Mirafiori cuore elettrico di Stellantis: 'Qui le Maserati'

Entro 2024 saranno spostate attività e dipendenti ex Bertone

Amalia Angotti Torino

Mirafiori, fabbrica simbolo nella storia della Fiat, diventerà un centro di competenza per l'elettrificazione del gruppo Stellantis: non solo la 500 elettrica, che con tutta la sua gamma farà capo a Torino, ma nascerà lo Stellantis Turin Manufacturing District con un unico processo di produzione per diversi modelli Maserati, in grado di integrare piattaforme, modelli e sistemi di propulsione differenti. I nuovi modelli Maserati arriveranno tra il 2022 e il 2024.

Il piano è stato illustrato dal responsabile operativo per l'Europa Davide Mele, nell'incontro al Mise, con i ministri Giancarlo Giorgetti e Andrea Orlando e con i sindacati. L'azienda ha anche confermato il lancio dei modelli previsti nel 2022, nonostante la crisi dei microchip: arriveranno il Grecale, che viene prodotto a Cassino e sarà presentato il 16 novembre, e il Tonale che sarà prodotto a Pomigliano da marzo 2022 e commercializzato da giugno del prossimo anno. A Mirafiori saranno trasferite le attività della ex Bertone, oggi Agap - fabbrica che la Fca di Sergio Marchionne aveva rilevato nel 2009 - e tutti i 1.100 dipendenti (i due stabilimento non sono distanti). Non ci saranno esuberi. A Grugliasco, dove oggi si producono le Maserati Ghibli e Quattroporte, resterà per ora soltanto la lastratura che sarà spostata al termine del piano nel 2024. A Mirafiori si faranno anche le Maserati Gran Cabrio e Gran Turismo e si continuerà a produrre il suv Levante.

"E' un altro forte segnale positivo dell'impegno di Stellantis in Italia, con una collaborazione ancora più costruttiva che l'azienda ha da tempo avviato con il governo e con tutte le organizzazioni sindacali con cui si confronta periodicamente" sottolinea l'azienda che punta "a far giocare al Paese un ruolo strategico tra i principali mercati domestici del Gruppo". Prima dell'estate era già stata annunciata la nuova piattaforma a Melfi per la produzione a partire dal 2024 di quattro modelli elettrici multibrand e di una linea di montaggio per le batterie. "Bene la conferma degli investimenti su Torino, che ribadisce il suo ruolo centrale per la ricerca e l'innovazione" commenta Giorgetti. L'impegno dell'azienda a presentare il piano complessivo del gruppo in Italia "è un segnale positivo così come la rassicurazione che non ci sarà delocalizzazione in Polonia per la Sevel di Chieti" sottolinea il ministro. I sindacati vogliono impegni sull'occupazione. "Chiediamo formali garanzie per i lavoratori e per le missioni produttive, ma anche sulle condizioni di lavoro" affermano Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, e Gianluca Ficco, responsabile del settore auto. "E' indispensabile aprire a Torino in tempi brevi un tavolo sullo spostamento delle produzioni di Grugliasco a Mirafiori come fatto a Melfi a luglio scorso", sottolinea Roberto Di Maulo, segretario generale della Fismic Confsal, mentre Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Michele De Palma, segretario nazionale Fiom, danno "un giudizio negativo dell'incontro per la mancanza di un piano strategico per i lavoratori" e chiedono al governo di intervenire.

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