Le mostre del week end, da Monicelli a Lambri e Rampazzi

A Roma i primi 10 anni del MAXXI, tra ricerca e futuro

di Marzia Apice MILANO

MILANO - C'è molta arte contemporanea nelle mostre in programma questa settimana, da Milano, con Neïl Beloufa e Luisa Lambri, a Roma, con Renata Rampazzi e il focus dedicato ai primi 10 anni del MAXXI. Non mancano poi gli approfondimenti fotografici, come l'omaggio a Mario Monicelli e il racconto del terremoto dell'Irpinia del 1980.

MILANO - Pirelli HangarBicocca ospita dal 17 febbraio al 18 luglio "Digital mourning", la riflessione che l'artista parigino Neïl Beloufa fa sulla società contemporanea e sul modo in cui essa viene rappresentata e mediata dall'interazione digitale. Nel percorso figurano video, lungometraggi, sculture e installazioni tecnologicamente complesse, attraverso i quali l'artista gioca con l'esperienza sensoriale dello spettatore e affronta temi come l'identità, le relazioni di potere, le ideologie nazionalistiche. Apre il 16 febbraio al PAC - Padiglione d'Arte Contemporanea "Autoritratto", la prima personale di Luisa Lambri in Italia, a cura di Diego Sileo e Douglas Fogle. Il progetto espositivo fino al 30 maggio presenta lavori fotografici nei quali l'artista riflette attraverso i soggetti ritratti su architettura, rappresentazione, modernismo, femminismo, identità. Il percorso evidenzia quanto per Lambri l'installazione di ogni opera non sia mai slegata dallo spazio scelto per ospitarla: in questo modo ogni progetto diventa site specific. Il Museo Diocesano Carlo Maria Martini riapre i battenti dal 16 febbraio, rendendo disponibili di nuovo per i visitatori le collezioni permanenti. Per i medici e gli infermieri lombardi, in segno di ringraziamento per l'impegno durante la pandemia, il museo offre fino al giorno di Pasqua, il 4 aprile, l'ingresso gratuito.

ROMA - "Mario Monicelli" è il titolo della mostra fotografica che dal 15 febbraio fino a fine marzo si potrà visitare alla Casa del Cinema, in omaggio al maestro della commedia all'italiana. Realizzata dal Centro Sperimentale di Cinematografia, la mostra ripercorre tutta la storia artistica di Monicelli, dagli esordi in coppia con Steno alla fine degli anni '40 ("Totò cerca casa") fino al film del commiato, "Le rose del deserto" (2006). Dal 17 febbraio al 29 agosto "Una Storia per il Futuro. Dieci anni di MAXXI": il museo capitolino, che riapre dopo la chiusura imposta dalla pandemia, riflette, offrendo il proprio punto di vista, sui suoi primi 10 anni di vita e di ricerca. In una lettura tematica e cronologica, la mostra, a cura di Hou Hanru con il team curatoriale e di ricerca del MAXXI e in collaborazione con l'ANSA, presenta migliaia di immagini, video, suoni e parole, installazioni multimediali. Al Museo Carlo Bilotti torna fruibile "Cruor" di Renata Rampazzi, a cura di Claudio Strinati, prorogata fino al 5 aprile. Il percorso documenta l'impegno dell'artista fin dagli anni '70 per la parità delle donne e la loro emancipazione, attraverso 14 dipinti, 46 studi preparatori, un'istallazione e un video.

NAPOLI - Lo sguardo e la testimonianza di oltre 20 fotografi per ricordare il terribile terremoto dell'Irpinia nell'anniversario dei 40 anni: dal 12 febbraio il Convento di San Domenico Maggiore ospita "Sisma 80 - 23 novembre ore 19.34", progetto fotografico allestito fino al 31 marzo. In oltre 100 immagini una narrazione autentica a partire dai vissuti delle donne, degli uomini e dei bambini, che hanno subito gli effetti di un evento naturale devastante. Completano la mostra la videoinstallazione "Il racconto dei protagonisti", proiettata su una parete di 6 metri e realizzata da Gix Musella e Elio Di Pace e la grande installazione "Il Cratere Mappe Infografiche" (mt. 6x2,5) che raccoglie documenti e informazioni sul terremoto attraverso una selezione di pagine de Il Mattino dell'epoca, insieme alla mappatura dei luoghi colpiti e degli effetti.

MODENA - Alla Galleria Estense di Modena dal 15 febbraio è allestita la mostra-dossier "Una pittura femminile piccola piccola. Anna Campori Seghizzi e il suo tempo", da un'idea di Martina Bagnoli e curata da Gianfranco Ferlisi: l'esposizione, attraverso le opere della nobildonna modenese Anna Campori Seghizzi che per rango e per genere poté praticare la pittura solo in maniera dilettantesca, approfondisce la condizione femminile all'inizio dell'800. Compongono il percorso 37 miniature realizzate su avorio, arrivate nella collezione estense grazie al lascito della figlia dell'artista, Giulia Seghizzi Coccapani Imperiali (1807-1895), esposte insieme ai ritratti delle due donne dipinti da Adeodato Malatesta e ad alcune opere di Maria Teresa Beatrice d'Austria d'Este di Chambord.    

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