Auto, per la componentistica le sfide Covid e Stellantis

Anfia: settore frammentato, cambi passo. Opportunità idrogeno

Amalia Angotti

"Il 2021 e il 2022 saranno due anni critici, determinanti per l'industria italiana della componentistica auto: bisogna lasciarsi alle spalle la pandemia cercando di non perdere la grande sfida del Recovery Fund e dei fondi europei e, intanto, guardare con attenzione alla fusione tra Fca e Psa". Marco Stella, presidente del Gruppo Componenti Anfia, delinea così le prospettive del settore presentando la ricerca commissionata a Roland Berger 'Il futuro del settore automotive - Sfide e opportunità per i fornitori italiani verso il 2030'.

"La fusione Fca-Psa - osserva Stella - rappresenta insieme sfide e minacce. Ci possiamo attendere implicazioni sulla supply chain, ma anche su piattaforma tecnologiche, sui futuri modelli e sulle capacità produttive. Saremo attenti. Non possiamo fare altro che guardare con attenzione alle opportunità. Ci sarà un grandissimo costruttore molto solido con grandi volumi aggiuntivi. Dobbiamo vedere in quali aree siamo forti e possiamo ancora consolidare la nostra presenza, guardare alla base produttiva francese in un'ottica di collaborazione". Il Covid, intanto, pesa sul settore: la stima dell'Anfia è di un calo del 20% del fatturato nel 2020, una perdita recuperabile in "non meno di tre anni". "L'industria della componentistica - spiega Stella - può contare su importanti realtà già affermate sulle tecnologie dell'auto di domani, ma è troppo frammentata. Deve cambiare passo e accelerare i processi di trasformazione radicale con al centro l'innovazione, puntando su maggiore collaborazione e aggregazione tra i player. In particolare una partita importante dovremo giocarla sull'idrogeno. Come paese e come filiera, non possiamo permetterci di perderla, perché abbiamo tutte le competenze e le capacità per diventare leader tecnologici, anche nella sua applicazione nel trasporto pesante, sia di merci sia di passeggeri. Costruttori e componentisti ci credono e ci stanno già lavorando, l'auspicio è che alle parole del Governo seguano investimenti visto che nel 2023 arriveranno i primi camion e autobus a idrogeno".

Per Andrea Marinoni, senior partner di Roland Berger, "il cambiamento tecnologico, spinto in particolare da elettrificazione e digitalizzazione dei veicoli, apre opportunità di mercato per la filiera della componentistica italiana a condizione che ciascuna azienda realizzi un'agenda per la trasformazione". Non mancano i timori sui contraccolpi sull'occupazione. "A livello europeo si parla di milioni di posti di lavoro in meno con l'elettrificazione, noi non quantifichiamo. Non si possono escludere sacrifici sociali, ma può essere meno sanguinosa di quello che ci si aspetta. Molto dipenderà anche dalle implicazioni della fusione Fca-Psa. Dovremo affrontare la questione con il governo nell'ambito del piano per l'auto che stiamo mettendo a punto".

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