Si avvicina Sanremo, partire inseguendo una canzone

di Ida Bini

SANREMO - Sta per cominciare il sessantanovesimo Festival della canzone italiana di Sanremo e all’improvviso ci sentiamo tutti un po’ cantanti. Cantare fa bene, lo dice la scienza, e fa ancora meglio se la musica ci fa sognare, se ci fa evadere con la mente e con le emozioni. A volte basta un ritornello o un assolo di chitarra per ritrovarsi altrove, lontano dal quotidiano. Sono tantissimi i brani musicali che invitano a viaggiare: ecco alcune famose canzoni italiane che potrebbero fare da colonna sonora per le nostre evasioni, vere o semplicemente di fantasia.

Sì viaggiare, Lucio Battisti - E’ un famosissimo brano del 1977 di Lucio Battisti e con il testo di Mogol, considerato un inno per chi ama viaggiare. E’ una splendida canzone ricca di positività, in cui si parla di un amico che “con un cacciavite in mano fa miracoli; ti regolerebbe il minimo alzandolo un po’ e non picchieresti in testa, così forte no. E potresti ripartire, certamente non volare ma viaggiare… con coraggio gentilmente, gentilmente, dolcemente viaggiare”. Con parole semplici ma poetiche Battisti e Mogol parlano del viaggio sulla strada e, probabilmente, della vita stessa.

Strada facendo, Claudio Baglioni - Questa canzone del 1981 è un inno alla vita intesa come strada da percorrere. Per Claudio Baglioni, autore del brano e quest’anno presentatore per la seconda volta al Festival di Sanremo, il viaggio può essere un’esperienza che accentua il senso di solitudine in mezzo alla folla, ma può essere anche l’occasione per scoprire i legami più profondi: “Io troppo piccolo tra tutta questa gente che c’è al mondo, io che ho sognato sopra un treno che non è partito mai e ho corso in mezzo a prati bianchi di luna per strappare ancora un giorno alla mia ingenuità e giovane e invecchiato mi son detto tu vedrai… vedrai… vedrai… Strada facendo, vedrai che non sei più da solo”.

Con te partirò, Andrea Bocelli - “Con te partirò... paesi che non ho mai veduto e vissuto con te, adesso sì li vivrò...”. Le stupende terre sognate, “che non esistono più”, sono cantate magistralmente da Andrea Bocelli in questo brano, presentato al Festival di Sanremo nel 1995, ricco di enfasi e a metà tra la musica leggera e l’operistica.

Alta marea, Antonello Venditti - “Autostrada deserta, ai confini del mare, senti il cuore più forte di questo motore, sigarette mai spente, sulla radio che parla e io che guido seguendo le luci dell'alba...”. Il brano, interpretato da Antonello Venditti nel 1991, è la cover di Don’t dream it’s over dei Crowded House, dove il viaggio è anche il tempo in cui si è soli e si riflette, soprattutto sulle persone che si rischia di perdere. Una curiosità: nel video della canzone ha recitato una giovanissima Angelina Jolie.

Rotolando verso sud, Negrita - Il brano, cantato nel 2005 dal gruppo rock Negrita, racconta di un viaggio reale che è anche un percorso dentro se stessi. “La ragione esplode e ogni cosa va da sé; mare accarezzami, luna ubriacami”. Il sud della canzone è sinonimo di caldo, ma anche di calore umano, di estro e di caos positivo, in contrapposizione all’ordine e agli schemi rigidi del nord.

Invito al viaggio, Franco Battiato - E’ un poetico e splendido brano di Franco Battiato, forse non tra i più conosciuti, realizzato nel 1999. La canzone parla di viaggi, di raggiungere una terra da sogno che si confonde con lo sguardo della persona amata. “Ti invito al viaggio in quel paese che ti somiglia tanto. I soli languidi dei suoi cieli annebbiati hanno per il mio spirito l’incanto dei tuoi occhi quando brillano offuscati. Laggiù tutto è ordine e bellezza, calma e voluttà”.

Io vagabondo, Nomadi - E’ un brano del 1972 che tutti abbiamo cantato almeno una volta nella vita. Chi è più viaggiatore di un vagabondo speranzoso? Viaggiare è anche una scelta di vita, cioè vivere “sulla strada”, come Jack Kerouac e la beat generation. “Una notte di settembre, me ne andai; il fuoco di un camino non è caldo come il sole del mattino. Chissà dov’era casa mia. E quel bambino che giocava in un cortile; io, vagabondo che son io, vagabondo che non sono altro; soldi in tasca non ne ho ma lassù mi è rimasto Dio”.

L’Isola di Wight, Dik Dik - E’ un altro brano storico della musica italiana, cantato dai Dik Dik nel 1970 che racconta la voglia di raggiungere un posto lontano, un luogo ideale, da sempre sognato. “Senza una valigia io e te siamo partiti un giovedì, nei nostri occhi c’era un sì”.

California, Gianna Nannini - Scritta da Gianna Nannini nel 1979 con Roberto Vecchioni, il brano segna la notorietà internazionale della cantante senese. E’ una ballata folk dedicata a un Paese che per tante generazioni ha sempre rappresentato il sogno di libertà. “Era California, era via di là verso cosa non sapevo ma lo respiravo… Siamo noi la California, siamo noi la libertà”.

Il mondo avrà una grande anima, Ron - “Verrà un giorno che gli aerei voleranno da soli. Faranno rotta dove vogliono loro. E più niente li potrà fermare. Nessun radar li potrà intercettare. Passeranno i confini del mondo dal Polo fino all’Africa”. E’ il brano che Ron interpretò al Festival di Sanremo del 1988, e che si rifà all’episodio di cronaca del clamoroso atterraggio di un giovane tedesco occidentale sulla piazza Rossa di Mosca.

Vado al massimo, Vasco Rossi - Irriverente ed eccentrico, il cantautore Vasco Rossi partecipò al Festival di Sanremo nel 1982 con il brano Vado al massimo, arrivando in finale. La canzone era uno sberleffo contro i critici musicali che lo avevano stroncato; eppure il successo fu enorme e le vendite del disco arrivarono alle stelle. “Vado al Messico, voglio andare a vedere se… laggiù masticano tutti foglie intere”; quest’ultima strofa venne censurata e cambiata in “laggiù vanno tutti a gonfie vele”. E’ un inno a luoghi dove la vita è più spregiudicata.

Compagni di viaggio, Francesco De Gregori - “Due buoni compagni di viaggio non dovrebbero lasciarsi mai. Potranno scegliere imbarchi diversi, saranno sempre due marinai”. E’ una tormentata storia d’amore, cantata nel 1996 da Francesco De Gregori, che spesso nelle sue canzoni parla di viaggi e di vita in movimento, spesso in senso allegorico.

Destinazione Paradiso, Gianluca Grignani - E’ un brano del 1995 che racconta di un viaggio alla ricerca della propria libertà. Gianluca Grignani nel brano aspira a una destinazione paradisiaca, dove lasciarsi tutto alle spalle per ricominciare: “…e dimmi perché in questo girotondo d’anime non c’è un posto per scrollarsi via di dosso quello che c’è stato detto e quello che oramai si sa e allora sai che c’è; c’è che c’è, c’è che prendo un treno che va a paradiso città e vi saluto a tutti e salto su prendo il treno e non ci penso più”.

Il cielo d’Irlanda, Fiorella Mannoia - Interpretato da Fiorella Mannoia nel 1992, il brano è un grande omaggio all’Irlanda e al suo cielo. “Dal Donegal alle isole Aran e da Dublino fino al Connemara dovunque tu stia viaggiando con zingari o re, il cielo d’Irlanda si muove con te, il cielo d'Irlanda è dentro di te”. E’ una ballata che racconta la bellezza dell’isola verde, della sua luce e della sua potenza paesaggistica.

Buon viaggio, Cesare Cremonini - E’ un inno alla vita, a lasciarsi andare e a godersi le piccole cose. La canzone del 2015 di Cesare Cremonini racconta di un viaggio, reale e metaforico, e sicuramente positivo e speranzoso. “Buon viaggio; che sia un’andata o un ritorno, che sia una vita o solo un giorno, che sia per sempre o un secondo; l’incanto sarà godersi un po’ la strada”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
TI POTREBBERO INTERESSARE ANCHE: