Comitato di sicurezza straordinario Ue sulla Libia venerdì

Nato, possiamo applicare embargo su armi e sosteniamo Sophia. Salamè, contrario a forze di pace

Redazione ANSA

BRUXELLES - L'Ue ha convocato una riunione straordinaria del Comitato Europeo per la Politica e la Sicurezza (Cops) sulla Libia, per venerdì. Si apprende da fonti diplomatiche europee. Si inizierà così a lavorare sul mandato del consiglio per la rimodulazione dell'operazione Sophia, che dovrà essere profondamente rivista per indirizzarla sul monitoraggio dell'embargo di armi, non solo via mare ma anche via aria e auspicabilmente via terra.

Secondo quanto si apprende, alla riunione del Cops di venerdì, gli ambasciatori avranno un primo scambio di idee, mettendo sul tavolo i propri orientamenti per il rilancio e la rimodulazione dell' operazione Sophia, per renderla una missione efficace per il monitoraggio dell'embargo di armi Onu. Il tema, assieme ad una proposta per una missione di peacekeeping in Libia, sarà un punto ricorrente nell'agenda del Cops. L'Alto rappresentante dell'Ue Jospe Borrell ha auspicato infatti, che entrambe le iniziative siano pronte per il consiglio Affari esteri dell'Ue, del 17 febbraio. 

"Nel Mediterraneo c'è la Nato che dà sostegno sulla missione Sophia e noi possiamo fare di più se l'Ue chiede un maggiore aiuto, possiamo ad esempio applicare l'embargo sulle armi in Libia", ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, alla commissione Affari esteri del Parlamento europeo. "Credo sia molto importante sottolineare la cooperazione fra l'Ue e la Nato - ha precisato -, c'è una stretta cooperazione" anche se "siamo due organizzazioni diverse". Stoltenberg ha poi chiesto che "le nostre differenze vadano rispettate, ma è importante essere coesi per lavorare e cooperare insieme". Nel "corso degli ultimi anni siamo riusciti a rafforzare la cooperazione fra Ue e Nato a dei livelli senza precedenti" e adesso "facciamo di più rispetto al passato, ad esempio sugli aspetti cibernetici o le minacce ibride", ha precisato. Il segretario generale dell'Allenza si è noltre detto "favorevole al raggiungimento di una soluzione politica, sotto guida dell'Unione europea, positiva la conferenza di Berlino, dobbiamo realizzare un embargo ed un cessate il fuoco e la Nato è favorevole a questi sviluppi"."Non è facile uscirne - ha precisato - ma abbiamo bisogno di una soluzione negoziata a livello politico".

L'inviato speciale dell'Onu sulla Libia, Ghassem Salamé, è contrario all'invio di truppe internazionali per la pace in Libia. È quello che ha detto in un'intervista alla Welt. "In Libia non si accettano le truppe straniere. E neppure vedo nella comunità internazionale la disponibilità a mandarne". L'importante adesso è che il cessate il fuoco si traduca in una tregua duratura, ha aggiunto. A questo scopo non servono i caschi blu, ma un piccolo numero di osservatori militari. La Commissione militare 5+5, ha ribadito Salamè, si incontrerà per la prima volta a metà febbraio. 

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