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Mostre: Abramovic a Napoli, 'Seven Deaths' nel mito Callas

Nuova personale alla Galleria Lia Rumma, fino al 2 luglio

(ANSA) - NAPOLI, 18 MAG - Sette morti e più viva che mai: Marina Abramović porta a Napoli l'amata Maria Callas, dal palco del San Carlo alla mostra negli spazi di Lia Rumma, gallerista che con lei collabora da un ventennio tenendo saldo il rapporto profondo con una città 'passionale e vulcanica'. Dopo il debutto italiano di '7 Deaths of Maria Callas', prima opera lirica scritta, diretta e interpretata dalla regina della performing art , il progetto prosegue quindi con la nuova personale, visitabile fino al 2 luglio. E questa volta Callas, con la sua voce, c'è. Il percorso si apre nella saletta cinema con la videoistallazione 'Seven Deaths', film d'arte di circa un' ora che ha fatto da sfondo al live sancarliano. Accanto alla performer ( in costumi strepitosi di Riccardo Tisci) che diviene Tosca, Carmen, Violetta da La Traviata, ChoCho-San da Madama Butterfly, Lucia di Lammermoor, Norma e Desdemona dall' Otello, c'è l'attore Willian Defoe. Ma a differenza di quanto avvenuto a teatro dove si sono esibite belle voci contemporanee, in sottofondo ci sono le interpretazioni rese immortali Callas.
    E l'identificazione, anche fisica, tra le due Divine, sembra ancora più intima. ''Le donne soffrono in eterno per amore e in eterno muoiono in tanti modi. È un tema che, a me come donna, sta a cuore. Il mio lavoro è molto emozionale, tocca l'amore, la morte, il dolore, la sofferenza, la perdita, il tradimento: temi di cui è fatta l'arte'' è il manifesto dell'artista di origine serba. Ed è su questo fil rouge che s'inseriscono le altre opere ,fotografiche: Artist Portrait with a Candle(B), 2012; Holdingthe Skeleton, 2008/2016; il dittico Portrait with Skull (EyesClosed), 2019. (ANSA).
   

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