'Maestro Manzi 2.0', telescuola al tempo del virus

Tv spezzina offre suoi canali a docenti per lezioni a ragazzi

 La scuola torna in tv, come all'epoca del maestro Manzi. Alla Spezia le lezioni con l'emergenza coronavirus approdano sui canali televisivi, per superare il divario digitale di chi non possiede un proprio computer con cui fare i compiti o seguire le spiegazioni. Tutti con libri e quaderni davanti alla tele, dove invece di presentatori e giornalisti appaiono i prof. L'iniziativa 'La scuola non si ferma' sembra riprendere sessant'anni dopo l'esperienza del programma televisivo 'Non è mai troppo tardi', quando il maestro Alberto Manzi insegnava a leggere e a scrivere a tutta Italia proponendo il primo esempio di telescuola. L'iniziativa ha debuttato alla Spezia coinvolgendo gli istituti di ogni ordine e grado della provincia: grazie alla tv le lezioni arrivano in casa ma anche in carcere, dove i corsi erano stati sospesi per via dell'emergenza sanitaria. Una emittente locale, Tele Liguria Sud, ha messo a disposizione i propri canali del digitale terrestre a maestri e professori, che da stamani hanno iniziato a proporre spiegazioni e letture attraverso il piccolo schermo. Come dei 'maestri Manzi 2.0'. Il palinsesto delle lezioni viene suddiviso ogni giorno per scuola e classe. Stamani tra le prime lezioni caricate su Luna Tv, il primo canale coinvolto nell'iniziativa, una spiegazione sul Decameron di Boccaccio, ambientata nel periodo della peste nera a Firenze. Tls, emittente cattolica, è la prima tv che in Italia offre questa opportunità al tempo del coronavirus. "E' nello spirito della nostra televisione, comunitaria, quello di fornire un servizio al territorio – spiega l'amministratore delegato Italo Lunghi -. L'idea ci è stata proposta dall'ingegner Giampiero Lorandi, vertice dell'ex Oto Melara, che osservando le difficoltà del nipote nel seguire le lezioni on line ha avuto questa intuizione e ce l'ha proposta. Abbiamo immediatamente contattato l'ufficio scolastico che ha sposato l'iniziativa".
    In questo modo sarà raggiunta una popolazione scolastica di oltre 25 mila studenti. Anche chi vive nelle valli e in montagna, e ha difficoltà di connessione. O chi non ha un computer a disposizione, perché l'unico in famiglia deve essere utilizzato dai genitori per il lavoro agile. Ma anche chi, sono tante le segnalazioni, non ha a disposizione mezzi tecnologici adeguati. "L'impegno degli insegnanti è stato grande in queste settimane, ma per problemi 'tecnici' abbiamo perso molti studenti – conferma Roberto Peccenini, referente spezzino dell'ufficio scolastico regionale -. Una televisione c'è in ogni abitazione, perciò abbiamo capito che poteva essere una soluzione adeguata per raggiungere più ragazzi. Saranno coinvolte anche le persone che si trovano in carcere e che a causa della pandemia hanno visto sospesi o limitati i corsi". L'avvio di oggi, su un unico canale con le prime sei ore di lezione, sarà integrato dalla prossima settimana anche con l'utilizzo degli altri canali della rete, Ecclesia, Civitas, Artis. Ciascun canale sarà dedicato a un ciclo di studi, dall'infanzia alle superiori. Il programma delle lezioni del giorno viene annunciato, tra l'altro, ogni sera nell'ambito del notiziario. "Un progetto sperimentale – aggiunge Peccenini -, gli insegnanti dovranno essere bravi ad adattare il più possibile la didattica al mezzo televisivo". Proprio come faceva il maestro Manzi. (ANSA).
   

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