Val Ridanna, percorsi da set tra castelli e miniere

Viaggio in Alto Adige da Wolfsthurn a Monteneve

Redazione ANSA ROMA

BOLZANO - Trecentosessantacinque finestre, 52 porte, 12 camini e quattro portali: riferimenti a giorni, settimane, mesi e stagioni di un anno che sarebbero stati utilizzati nel Castello di Wolfsthurn, maniero del 18/o secolo che Franz Andra von Sternbach (la famiglia ne è ancora proprietaria) fece realizzare in barocco austriaco. Unico esempio di castello barocco in Alto Adige, e fra le tappe di Places, tour (stavolta in Val Ridanna e dintorni) per far conoscere a autori e produttori italiani e stranieri possibili location nel territorio, organizzato dall'IDM Film Fund & Commission.
    Wolfsthurn, che è visitabile (al primo piano c'è il Museo Provinciale di Caccia e pesca ma al secondo si possono vedere le sale nobili con arredi originali, quadri e oggetti del 18/o e 19/o secolo), è già diventato recentemente set, per la serie di Rai1 Grand Hotel (2015) che ha utilizzato il castello per gli esterni del maestoso e fittizio albergo montano, d'inizio '900 Hotel Paradiso, dov'era ambientata la storia diretta da Luca Ribuoli e interpretata fra gli altri, da Eugenio Franceschini, Valentina Bellè, Andrea Bosca.
    Tra gli scenari degli scontri fra ragazzi con poteri unici e creature fantastiche' che verranno raccontati da una nuova serie del Gruppo Alcuni, mix di animazione in Cgi e live action, ora in fase di sviluppo, ci potrebbe essere l'area esterna della Casa della Commenda, antico ospizio per poveri e pellegrini, a pochi minuti da Vipiteno, che appare in documenti ufficiali per la prima volta nel 1234. Edificio a tre ali, raggruppato su un cortile interno, donato, all''Ordine Teutonico, a metà del '1200, e utilizzato, attraverso i secoli, anche come una delle Commende (comandi) dell'Ordine in Tirolo. Dopo decenni di abbandono da fine anni '70, e un progetto di risanamento e restauro tra fine anni '90 e inizio anni '2000 la struttura, che ha annessa la Chiesa Barocca di Santa Elisabetta, oggi ospita il museo Multscher e il museo Civico. Oltre a molti arredi originali, vi si possono trovare la maggiorparte delle opere d'età tardo gotica dello scultore e pittore Hans Multscher, come le pale dell'altare realizzate fra il 1456 e il 1459 per la Chiesa Parrocchiale Nostra Signora della Palude di Vipiteno e una breve d'indulgenza che nel 2003 l'allora cardinale Ratzinger, durante una sua visita nella zona, si è fatto portare, per leggerla di persona.
    Con i suoi 800 anni di attività, le miniere di Monteneve, che hanno chiuso nel 1985, sono fra le possibili ambientazioni che il regista polacco Krzysztof Komander e la sua produttrice Dagmara Piasecka, hanno trovato d'ispirazione per The Adventure Hunters, family/adventure movie, in fase di sceneggiatura, coprodotto anche da Olanda e Italia (Disparte) con un inizio riprese previsto nel 2021.
    Le miniere contavano nel periodo di massimo utilizzo 150 km di gallerie, da cui si estraevano argento, piombo e zinco in condizioni di lavoro proibitive (la vita media di un minatore, fino al 1900 era di 40 anni). Un mondo che viene oggi raccontato visitando il museo creato nell'area di lavorazione dei materiali e con la percorrendo la galleria didattica, estremamente realistica, scavata dagli stessi ex minatori o tra estate e inizio autunno anche alcune vere gallerie a 2000 metri di quota, come la Poschhaus e la Karl (galleria maestra del XVII secolo). "Adventure Hunters sarà la storia di un'amicizia fra 12-13enni, che pur di non separarsi si lanciano insieme alla ricerca di un leggendario tesoro - spiega il regista all'ANSA - . Un racconto anche di presa di consapevolezza di se'. Per il papà di uno dei piccoli protagonisti spero di avere Francesco Montanari". (ANSA).
   

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