Rai: Tar conferma multa Antitrust per Festival Sanremo 2010

 Nessuna illegittimità nel provvedimento con il quale l'Antitrust nel febbraio 2011 sanzionò la Rai con 50mila euro, dopo avere accertato la natura di pratica commerciale scorretta del meccanismo di televoto per l'edizione 2010 del Festival di Sanremo. L'ha deciso il Tar del Lazio con una sentenza con la quale ha respinto un ricorso dell'azienda televisiva.
    Dopo aver premesso, sul tema della contestata competenza dell'Antitrust ad assumere il provvedimento sanzionatorio in questione, che la Rai non ha dimostrato "la ricorrenza, tra la disciplina delle pratiche commerciali ingannevoli e quella delle televoto, di un 'contrasto' insanabile", i giudici hanno respinto il motivo di ricorso con il quale è stato invocato il difetto d'istruttoria sul presupposto che l'invio massivo di voti tramite call centers non sarebbe stato dimostrato. "Al fascicolo istruttorio dell'AGCM - scrive il Tar - sono stati acquisiti documenti che dimostrano che il pericolo di partecipazione al televoto da parte di call centers, di centri specializzati e di sistemi ripetitivi di voto, era ben nota in Rai quantomeno dal 2009"; e la Rai, dunque, "era ben consapevole del pericolo, ma non ne ha reso consapevoli gli utenti".
    Con un'ulteriore censura l'azienda televisiva lamentava che l'Antitrust avrebbe preteso la predisposizione di sistemi di filtraggio non esistenti allo stato della tecnica. Per il Tar "anche questo motivo va respinto sul rilievo che la pratica commerciale ingannevole è stata ravvisata dall'AGCM, non tanto nel fatto che RAI non ha implementato i sistemi di filtraggio, quanto per la ragione che ha omesso di informare gli utenti del pericolo di alterazione del televoto e del relativo esito connesso alla mancanza dei predetti sistemi di filtraggio"; e "le medesime considerazioni consentono di superare e respingere anche il quarto motivo di ricorso, a mezzo del quale RAI assume di essere stata sanzionata per fatti ad essa non imputabili".
    Riguardo, infine alla censura con la quale è stata dedotta l'insussistenza della condotta censurata, per il Tar "alla luce delle considerazioni svolte dall'AGCM è evidente che la negligenza rimproverata a RAI è stata ravvisata, non nella mancata implementazione dei meccanismi di filtraggio e controllo del televoto, quanto piuttosto nella circostanza che, essendo consapevole delle lacune del sistema di televoto, RAI non ne ha informato i telespettatori". (ANSA).
   

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