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Farmaci: puntare all'equivalente è una "sfida culturale"

È quanto emerge da uno dei forum di FarmacistaPiù

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Il farmacista può essere al centro di una rivoluzione "formativa" per spiegare ai pazienti la rilevanza socio-sanitaria dei farmaci equivalenti rispetto a quelli "di marca" che hanno lo stesso principio attivo e la stessa funzione. Di questo si è discusso nel corso del forum "Medicinali Equivalenti: l'importanza socio-sanitaria e come il farmacista può essere fondamentale", organizzato nell'ambito della settima edizione di FarmacistaPiù, il congresso dei farmacisti promosso da Federfarma, Fondazione Cannavò e Utifar, l'Unione italiana tecnica farmacisti. "Non abbiamo fatto abbastanza, fino ad oggi, per favorire la penetrazione dei farmaci equivalenti. Abbiamo anche sbagliato a definirli 'generici', che in italiano ha una connotazione di 'meno importante'. Forse la comunicazione non è stata fatta come si doveva", commenta Luca Pani, docente di psichiatria clinica all'Università di Miami. Parla di una "doppia sfida", sia "culturale" che "comunicativa", Umberto Comberiati, Business Unit Head di Teva Italia. "Ad oggi - precisa - sono convinto che se chiedessimo agli italiani se sanno di avere un farmaco equivalente a disposizione per le loro terapie, molti direbbero di non conoscerlo. L'aspetto importante da seguire è quello della proattività, con una maggiore interazione con il cittadino. Il ruolo del farmacista in questa emergenza Covid-19 ne esce rafforzato e questo è un valore su cui puntare". Per Silvia Pagliacci, presidente di Federfarma Perugia, "ai tempi del Covid-19 le farmacie sono state il luogo dell'accoglienza". Ed è Eugenio Leopardi, presidente di Utifar, a parlare di un rapporto "fiduciario" con i clienti: "Il cittadino è stato abituato a sentir parlare di tagli sulla sanità, mentre avrebbe dovuto sentir parlare di investimenti sulla sanità per la sua cura - commenta - Quando si sente parlare del generico o dell'equivalente pensa che sia qualcosa fatta contro di lui. Bisogna lavorare su questo, anche perché il farmaco equivalente ha un forte appeal. Dobbiamo lavorare sulla componente psicologica del cittadino".

In collaborazione con:
Teva Italia

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