Le mostre del weekend da Pomodoro a Valdés

A Roma I marmi Torlonia, 92 tesori dal mondo classico

di Marzia Apice SOLIERA

SOLIERA - L'estro visionario di Manolo Valdés accanto alle forme create da Arnaldo Pomodoro, gli occhi puntati sul mondo di fotografi d'eccezione, come Massimo Siragusa, Michael Kenna e Francesco Bosso, fino all'incursione nella bellezza della statuaria classica, grazie ai marmi della Collezione Torlonia: sono alcune delle mostre visitabili il prossimo weekend.
    SOLIERA (Mo) - Dal 17 ottobre al 10 gennaio il Castello Campori ospita "Arnaldo Pomodoro. {sur}face", a cura di Lorenzo Respi.
    Divisa in due parti, per un totale di sette sale espositive, la personale indaga un aspetto meno noto dell'arte dello scultore, ossia l'attenzione all'uomo prima dell'opera, a partire dalle esperienze teatrali dagli anni '50 in poi, caratterizzate da grande libertà creativa, fino alle sculture degli anni Duemila.
    In occasione della mostra, nella piazza antistante il Castello sarà installata la monumentale opera Obelisco per Cleopatra che per i successivi 3 anni diventerà parte del contesto urbano.
    ROMA - Dal 14 ottobre al 29 giugno ai Musei Capitolini - Villa Caffarelli la mostra "I Marmi Torlonia. Collezionare capolavori", a cura di Salvatore Settis e Carlo Gasparri: un percorso stupefacente, per presentare 92 opere, selezionate tra i 620 marmi catalogati e appartenenti alla collezione Torlonia, la più prestigiosa collezione privata di sculture antiche. In 5 sezioni, la mostra va a ritroso e racconta la formazione della collezione, rievocando dapprima il Museo Torlonia, sognato e fondato nel 1875 dal principe Alessandro Torlonia, e rimasto aperto fino agli anni '40 del '900, per poi arrivare ai pezzi provenienti da collezioni di famiglie aristocratiche del '400 e '500. Dopo 25 anni di assenza Manolo Valdés torna a Roma con la mostra "Le forme del tempo", a Palazzo Cipolla dal 17 ottobre al 10 gennaio: a cura di Gabriele Simongini, il percorso offre una panoramica del lavoro dell'artista spagnolo dagli anni '80 a oggi, e presenta circa 70 opere tra quadri e sculture, alcune di grandi dimensioni. La periferia della Capitale, tra contraddizioni e complessità, è al centro della mostra "Roma" di Massimo Siragusa, in programma al Museo di Roma in Trastevere dal 16 ottobre al 10 gennaio. A cura di Giovanna Calvenzi, la mostra si compone di 100 scatti a colori, in cui il fotografo catanese racconta un paesaggio urbano fatto di monumenti e case abusive, palazzine anni '60 e strade trasformate in parcheggi. Al Casino Nobile Musei di Villa Torlonia apre il 14 ottobre "Veronica Montanino - Rami", a cura di Maria Grazia Tolomeo: allestita fino al 10 gennaio, la mostra ruota attorno al tema della metamorfosi come "principio ordinatore" della ricerca dell'artista e presenta una serie di opere site specific realizzate con la pratica del remix e del camouflage.
    COLORNO (Pr) - Gli alberi e le golene, le case contadine e le coltivazioni, gli impianti industriali e i ponti, partendo dalla sorgente fino ad arrivare all'Adriatico: sono 52 le immagini dedicate al Grande Fiume che compongono la mostra "Fiume Po" di Michael Kenna, alla Reggia di Colorno dal 16 ottobre all'8 novembre. A cura di Sandro Parmiggiani, la mostra racconta l'indagine portata avanti dal fotografo fin dal 2007.
    NAPOLI - Si intitola "Francesco Bosso. Primitive Elements" la personale, a cura di Filippo Maggia, in programma dal 15 ottobre al 5 novembre a Villa Pignatelli - Casa della fotografia: la mostra racconta 15 anni di lavoro del fotografo, da sempre sensibile ai temi del riscaldamento globale e della tutela ambientale, attraverso 40 scatti in bianco e nero, che ritraggono luoghi incontaminati, primitivi e fragili del pianeta.
    PIACENZA - Fino al 28 dicembre il progetto "PaladinoPiacenza" in Piazza Cavalli, un inedito confronto, a cura di Flavio Arensi ed Eugenio Gazzola, tra Francesco Mochi da Montevarchi (1580-1654) e il contemporaneo Mimmo Paladino: le due statue equestri in bronzo di Alessandro e Ranuccio I Farnese, realizzate da Mochi tra il 1612 e il 1628, entrano in relazione con l'installazione monumentale dell'artista campano, composta da 18 sculture in vetroresina che hanno come soggetto l'icona tipicamente paladiniana di un cavallo ridisegnato a partire da un modello funerario di origine etrusca. (ANSA).
   

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