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Le Iene, compie 30 anni, l’esordio di Tarantino

Lo stile del regista è già tutto qui. Nel 1994 seguì Pulp Fiction

La scena del dialogo sul vero significato di Like a Virgin di Madonna era solo l’inizio, ora lo sappiamo: 30 anni fa il talento – soprattutto di scrittura e di scelta degli attori – di Quentin Tarantino si rivelò al mondo con il film d’esordio (che tecnicamente non è il suo primo ma questo conta poco), cui seguì nel 1994 Pulp fiction, che di dialoghi e scene madri rimaste celebri (quello sugli hamburger, la sequenza puntura di adrenalina) è pieno.

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Tarantino, giovane impiegato di un videostore e appassionato di crime e B-movie, cominciò da un film su una rapina in cui la rapina non si vede mai. Anzi: quasi tutto il film e il confronto tra i protagonisti (un gruppo incredibilmente affiato guidato da Harvey Keitel e Tim Roth e in cui c’è anche l’ex delinquente diventato scrittore Edward Bunker) si svolge in un capannone (nella realtà un obitorio dismesso).

Dai completi neri dei protagonisti (che saranno imitati anche dal programma tv che in Italia ha preso nome dal film) ai dialoghi dementi e brillanti, dalla scena di tortura del poliziotto, che fece uscire dalla sala uno stomaco non proprio delicato come quello del regista Wes Craven (Nightmare, La casa nera, Scream), ai flashback e flashforward in cui lo spettatore ama perdersi, lo stile di Tarantino è già tutto lì. Compreso il citazionismo maniacale del cinema che lo ha preceduto, da cui ha preso spunto anche per i nomi in codice dei protagonisti: Mr.Blue, Mr.Orange. Mr.White ecc (lo aveva fatto Joseph Sargent in Colpo alla metropolitana).

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