Baglioni concede il bis da direttore artistico

Dopo un lungo corteggiamento ha accettato il ruolo

Il lungo corteggiamento era iniziato con un mazzo di rose rosse gia' a febbraio, al tavolo del festival della svolta e degli ascolti record. Ora, dopo aver superato le incertezze, Claudio Baglioni ha detto si': tornera' a Sanremo da direttore artistico nel 2019. L'annuncio e' del direttore generale Mario Orfeo, che mette a segno uno degli ultimi colpi della sua gestione e 'brucia' sul tempo anche la presentazione dei nuovi palinsesti, il 27 giugno a Milano e il 5 luglio a Roma.

"E' un grande onore oltre che motivo di orgoglio per tutta la Rai essere riusciti a convincere un grande musicista e compositore come Baglioni a concedere il bis seguendo un percorso di condivisione e di costruzione del progetto artistico", sottolinea Orfeo. "Da febbraio a oggi - ricorda il dg - c'e' stato un vero e proprio corteggiamento e non poteva essere altrimenti considerato il successo di critica e di pubblico e i record ottenuti nella sua prima volta da direttore del Festival". I numeri dell'ultima edizione sono gia' negli annali: una media di share superiore al 52%, al top degli ultimi 13 anni, e di 10,9 milioni di telespettatori. Una responsabilita' in piu' in vista di un bis, al quale comunque il 'sacrestano' Baglioni non aveva chiuso la porta, mentre si preparava a "spegnere le candele" del festival. E pur senza sbilanciarsi aveva parlato di una formula in grado di "fare tendenza" e aveva mostrato idee chiare su come andrebbero riorganizzati "alcuni aspetti tecnici, la suddivisione delle prove, gli ascolti nel retropalco, li' dietro sembra un hellzapoppin'", pur spiegando che il festival "non va toccato piu' di tanto, c'era prima di noi e ci sara' anche dopo". E in un'intervista al Corriere della Sera, aveva immaginato di aprire le porte anche a "discipline piu' elitarie" e non solo alle "canzoni orecchiabili".

Baglioni avrebbe chiesto una serie di garanzie per accettare la sfida del bis, forse anche in vista di un imminente cambio al vertice di Viale Mazzini. Bocche cucite sul cachet - secondo alcune fonti resterebbe lo stesso dell'ultima edizione (si parlo' di 600 mila euro, cifra mai confermata) - e tutta da costruire la ricetta del festival 2019. E' difficile dire se tornera' il 'Baglioni & Friends', se si puntera' a confermare la squadra vincente con Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino, se il divo Claudio si ritagliera' solo il ruolo da direttore artistico, scegliendo un altro frontman o magari una frontwoman. Tra i nomi che circolano da tempo c'e' quello di Laura Pausini, che oggi ai microfoni di Radio Subasio dice: "Da tre anni me lo chiedono, anche con Paola Cortellesi. Solo che effettivamente quest'anno non potevo farlo perche' sono partita da Sanremo per far conoscere il nuovo disco e l'anno precedente non c'eravamo tutte e due... Magari un giorno succedera'". Costretto a preparare in corsa il suo primo Sanremo, stavolta Baglioni si prendera' piu' tempo, pur avendo un'agenda sold out, con il live all'Arena di Verona il 14-15-16 settembre per i 50 anni di carriera (che sara' una serata evento su Rai1) e il tour nei palasport 'Al centro' che partira' il 16 ottobre a Firenze per concludersi il 24 novembre a Torino. Causa festival, slitta invece al 2019 il nuovo album di inediti previsto in autunno.

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