Banche: Rinaldi (Lega), in Italia la politica è stata assente

Incontro su crack istituti promosso dalla Lega al Parlamento Ue

Redazione ANSA BRUXELLES

BRUXELLES - In Italia la politica è stata completamente assente dalle crisi bancarie che hanno travolto investitori e risparmiatori: lo sostiene l'eurodeputato della Lega Antonio Maria Rinaldi che ha promosso all'Europarlamento l'incontro "Noi che credevamo nelle banche e che vorremmo credere nell'Europa", dedicato al tema ancora molto sensibile in Italia. "Nei prossimi mesi dovrebbero finalmente arrivare i cosiddetti rimborsi", però "stanno emergendo delle problematiche inerenti non solo al tecnicismo, ma anche al fatto che effettivamente la politica è stata completamente assente. Abbiamo visto che in altre situazioni in Europa, in particolare in Germania, queste crisi bancarie sono state risolte con l'intervento politico", ha sottolineato Rinaldi, secondo cui invece "in Italia questo intervento politico, a suo tempo, non c'è stato".

Nel corso dell'incontro hanno portato la loro testimonianza i risparmiatori della Banca Popolare di Vicenza, di Veneto Banca e della Cassa di Risparmio di Ferrara (Carife). "Per qualche tempo queste persone venivano spacciate per speculatori. Invece avevano messo da parte i soldi per i figli e per la vecchiaia, come tanti italiani", ha sottolineato l'eurodeputata leghista Mara Bizzotto. A moderare l'incontro, il presidente dell'Associazione "Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza", Luigi Ugone: "Vorremmo credere nell'Europa", ma l'Ue "con la regola del bail-in ha spalmato sui consumatori le responsabilità di chi dirige le banche", ha sottolineato. "La casa dei popoli ha scaricato sul popolo la responsabilità degli errori". Diverse le testimonianze portate all'Eurocamera. Tra queste quella di Mirco Tarroni, ex azionista di Carife: "C'era una proposta di salvataggio attraverso una ricapitalizzazione del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd). L'assegno era già pronto, ma non è mai arrivato - ha sottolineato - perché vi è stata un'obiezione da parte della Commissione Ue che, pochi mesi fa, è stata smentita da una sentenza della Corte di giustizia europea secondo cui quell'intervento si poteva fare.

C'è un danno per i risparmiatori e qualcuno deve pagare", ha aggiunto Tarroni, ricordando che "le persone coinvolte per quanto riguarda la Cassa di risparmio di Ferrara sono 32mila persone. A chiunque capita di avere un familiare, un conoscente, un amico, che è rimasto coinvolto in questa vicenda incredibile". 

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