DIRETTA MONDIALI

Risultato finale
Danimarca 1
Australia 1
21/6 - 17:00
Francia -
Perù -
21/6 - 20:00
Argentina -
Croazia -
L'Albo d'oro
  • 1930
  • 1934
  • 1938
  • 1950
  • 1954
  • 1958
  • 1962
  • 1966
  • 1970
  • 1974
  • 1978
  • 1982
  • 1986
  • 1990
  • 1994
  • 1998
  • 2002
  • 2006
  • 2010
  • 2014

Spagna

Spagna (foto: EPA)

Spagna

Dopo flop Brasile, la 'Roja' cerca riscatto

Vincere in Russia per dimenticare il flop brasiliano e rinverdire i fasti del quadriennio d'oro, ma meglio sarebbe dire 'epopea', 2008-2012 (due Europei e il Mondiale sudafricano). La Spagna del nuovo corso firmato Julen Lopetegui, deve ancora dimostrare di essere all'altezza dei suoi illustri predecessori Vicente Del Bosque e Luis Aragonés, ma certo ha dalla sua una qualità tecnica che ben poche delle 32 nazionali approdate in Russia hanno. Dopo Xavi, Iniesta, Piquè, Torres, Casillas e Ramos, la scuola iberica ha sfornato negli ultimi anni altri talenti e altri fuoriclasse facendo ben presto dimenticare la debacle del 2014 (per la prima volta nella storia la squadra Campione del Mondo viene dopo appena 2 partite a un Mondiale). E mettendo anche in un cantuccio quel suo gioco unico, il 'tiki-taka', amato e odiato in tutto in mondo ma di certo anche ammirato e vincente.
Se la Roja di Aragones e, sopratutto, di Del Bosque avevano rinunciato a priori a moduli e varianti tattiche per consegnare la squadra a giocatori di prima grandezza, il nuovo corso di Lopetegui è adesso diventata un'altra cosa. Da prigioniera di sè stessa, la Spagna post-Brasile si è trasformata in una 'nuova' squadra, non più involuta e sterile ma di nuovo incisiva e ficcante. Merito del neo ct che, forte dell'esperienza maturata al timone dell'Under 21, è riuscito prima a seminare e poi a raccogliere i frutti del suo lavoro e a dare avvio alla seconda generazione d'oro del calcio spagnolo. La Spagna 2018 non è così più prigioniera del possesso palla e grazie al mix di esperienza e talento è riuscita a creare una nazionale vera e, sopratutto, competitiva dove i vari Asensio, Isco, Thiago Alcantara a menadito lo spartito scritto a memoria da Iniesta, Busquets, Koke, Saul, David Silva.
Uguagliare le performance degli eroi del 2008-2012 non è una chimera, a patto che i principi tattici ricercati da Lopetegui siano letti a una sola voce. La qualità c'è, sta al ct e alla vecchia guardia riuscire a trasformarla ancora una volta in un magia pura, così da poter tornare a competere per un Mondiale. Dopo il flop brasiliano e la delusione all'Europeo 2016 in Francia dove fu eliminata dall'Italia di Conte, la Spagna - fondata come sempre sul blocco Real-Barcellona - è stata brava a ripartire e a godere dei frutti della nuova generazione, dove alle novità più talentuose si mescola la maturità della vecchia guardia (Piquè, Ramos, Carvajal, Jordi Alba, Diego Costa). Il gruppo B al Mondiale è più che alla portata (Portogallo, Iran, Marocco), con l'unica incognita legata all'esordio (15 giugno), subito con Cristiano Ronaldo, che potrebbe diventare il trampolino di lancio o, viceversa, trasformarsi in un boomerang.

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