Frescobaldi in Usa, vino italiano soffre di ritardi logistici

Per presidente Uiv c'è un problema in catena di distribuzione

(di Gina Di Meo) NEW YORK

 (ANSA) - NEW YORK - Non è ancora in grado di quantificare il danno tuttavia Lamberto Frescobaldi, neo eletto presidente di Unione Italiana Vini, punta il dito contro la catena di distribuzione in Usa tra le cause del calo di esportazione di vino italiano appunto nel paese a Stelle e Strisce. La pandemia ha sconvolto il mondo a livello logistico, e il mercato americano sembra aver sofferto più degli altri.

In visita a New York in occasione del 100/o anniversario nel settore del business del vino della famiglia Mondavi, con la quale in passato la Marchesi Frescobaldi aveva una partnership, Frescolbaldi ha spiegato che oggi si deve stimare un periodo di tempo di sei mesi per le consegne contro quelli che erano circa 40 giorni quando si esporta vino negli Stati Uniti.

"Il mercato Usa è molto importante per noi - ha detto all'ANSA - l'Italia è cresciuta bene nel periodo della pandemia nonostante la chiusura della ristorazione ed in particolare il Prosecco ha fatto risultati straordinari. Nel primo trimestre del 2022 soffriamo un po' però. I vini fermi sono a - 0,5% mentre tutto il comparto è al +3% grazie appunto al Prosecco".

Frescobaldi non vede una soluzione immediata e sostiene che per ora si può solo prevenire. "Chiediamo agli importatori - ha sottolineato - di comprare di più e anche in anticipo, da parte nostra veniamo loro incontro allungando i tempi di pagamento".

Il presidente di Uiv vuole anche chiudere il capitolo sulla polemica innescata dopo un'intervista al Sole 24 Ore in cui aveva lasciato intendere che 'biologico e sostenibilità possono in qualche caso essere addirittura in contrapposizione'. "Sono stato mal interpretato - ha detto -. La mia azienda è in regime biologico dal 2012 , quindi non sono contro. Ciò che intendevo è che bisogna fare chiarezza per il consumatore. Può essere un po`confuso tra le categorie biologico, biodinamico e sostenibile. Bisogna mettersi a tavolino e trovare una certificazione a livello nazionale con regole seguite da tutti.

Oggi ci sono troppi enti".

Infine per quanto riguarda le sue priorità in agenda da presidente della Uiv, Frescobaldi ha l'obiettivo di dare una dignità a quei produttori italiani che producono vino generico da tavola. "Non dico di allargare le attuali denominazioni - continua - ma di crearne una ex novo per dare evidenza ed una identità a questa parte cospicua di vino italiano". (ANSA).

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