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Gaja Cenciarelli, l'immortale Quinta A

'Domani interrogo', una dichiarazione d'amore per la scuola

(di Elisabetta Stefanelli) (ANSA) - ROMA, 05 SET - GAJA CENCIARELLI, 'DOMANI INTERROGO' (Marsilio, pag. 240, euro 17,00) ''Io l'ho sempre saputo, fin dal primo momento che vi ho guardato negli occhi, chi di voi si sarebbe salvato dalla neve.
    Io lo so chi di voi di salverà'', dice la professoressa d'inglese protagonista di ''Domani vi interrogo'', alla sua immortale Quinta A. Un libro, un romanzo, un po' saggio per la saggezza e per il racconto della scuola dal suo interno, che è un vero atto d'amore da parte di un'insegnante non solo per una classe ma per il suo mestiere. E che in questa vigilia di ripresa dell'anno scolastico - il libro è disponibile da 6 settembre - regala un commovente spaccato di questo piccolo universo in cui si formano uomini e donne nel confronto e nello scontro con chi, ogni giorno, ha la forza e il coraggio di sedersi in cattedra davanti a loro e contribuire a scriverne il destino. La storia appunto è quella di una prof. supplente d'inglese che a novembre viene catapultata senza passare dal via in una classe al quinto anno in una scuola della periferia romana, Rebibbia, giusto vicino al carcere. Lei, che è nata al centro e vive a Garbatella - come Gaja Cenciarelli che insegna inglese ed è anche una bravissima traduttrice - approda come in un altro continente nelle vite di questi ragazzi, un po' geni, un po' malandrini, alle prese con le loro mille problematiche generazionali, sociali, economiche, morali e non solo. A muovere la 'professore'', come la chiamano loro, è un amore infinito per il suo lavoro ma soprattutto per la dimensione umana più che didattica, come fossero uno direttamente e proporzionalmente legato all'altro. ''Ha litigato con la sua classe. E' come una lite tra innamorati. Si sente tradita, incompresa. Amore. Una parola troppo complessa, con infinite implicazioni sentimentali che lei detesta, e che non c'entrano con questa situazione''.
    Lei è legata profondamente a quel gruppo di cui penetra giorno dopo giorno la vita, entrando nella loro anima come lei entra nella loro. ''Perchè da tanta importanza a questi ragazzi? Perchè sono così fondamentali, per lei? Perchè non riesce a fare il suo lavoro e vivere la sua vita come tutti gli altri, senza dover vivere anche la loro? Perchè è sempre una questione di salvezza? Perchè vorrebbe abbracciarli tutti e dirgli: voi non avete idea di quanto siete importanti per me?''. In quella periferia i ragazzi, tutti, uno per uno, combattono quella che lei chiama la battaglia per la salvezza, che è il senso che a suo avviso dovrebbe dare la scuola, capire quale strada intraprendere per difendersi dalle insidie, dalle scorciatoie, dai dolori, dalla violenza che troppo spesso spezzano le vite sul nascere. Loro, in quella giungla in cui fanno lo slalom tra spacciatori e altre consuete illegalità, tendono a risolvere i problemi con le mani. Ragazzi e ragazze. Eppure poi si innamorano di Joyce e di questa donna così imprevedibile che li abbraccia tutti con commovente tenerezza e con la sapienza del suo voler e saper combattere la banalità del male con la dolcezza dell'alternativa. Lei, la professoressa d'inglese, affronta il mondo a piedi, cogliendone lentamente il volto reale. Con questo spirito ogni mattina varca la soglia di quella classe che le rimarrà legata tutta la vita. Ma lei questo ancora non lo sa. (ANSA).
   

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