Malattie gengivali, percorso ad hoc per pazienti a rischio

Progetto di Ausl e Ospedale di Ferrara, basato su PerioRisk

Redazione ANSA ROMA

Curare le gengive infiammate, per migliorare il trattamento di malattie cardiovascolari ma anche di artrite reumatoide e diabete. Lo prevede un percorso ad hoc lanciato dalla Ausl di Ferrara e dall'Azienda Ospedaliero Universitaria Sant'Anna di Ferrara, basato sull'utilizzo del 'PerioRisk', uno strumento di valutazione in grado di identificare i pazienti a maggior rischio i parodontite, una condizione che riguarda in forma più o meno grave circa il 45% della popolazione.
    La possibilità che i batteri responsabili delle infiammazioni gengivali siano la causa di infezioni in vari organi, negli ultimi venti anni ha avuto piena conferma dagli studi scientifici, al punto da essere riconosciuta in specifiche linee guida e raccomandazioni cliniche. Forte di queste evidenze, è stato organizzato, a Ferrara, uno specifico percorso per intercettare le malattie parodontali nei pazienti affetti da malattia cardio-vascolare, artrite reumatoide e diabete. Alla base del percorso vi è il 'PerioRisk', lo strumento per la valutazione del rischio parodontale messo a punto dal Centro di Ricerca per lo Studio delle malattie parodontali dell'Università di Ferrara. "Validato dalla più recente letteratura internazionale in materia, PerioRisk è basato sull'analisi di 5 parametri: numero di sigarette fumate al giorno, presenza di diabete, sanguinamento gengivale, numero di tasche profonde e perdita di osso di supporto ai denti rispetto all'età del paziente", spiega Leonardo Trombelli, direttore della Uo di Odontoiatria. Il percorso prevede, aggiunge Trombelli, "visite dedicate ai pazienti a rischio, al fine valutare la condizione dei tessuti che sostengono il dente e di suggerire il trattamento più efficace, sia per salvaguardare la dentatura, che per migliorare la patologia cronica associata. Un'iniziativa di prevenzione resa possibile grazie alla collaborazione di cardiologi, reumatologi e diabetologi, sia del territorio che dell'ospedale, e che trae fondamento da raccomandazioni e linee guida prodotte dalla Federazione Europea di Parodontologia e dalla Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP).
    E' un progetto pilota, probabilmente l'unico di questo tipo, realizzato nell'ambito della sanità pubblica e del Piano Nazionale della Prevenzione. Speriamo possa essere 'esportato' anche in altre realtà assistenziali".
    Molte evidenze, spiega Luca Landi, presidente della SIdP, "mostrano che batteri presenti nei pazienti affetti da parodontite non trattata, vengono immessi in circolo nel sangue e sono in grado di influenzare l'apparato cardiovascolare, le articolazioni e il metabolismo degli zuccheri. Questo è dovuto a complessi meccanismi legati all'innalzamento dei livelli di infiammazione sistemica. Perciò, una corretta igiene orale a domicilio unita a controlli periodici e, laddove serve, al trattamento dell'infiammazione cronica delle gengive, porta un beneficio per tutto l'organismo a 360 gradi". 

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