Ricerca, tanti italiani tra beneficiari aiuti Ue

Partecipano 61 università e Pmi italiane

Redazione ANSA BRUXELLES

BRUXELLES - L'Università di Milano, il Politecnico di Torino, la Federico II di Napoli, l'Università di Pisa, la Sapienza di Roma, l'Università di Bologna, l'Istituto Nazionale di fisica nucleare, l'Università di Pavia, l'Università di Firenze, l'Università di Sassari, l'Università di Salerno e il Consiglio nazionale delle ricerche sono solo alcune delle 61 realtà italiane che figurano tra i 74 soggetti (consorzi e atenei) selezionati dalla Commissione europea per beneficiare di un finanziamento da 80 milioni di euro a sostegno della collaborazione internazionale e intersettoriale tra università e Pmi. Lo ha reso noto la Commissione Ue. Il piano rientra nell'ambito del bando 2020 Reasearch and Innovation Staff Exchange (Rise) e il programma Marie Sklodowska (Msca) e permetterà scambi internazionali tra 4mila ricercatori e innovatori provenienti da 823 organizzazioni (117 Pmi) di 137 Paesi. In particolare i ricercatori, tecnici e personale manageriale e amministrativo, collaboreranno in tutto il mondo a progetti finalizzati ad affrontare sfide come il cambiamento climatico, la pandemia e la digitalizzazione. "Promuovendo la loro creatività e imprenditorialità, li aiutiamo a trasferire la ricerca all'avanguardia in prodotti e servizi innovativi, che sono necessari ora più che mai" ha dichiarato la commissaria Ue per la Ricerca Mariya Gabriel. Tra i progetti selezionati, "eUMap" svilupperà una piattaforma per le autorità locali per gestire al meglio la domanda e offerta di servizi pubblici, come l'energia, l'acqua, i rifiuti e telecomunicazioni, in tempi di crisi e eventuali lockdown. 

 

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