Sci: Merlo, è ora di aprire con governo 'vertenza montagna'

Sindaco Pragelato, "si rischia crisi irreversibile"

(ANSA) - TORINO, 16 GEN - Dopo il nuovo rinvio dell'apertura degli impianti sciistici "è arrivato il momento di aprire la cosiddetta 'vertenza montagna'" con il governo perché "resta ancora del tutto inevaso il nodo decisivo della filiera economica e produttiva legata alla neve". E' l'appello di Giorgio Merlo, sindaco di Pragelato (Torino) e assessore alla Comunicazione dell'Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.
    "La pratica dei 'ristori' - scrive Merlo - resta misteriosamente in alto mare. Malgrado ripetute richieste e molti appelli. Al di là della totale irrilevanza politica, come tutti sanno, degli ordini del giorno approvati in Parlamento e di fronte al silenzio del Governo impegnato a risolvere i problemi creati dalla ennesima e largamente collaudata destabilizzazione del partito personale di Renzi, si corre il serio rischio di registrare la crisi irreversibile di molti settori produttivi presenti nelle 'terre alte'. Non c'è più tempo da perdere. Semprechè - prosegue Merlo - non si ci voglia limitare a prendere atto del fallimento di centinaia di piccole medie aziende e di gettare a mare migliaia di posti di lavoro riconducibili all'industria della neve".
    Merlo si appella dunque al governatore del Piemonte.
    "Conoscendo la grande sensibilità politica del Presidente della Regione per i temi e le problematiche legate alla montagna, credo sia giunto il momento per aprire una 'vertenza montagna' con il Governo nazionale e anche di comune accordo con altre Regioni del Nord. Una 'vertenza montagna' che deve tenere conto non solo dei non più rinviabili 'ristori' adeguati e tempestivi ma anche, e soprattutto, per creare le condizioni di una adeguata e giusta ripartenza. Seppur nel rispetto rigoroso delle normative e dei protocolli sanitari. In discussione, infatti, - conclude Merlo - non c'è l'esercizio di uno svago o la gestione di una vacanza ma il futuro e la sopravvivenza di migliaia di famiglie. Ecco perché non si può più scherzare". (ANSA).
   

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