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Massimo Caprara, nei suoi discorsi un pezzo di Novecento

I testi del segretario di Togliatti in una raccolta della Camera

(ANSA) - ROMA, 24 GIU - DISCORSI POLITICI E PARLAMENTARI DI MASSIMO CAPRARA, A CURA DELLA BIBLIOTECA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI CON UNA INTRODUZIONE DI MAURIZIO CAPRARA (Camera dei Deputati, pp. 244, euro 10). Massimo Caprara è testimone e protagonista di un pezzo importante della recente storia italiana. I suoi interventi parlamentari offrono fotogrammi di stagioni rilevanti delle vicende politiche e parlamentari d'Italia, dall'angolatura di un militante del Partito Comunista.
    I testi vengono dalla Biblioteca della Camera dei deputati "Nilde Iotti", vastissimo giacimento di documenti da quale sono stati tratti i resoconti stenografici degli interventi in Aula e la maggior parte dei testi riprodotti.
    Politico e giornalista, Massimo Caprara, nato a Portici il 7 aprile 1922, fu, tra l'altro, segretario particolare di Palmiro Togliatti, sindaco di Portici dal 1952 al 1954, deputato eletto nelle liste del Pci per quattro legislature, dal giugno 1953 al maggio 1972, membro del comitato centrale del partito e segretario regionale del Pci in Campania. Tra i fondatori del gruppo del Manifesto, nel 1969 venne radiato dal Pci. In quegli anni decise di prendere posizione contro Mosca che allora aveva invaso con le sue truppe Praga e la Cecoslovacchia, perseguitando gli studenti e gli operai.
    È morto a Milano il 16 giugno 2009.
    Il libro si avvale di un'introduzione del nipote Maurizio Caprara, noto giornalista con un passato a Il Corriere della Sera, che evidenzia i tratti principali dell'azione politica e della personalità del protagonista. All'inizio della raccolta si trovano interventi che risalgono alla ricostruzione del nostro Paese dopo la Seconda guerra mondiale, tempi segnati anche dalla contrapposizione tra opposizione comunista e maggioranze di governo imperniate sulla Democrazia cristiana. Seguono interventi pronunciati alla Camera negli anni Sessanta mentre l'Italia conobbe uno sviluppo economico disomogeneo, nei mesi delle proteste giovanili e sindacali, in momenti che per la sinistra furono di successi e crisi. Altri discorsi e scritti attraversano la parte conclusiva del XX secolo e i primi anni del XXI. Nell'appendice, ci sono considerazioni di Massimo Caprara di anni della gioventù e sue riflessioni dell'età avanzata, insieme a lettere ai nipoti e diverse foto.
    Discorsi e testi sono per lo più dovuti alla militanza in un partito o alla partecipazione a battaglie culturali. Sono dunque inevitabilmente di parte. Oltre a raccontare aspetti dell'Italia, consentono di ripercorrere tappe del tragitto tra formazioni politiche e correnti di pensiero compiuto da un italiano che, passando per luoghi non accessibili a tutti, effettuò una sua traversata del XX secolo.
    Maurizio Caprara sottolinea che nei discorsi si possono ravvisare gli elementi di continuità nell'azione e nelle idee del deputato. Il primo è che "la determinazione con la quale Massimo Caprara sosteneva proprie convinzioni non ha nel complesso eliminato un'altra inclinazione, la volontà di approfondire la conoscenza della realtà, di guardare le cose ricavando insegnamenti anche da sguardi diversi dal proprio".
    Altri due elementi sono stati costanti e intrecciati nell'attività politica, giornalistica e culturale di Massimo Caprara: una difesa intransigente, ed esigente, del Parlamento e un meridionalismo che non avesse "la mano tesa dell'accattone", bensì si prefiggesse di sviluppare le capacità produttive del Mezzogiorno. (ANSA).
   

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