimenti connessi, secondo cui sarebbero state violate le norme relative alla concorrenza.


    L'Autorità aveva contestato attività anticoncorrenziali per avere messo in piedi un cartello per la vendita di automobili tramite finanziamenti. Le contestazioni avevano riguardato le società Banque Psa Finance, Banca Psa Italia, Bmw Bank, Fca Bank, Fce Bank, General Motor Financial Italia (ora Opel Finance), Rc1 Banque, Toyota Financial Services, Volkswagen Bank, nonché le associazioni Assofin e Assilea, con responsabilità individuate anche per Santander Consumer Bank, Bmw Ag per Bmw Bank, Fca Italy e Ca Consumer Finance per Fca Bank, Ford Motor Company per Fce Bank, General Motors Company per General Motor Financial Italia, Renault per i comportamenti di Rci Banque, Toyota Motor Corporation per Toyota Financial Services; Volkswagen Ag per Volkswagen Bank.


    Il Tar del Lazio rileva "l'irrilevanza concorrenziale dei dati scambiati. I dati oggetto della contestata condivisione tra le captive bank sarebbero privi di rilevanza concorrenziale e pertanto lo scambio in questione non sarebbe idoneo ad alterare gli equilibri della concorrenza".


    Oltre alla fondatezza sostanziale del ricorso è stata riconosciuta anche quella di tipo procedurale. 

"Questi sono casi molto complessi che richiedono uno sforzo difensivo enorme, fatto di analisi di migliaia di documenti e di istinto di difesa che trova la sua manifestazione più alta nella selezione degli argomenti più efficaci. Siamo orgogliosi di questo risultato anche perché siamo di fronte alla sanzione più alta (678 milioni di euro totali) mai irrogata dalla nostra Autorità di concorrenza". Ad affermarlo, sulla sentenza del Tar del Lazio che ha annullato il provvedimento dell'Antitrust, è Sabrina Borocci, partner e responsabile dipartimento italiano di antitrust, competition and economic regulation di Hogan Lovells "Il Tar - ha aggiunto - ha accolto i nostri motivi di merito, ma anche di procedura. Sono certa che l'Agcm, sulle cui competenze non vi è dubbio, coglierà gli spunti del Tribunale amministrativo, soprattutto in rito, per ripensare a un procedimento, che deve essere a presidio delle norme e del sistema democratico, e che tante volte ha mostrato i propri limiti".

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