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>>>ANSA/Leonardo Padura, la guerra in Ucraina non avrà vincitori

Lo scrittore cubano a Roma con 'Come polvere nel vento'

(di Mauretta Capuano) (ANSA) - ROMA, 11 APR - Quella sensazione sempre più grande di perdita che si prova nel veder andar via i propri compagni di scuola, dell'Università, del lavoro, i propri amici e cugini. La racconta lo scrittore cubano Leonardo Padura nel suo romanzo "più viscerale", 'Come polvere nel vento', un storia immensa della diaspora cubana vista con gli occhi della nuova generazione rispetto a quella dello scrittore. Il libro, pubblicato da Bompiani nella traduzione di Bruno Arpaia, ha richiesto due anni di lavoro a Padura che ha sempre vissuto nel quartiere dell'Avana dove è nato nel 1955, Mantilla, ma sono "30-40 anni, forse anche di più" che pensa al tema dell'esilio.
    "Più che parlare di eventi e di episodi in 'Come polvere nel vento' si parla dei sentimenti che provano questi personaggi, sia dentro sia fuori Cuba. Credo che la questione dell'esilio, della migrazione, della diaspora sia un tema universale. Gli italiani lo hanno vissuto, anche gli spagnoli, adesso la stanno vivendo gli ucraini con questa contingenza militare. E' una condizione che si ripete nel corso della storia però ognuno, a partire dalla propria cultura, la vive in modo più o meno drammatico ed è questa drammaticità che viene poi sfruttata dallo scrittore " dice all'ANSA Padura al suo arrivo a Roma. Cosa pensa della guerra in Ucraina? "Sembra una guerra di altri tempi perché è una guerra di conquista, di invasione. Quando ormai credevamo che l'unico modo per fare le guerre fosse conquistare i Paesi con il denaro. Ci ricorda che siamo stupidi, che non abbiamo imparato nulla dalla storia. Che abbiamo tanti telefoni intelligenti, questi smartphone, ma in realtà noi come specie non siamo evoluti, non siamo intelligenti come i telefoni che utilizziamo. Da questa guerra non uscirà nessun vincitore, saremo tutti perdenti compresa l'Europa. E non c'è nessun buono". E aggiunge: "la guerra in Ucraina si poteva evitare se avessimo avuto dei politici più intelligenti". Da Cuba, Padura è stato "testimone di tutta la gamma di atteggiamenti di chi se ne è andato, dal più estremo rappresentato nel libro da Irving che non è mai partito veramente con la testa. Un po' come accade nel distretto di Hialeah, a sud della Florida, probabilmente il luogo dove esistono più negozi di santeria del mondo. A Dario che rifiuta il pensiero di Cuba e Clara che è rimasta e che è un po' come me" racconta. Vincitore nel 2015 del Premio Principessa delle Asturie per la Letteratura, autore della serie culto poliziesca con protagonista Mario Conde, portata anche in tv, Padura ha deciso di vivere tutta la vita nel suo quartiere.
    "L'Avana è il mio luogo nel mondo. Il contesto mi alimenta come scrittore. Dall'inizio della pandemia, a livello economico, i problemi di Cuba - che già con Trump erano peggiorati rispetto all'embargo - si sono aggravati. La maggior fonte di ingresso economico era il turismo che è rimasto fermo per più di un anno.
    Una malattia che riguarda tutto il corpo non si può curare come piccole ferite sparse" spiega. Storia corale 'Come polvere nel vento' parla di un gruppo di amici, il Clan, esiliati per scelta o necessità, adulti nel bel mezzo della crisi economica degli Anni Novanta. Trent'anni dopo negli Stati Uniti si incontrano Marcos, figlio di Clara e Adela, figlia di Elisa, e saranno loro a farci compiere un viaggio nel passato e nel presente. "E' un salto dal romanticismo al pragmatismo, dall'ironia al cinismo.
    Questa nuova generazione sta migrando senza guardarsi alle spalle e va via perché vuole fare la propria vita. L'unica cosa che le importa è raggiungere il suo obiettivo" spiega. E Conde, il poliziotto che avrebbe voluto fare lo scrittore, tornerà? "L'ottavo libro uscirà in settembre in Spagna e spero nel 2023 in Italia. E' un romanzo con due storie parallele, una ambientata nel 1910 che ha come protagonista uno dei ruffiani più famosi di Cuba e l'altra nel 2016 con protagonista Conde, quando Obama visita Cuba" anticipa lo scrittore. (ANSA).
   

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