AutoInRete e Mansutti, partnership per usato a km zero

Annuncio durante convegno Osservatorio Fintech & Insurtech

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Chiudi Auto in concessionaria (ANSA) Auto in concessionaria

Una nuova unione di intenti per Mansutti e AutoInRete sull'usato a km zero. La partnership è stata annunciata in occasione del Convegno di presentazione della Ricerca 2019 dell'Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano, per i cui lavori, le due realtà hanno avuto modo di lavorare insieme. AutoInRete e la innovativa piattaforma Insurtech Upgrape di Mansutti, si sono impegnati a cogliere le sfide e le opportunità di offrire in maniera congiunta servizi agli operatori di settore in un mercato, quello della vendita di auto usate e a km0, che nel 2018 ha registrato un valore di 3 miliardi di euro, con una crescita del 10 per cento rispetto all'anno precedente. Si uniscono le forze e le esperienze per fare leva sulla tecnologia digitale e produrre le soluzioni assicurative e di garanzia che il mercato già richiede per sostenere l'evoluzione di modelli di business agili, basati su efficienza di processi.

"AutoInRete nasce proprio come driver per risolvere queste problematiche - ha detto Marco Agosti, project leader - e trasformarle in nuove opportunità di business, con lo sviluppo di servizi a valore aggiunto per il settore automotive, attraverso il digitale, l'internet of things e le grandi potenzialità offerte da blockchain e smart contracts". "In linea con quella che è la nostra vocazione verso lo sviluppo di idee, progetti e soluzioni innovative sempre più smart, abbiamo creato una nuova piattaforma denominata Upgrape che offre una nuova modalità di interazione con la clientela, ponendo la persona al centro, e con soluzioni capaci di rivoluzionare in modo concreto il mondo dei servizi assicurativi - ha commentato Tomaso Mansutti, AD di Mansutti S.p.A. - perché ricercare soluzioni sempre nuove e all'avanguardia, investire in nuove realtà e in startup insurtech risultano essere alcuni degli obiettivi di lungo periodo che ci siamo posti come gruppo. Nei lavori di realizzazione del MIC Mansutti Innovation Center, abbiamo immaginato una nuova concezione di spazio che mette in rete le competenze, favorendo lo sviluppo di nuove idee". 

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Groenlandia, i ghiacci si sciolgono più rapidi del previsto - VIDEO

Entro il 2100 in 40 milioni esposti a rischio inondazioni coste

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Chiudi Lo scioglimento dei ghiacci dei Groenlandia è più veloce del previsto (fonte: Pixabay) (ANSA) Lo scioglimento dei ghiacci dei Groenlandia è più veloce del previsto (fonte: Pixabay)

La Groenlandia sta perdendo i suoi ghiacci più rapidamente del previsto, al punto che si stima che entro il 2100, 40 milioni di persone possano essere esposte al rischio di inondazioni costiere: lo indica la mappa più completa mai ottenuta, pubblicata sulla rivista Nature e basata sui dati raccolti fra il 1992 e il 2018 dalla collaborazione Imbie (Ice Sheet Mass Balance Inter-comparison Exercise) che ha coinvolto 89 ricercatori di 50 centri di ricerca.



Sono stati utilizzati i dati forniti da 11 satelliti, compresi quelli relativi alle variazioni nel volume dei ghiacci e al loro flusso. Emerge così che a partire dal 1992 la Groenlandia ha perso finora 3,8 milioni di tonnellate di ghiaccio: abbastanza da innalzare il livello dei mari fino a 10.6 millimetri. Si calcola che la quantità di ghiaccio perdita si è triplicata nell'arco di 30 anni, passando dai 33 miliardi di tonnellate l'anno degli anni '90 ai 254 miliardi di tonnellate l'anno negli ultimi dieci anni.


Stima del contributo dello scioglimento dei ghiacci della Groenlandia all'innalzamento del livello dei mari



Coordinata da Andrew Shepherd dell'università britannica di Leeds e da Erik Ivins del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa, la ricerca è stata finanziata dall'Ahenzia Spaziale Europea (Esa) e dalla Nasa. "Per ogni centimetro di aumento del livello dei mari si calcola che sei milioni di persone nel mondo siano esposte a inondazioni costiere", ha rilevato Shepherd. "Se la tendenza resterà immutata - ha proseguito - lo scioglimento dei ghiacci esporrà alle inondazioni 100 milioni di persone l'anno emtro la fine del secolo".

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Volkswagen e Ca' Foscari, parte master in Mobility Innovation

Ha durata annuale, accoglierà 20 iscritti e prevede 300 ore di didattica full time

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Chiudi La presentazione del Master (ANSA) La presentazione del Master

È stato presentato all'Università Ca' Foscari di Venezia un nuovo Master universitario di II livello in Mobility Innovation and Management (Mima), frutto della partnership tra Volkswagen Group Italia e l'Ateneo veneziano. Il Master in Mima è un corso di studi ad alta specializzazione, ideato e sviluppato dal Center for Automotive and Mobility Innovation (Cami) - struttura di ricerca d'eccellenza che opera all'interno del Dipartimento di Management dell'Università Ca' Foscari. Volkswagen Group Italia è main sponsor dell'iniziativa.

Una partnership che l'amministratore delegato Massimo Nordio ha spiegato così: "la trasformazione del nostro Gruppo non si limita alla produzione di modelli a trazione elettrica, alla guida autonoma e allo sviluppo di servizi digitali. È un cambiamento a 360 gradi - ha sottolineato -, che si riflette in tutte le nostre attività quotidiane. Investire nella formazione è uno dei pilastri della nostra strategia, e per noi è importante essere partner dell'Università Ca' Foscari Venezia per questo progetto, primo nel suo genere". "Il concetto di mobilità - ha aggiunto - si sta evolvendo rapidamente ed è evidente che per gestire il business non sarà più sufficiente l'approccio manageriale tipico del settore automobilistico 'tradizionale': serviranno una visione molto più ampia, la propensione ai rapidi cambiamenti e competenze trasversali".

Il master, erogato da Ca' Foscari Challenge School, ha durata annuale, accoglierà 20 iscritti e prevede 300 ore di didattica full time nel periodo compreso tra marzo e maggio 2020, cui andranno sommate 250 ore di stage e l'elaborazione della tesi finale. Lo stage è sostituibile con la stesura di un project work mirato, per esempio per i partecipanti già impegnati professionalmente nel settore. Il Mima si terrà interamente in lingua inglese ed è strutturato in 6 insegnamenti: Mobilità, Gestione, Tecnologia, Strumenti, Opportunità ed Esperienze.

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Istat: Anfia, pesante flessione produzione automotive (-15,3%)

Segno negativo permanente dall'ultimo trimestre 2018

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Chiudi Industria 4.0, rivoluzione digitale auto ad assemblea Anfia (ANSA) Industria 4.0, rivoluzione digitale auto ad assemblea Anfia

A ottobre, secondo i dati Istat, la produzione dell'industria automotive italiana nel suo insieme, compresa cioè la componentistica, registra un calo tendenziale del 15,3%, con un segno negativo che perdura dall'ultimo trimestre 2018, mentre nei primi dieci mesi del 2019 la flessione è del 9,9%. Contrazione a doppia cifra anche per la produzione di autovetture: -28% nel mese e -21% nei dieci mesi.
    Lo mette in evidenza l'Anfia.
    "Resta preoccupante la contrazione produttiva di un settore basilare per l'economia italiana per il quale è proseguita, anche nel terzo trimestre 2019, la fase di debolezza iniziata nel 2018, con una crescita del Pil di appena lo 0,1% a livello congiunturale4, pur in presenza di un'evoluzione favorevole dei consumi e dei redditi e di segnali ancora positivi provenienti dal mercato del lavoro. La preoccupazione cresce, a maggior ragione, in un momento caratterizzato da tensioni commerciali internazionali e da un rallentamento della domanda globale, ed europea, di autoveicoli", commenta Gianmarco Giorda, direttore dell'Anfia. Anche il comparto della componentistica comincia a risentire, in termini di produzione ed export, degli effetti della flessione della produzione di autoveicoli in Ue, in particolare in Germania e Regno Unito, nella prima metà dell'anno.
    Il fatturato del settore automotive presenta una variazione negativa del 4,6% a settembre. 
   

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Visori 3d e nuove luci per la Basilica dei misteri

Le novità dai nuovi restauri. Gli effetti speciali nel 2020

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Chiudi basilica sotterranea di Porta maggiore: una restauratrice al lavoro con il laser. FOTO SOPRINTENDENZA SPECIALE DI ROMA (ANSA) basilica sotterranea di Porta maggiore: una restauratrice al lavoro con il laser. FOTO SOPRINTENDENZA SPECIALE DI ROMA

ROMA- La lunga galleria che portava giù nelle viscere della terra, nove metri sotto il livello stradale.
    Poi i colori del vestibolo con decorazioni che riecheggiavano i lussi della Domus Aurea, le scene nilotiche allora così in voga, i mosaici rischiarati dalla luce caliginosa filtrata dall'alto lucernario.
   

Duemila anni fa come oggi doveva essere pieno di suggestione l'ingresso alla Basilica sotterranea degli Statili, edificio privato, raffinato e misterioso, forse luogo di culto forse monumento funerario, forse tutte e due le cose come si tende a pensare dopo una nuova stagione di restauri e di studi. Un piccolo, incredibile tesoro proprietà di una famiglia ricca e potente che la condanna dell'imperatore Claudio fece spogliare e dimenticare per secoli e secoli.

 Intrigante e piena di fascino con i suoi richiami al culto neo pitagorico, si offre al pubblico ancora più leggibile dopo una nuova fase di restauro la Basilica Sotterranea, monumento unico e incredibile rimasto nascosto nel sottosuolo di Roma sotto la centralissima via Prenestina, a un passo da Piazza Maggiore. Scoperto e portato alla luce per caso nel 1917, oggetto di importanti restauri negli anni '50, questa meraviglia torna ora a splendere grazie anche alla generosità di una fondazione svizzera, la Evergète, che ha finanziato una nuova fase di lavori per un totale di 2, 2 milioni di euro.
   

Entro il 2020, annuncia la soprintendente speciale di Roma Daniela Porro insieme con il direttore del monumento Anna de Santis, sono previste novità che renderanno se possibile ancora più suggestiva e coinvolgente la visita, con un' illuminazione che riprodurrà l'atmosfera e i colori originali. Ma anche speciali visori 3d che come già avviene per la Domus Aurea, saranno in grado di ricostruire, scientificamente, la realtà di allora. I restauri intanto proseguono con una terza fase già finanziata per la pulitura di un'altra parete della navata di sinistra della basilica . Poi si affronterà la navata di destra (dovrebbero servire circa 800 mila euro).

Tant'è, in attesa della nuova illuminazione e dei visori 3d, l'impatto è da togliere il fiato, oggi ancora di più di cinque anni fa quando la Basilica venne riaperta alle visite.  Soprattutto quando superato quel che resta del lungo dromos e la pace del vestibolo ci si affaccia nelle imponenti navate della Basilica vera e propria. Dove mani sapienti con l'aiuto del laser hanno riportato in vita una serie di candidi stucchi miracolosamente sopravvissuti ad un interramento di secoli e alle infiltrazioni di acqua, percolati, inquinanti. Figure e quadretti che rimandano a episodi della mitologia greco romana, dal ratto di Ganimede al mito di Orfeo e Euridice. E poi ornamenti che raccontano scene di vita quotidiana.

Nella parte centrale dell'abside protagonista assoluta è Saffo che si getta dalla rupe. Un volo verso la morte che non ha nulla di drammatico, fa notare l'archeologa De Santis, non una fine piuttosto un passaggio in un'altra dimensione - come indicavano le teorie neo pitagoriche- reso più surreale dal bianco che dominava questo ambiente anche nella prima metà del I secolo quando l'edificio venne costruito, volutamente sottoterra e nascosto ai più, ma decorato senza risparmio da una fucina di artigiani augustei "di altissimo livello", tra i quali primeggiava un certo Secundus Tarianus tector, che gli specialisti hanno riconosciuto come l'autore principale. In tanto abbagliante candore, reso brillante dalla madreperla con la quale era impastato lo stucco, l'unica nota scura era data dalla parte inferiore dell'abside, dipinta di un azzurro profondo che doveva richiamare il mare. "Un blu prezioso che venne staccato e portato via quando la basilica fu abbandonata", spiega De Santis.

Nell'insieme un luogo magico, reso ancora più intrigante dal mistero che ancora ne avvolge storia e destinazione d'uso, dopo decenni di confronti tra gli studiosi, compreso lo psicanalista Aldo Carotenuto che nel 1971 le dedicò un lungo, argomentato saggio. C'è chi pensa che si trattasse di un luogo di culto, per lo più neo pitagorico secondo la teoria di Jerome Carcopino, e chi invece immagina un monumento funebre per aristocratici.   "Forse tutte e due", dice oggi l'archeologa. Il mistero del resto continua ad avvolgere anche il suo fondatore: Carcopino lo indicò in Tito Statilio Tauro, morto suicida nel 53 d.C.   perché accusato di culti magici da Agrippina madre di Nerone. Un altro storico, Gilles Sauron, pensava invece a un omonimo Tito Statilio Tauro, membro della stessa famiglia, che fu luogotenente di Augusto e console nell'11 d.C. I recenti restauri hanno fatto ipotizzare due fasi nella vita della Basilica, forse edificata dal primo Tito in età augustea e passata poi al secondo, in età neroniana, prima dell'abbandono dopo il suicidio di quest'ultimo. La prossima fase di lavori e gli studi ancora in corso potranno, chissà, offrire una soluzione al mistero. L'obiettivo intanto, assicura la soprintendente Porro, è aumentare le domeniche di apertura al pubblico. 
   

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Sicurezza stradale: Asaps, stop patente primo uso cellulare

Più investimenti e divise sulle strade, tutelare utenza debole

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Chiudi Codice strada:stop cellulare,si lavora a paletti norma (ANSA) Codice strada:stop cellulare,si lavora a paletti norma

"I dati della scorsa estate sulla strage di motociclisti nei fine settimana e il ritorno delle morti nelle '16 ore maledette' nelle notti tra venerdì, sabato e domenica impongono scelte urgenti da parte di Governo e Parlamento, come promuovere un decreto-legge di fine anno con pochi ma severi provvedimenti legislativi, ad esempio la sospensione della patente alla prima violazione per l'utilizzo del cellulare alla guida e nuove disposizioni per provare l'uso di sostanze stupefacenti prima di essersi messi al volante". Lo ha detto il presidente dell'Asaps (Associazione sostenitori Polstrada), Giordano Biserni, in audizione alla Commissione Trasporti della Camera.
    "Occorrono subito - ha spiegato - maggiori investimenti sulla segnaletica stradale vetusta e fuori norma, attenzione massima sulla manutenzione stradale e strade più illuminate. L'utenza debole deve essere aiutata, ma vanno introdotte regole che tutelino pedoni e ciclisti: oggi la tecnologia può migliorare nel provare i comportamenti più pericolosi e pertanto occorrono provvedimenti di omologazione delle telecamere che potrebbero sanzionare in automatico. Esistono apparecchiature solo per sanzionare la velocità e gli accessi abusivi alle corsie preferenziali e alle zone a traffico limitato".
    Ma, ha sottolineato il presidente dell'Asaps, "servono più divise sulle strade, soprattutto in quelle extraurbane dove la plurimortalità sta salendo vertiginosamente anche nelle regioni del Sud Italia". Ai parlamentari della Commissione, Biserni ha ricordato l'urgenza di "emanare subito i numerosi decreti attuativi della Legge 120/2010 tra cui quelli di contrasto al fenomeno dei prestanome di veicoli, del 'drogometro'". Chiesta ancora un'accelerazione sull'entrata in vigore del Duc, il documento unico di circolazione per uniformare le banche-dati del Pra e della Motorizzazione. 
   

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Debutta in Italia la space economy - VIDEO

Parmitano, qui il futuro è già cominciato

Scienza & Tecnica Spazio & Astronomia
Chiudi L'Italia fotografata dalla Stazione Spaziale Internazionale (fonte: NASA) (ANSA) L'Italia fotografata dalla Stazione Spaziale Internazionale (fonte: NASA)

Fare sistema e favorire l'incontro tra industria, mondo dello spazio e ricerca: debutta in Italia la space economy, la nuova economia che guarda al futuro e che nello spazio vede il nuovo ambiente nel quale sviluppare tecnologie inedite che potranno essere utili sulla Terra, a partire da quelle al servizio dell'industria farmaceutica e dell'agricoltura di precisione. Il taglio del nastro c'è stato a Roma, nel New Space Economy Expoforum 2019, organizzato da Fiera di Roma e Space Foundation.

 

Il saluto in video di AstroLuca

La space economy è appena all'inizio, ma si annuncia già come una grande opportunità per il futuro: in collegamento dalla Stazione Spaziale Internazionale l'astronauta Luca Parmitano ha salutato così il New Space Economy Expoforum 2019. Per l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) la space economy passa anche per la Stazione Spaziale, che adesso sta dando i suoi risultati: "erano inimmaginabili soltanto dieci anni fa" e ora è "un esempio autentico di una grande collaborazione internazionale. Sono sorpreso - ha aggiunto - dai risultati incredibili che possiamo raggiungere oggi, grazie alle conoscenze accumulate nei 21 anni di presenza dell'uomo a bordo della Stazione Spaziale, e siamo soltanto all'inizio del nostro viaggio nello spazio".

In futuro "milioni di città sulla Terra potranno beneficiare delle tecnologie che usiamo ogni giorno qui", ha detto ancora AstroLuca riferendosi alle tecnologie allo studio sulla stazione orbitale per ridurre l'inquinamento e risparmiare energia. "L'obiettivo è fare della Terra un posto piacevole in cui vivere". Per questo è importante creare contatti e nuovi network,nuove opportunità a livello nazionale e internazionale e nuove opportunità economiche.

E' una prospettiva, quella della space economy, che trova il pieno sostegno del mondo politico

Lo spazio è un "settore altamente strategico" e che "sta avendo un impatto importante sulla qualità della vita, con molte applicazioni", ha rilevato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per lo spazio, Riccardo Fraccaro. E' il settore, ha aggiunto, "in cui più di ogni altro dobbiamo riuscire a fare sistema": stanno nascendo nuove imprese e nuove idee ed è "compito delle istituzioni garantire che questa nuova economia abbia un contesto in cui svilupparsi".

Per il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano "l'Italia è uno Space Rider" con un ruolo importante in settori cruciali come osservazione della Terra, trasporto ed esplorazione. Anche per il sottosegretario allo Sviluppo economico Gian Paolo Manzella, l'Italia "è un grande Paese dello spazio come forza imprenditoriale", con uno sviluppo che sta toccando numerose imprese, dalle start up ai grandi attori. A una strategia per la space economy sta lavorando anche il Comitato intergovernativo per lo spazio, ha detto Niccolò Invidia dell'Intergruppo parlamentare sullo spazio.

 

Lo spazio un'oppotunità di crescita

Mai come adesso è chiaro che "lo spazio è un vettore economico e di grandi opportunità di crescita per tutti e soprattutto per le generazioni del futuro" ha rilevato il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) Giorgio Saccoccia.

Lo spazio è anche "apertura di nuove frontiere, coraggio, esplorazione, ma sta diventando sempre più economia", ha rilevato il fisico Roberto Battiston, responsabile della New Space Economy della Fondazione Amaldi e presidente del comitato scientifico del New Space Economy Expoforum 2019. "A che cosa servirà la space economy? Non possiamo prevederlo, ma lo stiamo costruendo", ha detto.

Non è un caso che a ospitare il primo appuntamento dedicato al dialogo fra industria, ricerca e spazio sia il Lazio che, ha detto l'amministratore unico della Fiera di Roma Pietro Piccinetti, è presente l'intera filiera spaziale in un Paese in cui sono attive oltre 250 aziende impegnate in settori legati all'aerospazio.

La via europea per la space economy

L'Europa non deve inseguire gli Stati Uniti, ma cercare il suo modello per realizzare la space economy: é la strada proposta dal direttore generale dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), Jan Woerner. "Riduzione dei costi, commercializzazione, innovazione radicale, agilità e flessibilità" devono essere, per Woerner, i requisiti alla base del nuovo uso dello spazio da parte di una nuova imprenditoria.

"Anche l'Esa - ha aggiunto - dovrà cambiare i suoi parametri" e le possibili strade per raggiungere questo obiettivo sono quattro: finanziamenti destinati a ricerca e sviluppo, partneship pubblico-privato, proporsi come clienti dell'industria, ad esempio nei nuovi servizi relativi ai detriti spaziali, e infine proporsi come broker, combinando risultati e know-how forniti da aziende diverse ai fini di un unico progetto; la quarta strada è infine quella di essere un facilitatore al servizio dei Paesi membri.

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Prova a rubare auto ma è della Polizia locale, arrestato

E' successo a Cervia, feriti anche due vigili urbani

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Ha provato a rubare una vettura senza immaginare che si trattasse di un'auto civetta della polizia locale. E' successo a Cervia, sul litorale ravennate, dove un 21enne romeno è stato arrestato per tentata rapina impropria, resistenza e lesioni dagli stessi vigili urbani. Secondo quanto ricostruito, il giovane ha forzato la portiera dell'auto parcheggiata in una strada del centro storico e ha poi tentato di metterla in moto, armeggiando con i cavi elettrici sotto al cruscotto. Un tentativo, il suo, interrotto dall'intervento di un agente alla cui vista il 21enne ha però reagito con insulti e pugni. La situazione è in breve degenerata, tanto che un postino che si trovava nelle vicinanze si è immediatamente diretto al vicino comando della polizia locale per chiedere aiuto. Gli agenti sono così intervenuti in ausilio al collega rimediando anche loro pugni e calci tanto che in due sono finiti in pronto soccorso con ferite giudicate guaribili in 5 e 7 giorni. 
   

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Ford, tutti i modelli del 2019: via all' elettrificazione

La Casa dell'Ovale Blu e la sua strategia per il futuro

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Entro il 2022 le vendite dei veicoli elettrificati supereranno quelle delle auto alimentate con motori tradizionali. È la roadmap strategica presentata da Ford nel corso del 2019. Anno questo, che ha portato un ventata di novità nella gamma dell'Ovale Blu. A partire da modelli d'impatto, assolutamente nuovi, come la Ford Puma - che dal passato riprende solamente il nome - ma che si presenta come un crossover compatto dallo spazio di stivaggio record e disponibile anche con motorizzazione ibrida. E poi ancora il reveal del suv premium full electric, il nuovissimo Mustang Mach-e, dinamico come una supersportiva purosangue e spazioso e confortevole in pieno stile 'utility vehicle'. A questi nuovi modelli si affiancano anche le versioni rinnovate di esemplari che hanno fatto la storia del marchio, raccogliendo il consenso del pubblico dall'America all'Europa.

Tra tutte la nuova Kuga che si presenta con un ventaglio di motorizzazioni che spaziano dal mild al full hybrid passando per il plug-in. Anteprima assoluta della terza generazione del suv mid-size, la cui introduzione sul mercato risale al 2008, si è avuta in aprile ad Amsterdam in occasione dell'evento Go Further nell'ambito del quale Ford ha reso nota la sua strategia 'ecosostenibile' per la mobilità del futuro. ''L'elettrificazione sta rapidamente diventando la scelta prevalente. Pertanto stiamo aumentando in modo sostanziale il numero di modelli elettrificati e opzioni di propulsione per soddisfare tutte le esigenze dei nostri clienti - ha affermato Stuart Rowley,PresidentFordof Europe - Facilitando al massimo il passaggio a un veicolo elettrificato, prevediamo che la maggior parte delle nostre vendite diautomobili saranno con motori elettrificati entro la fine del 2022''. Terminata anche l'attesa anche per il nuovo Explorer, il large suv sette posti è disponibile nella versione plug-in hybrid con sette modalità di guida differenti ed un cambio automatico dieci rapporti. Con la stessa motorizzazione e la possibilità di percorrere 50 km a zero emissioni con un'autonomia complessiva di oltre 550 km, arriva anche il Ford Torneo Custom (prevista inoltre una versione full electric del Transit). Un ibrido EcoBoost invece equipaggerà la Fiesta e la Focus mentre per gli amanti dell'avventura e dell'offroad, quest'anno Ford ha lanciato anche il Ranger Raptor, il pick up che 'scimmiotta' la versione estrema dell'intramontabile truck F-150 per chi ama una guida estrema, pronta a sfidare qualsiasi tipo di terreno.

Ma le novità non si fermano solo alla gamma di modelli Ford.

La casa dell'Ovale Blu infatti collaborerà inoltre con sei dei principali fornitori di energia, in tutta Europa, per l'installazione di wall box per la ricarica domestica e tariffe per l'energia dedicate ai clienti di veicoli elettrificati, consentendo una ricarica più semplice, più rapida e più economica. L'Ovale Blu, inoltre, ha annunciato recentemente che è in via di definizione anche una collaborazione con l'aziendaCentricaper offrire gli stessi servizi nel Regno Unito e in Irlanda. I partner di Ford renderanno disponibili i loro servizi di installazione per supportare le reti delle concessionarie dell'Ovale Blu, in tutta Europa. La soluzione wall box Ford fornirà fino al 50% in più di potenza di ricarica rispetto a una normale presa domestica, per ridurre i tempi di ricarica fino a un terzo.

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Stamina, e' morto Davide Vannoni

Al centro procedimenti giudiziari per trattamento con staminali

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Chiudi Davide Vannoni (ANSA) Davide Vannoni

E' morto Davide Vannoni, 53 anni, padre della controversa terapia Stamina. Malato da tempo, era ricoverato in ospedale. Il 'guru' di Stamina, metodo che prevedeva l'utilizzo di cellule staminali per trattare patologie neurodegenerative, era stato coinvolto in diversi procedimenti giudiziari. 

Lo scorso ottobre Vannoni, residente a Moncalieri (Torino), era stato ricoverato per qualche settimana all'ospedale Mauriziano di Torino, ma in seguito era stato trasferito. I suoi tentativi di imporre la metodica 'Stamina' lo hanno portato al centro dell'attenzione dei media e, per qualche tempo, gli hanno conferito una notevole popolarità fra i sostenitori delle cosiddette medicine alternative, ma gli sono anche costati diversi procedimenti giudiziari, uno dei quali ancora in corso a Roma. Per anni fu al centro di una maxi-inchiesta della procura di Torino coordinata dall'allora pubblico ministero Raffaele Guariniello: ne uscì nel 2015 patteggiando un anno e dieci mesi. In un altro processo fu imputato di tentata truffa ai danni della Regione Piemonte per un contributo da 500 mila euro chiesto e ottenuto nel 2007: il reato fu dichiarato prescritto nel 2015. Nel 2017 fu arrestato dai carabinieri del Nas con l'accusa di avere convinto dei pazienti italiani a sottoporsi alla metodica 'Stamina' in Georgia. Vicenda per la quale il processo era in corso a Roma. 
   

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Bosch rende più 'smart' i parcheggi nella città di Mantova

Sensori sulla strada trasmettono in IoT informazioni sulla sosta

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Chiudi Bosch rende più 'smart' i parcheggi nella città di Mantova (ANSA) Bosch rende più 'smart' i parcheggi nella città di Mantova

Bosch ha presentato oggi a Mantova un innovativo progetto pilota di 'smart parking' che funziona attraverso 66 speciali sensori per piazzole di sosta (Parking Lot Sensor) installati nel centro storico della città dei Gonzaga, in corso Vittorio Emanuele II. Questi dispositivi, dotati di collegamento autonomo che utilizza un protocollo LoRaWAN (Long Range Wide Area Network) sul server creato da A2A Smart City e le infrastrutture della nota Tower Company Cellnex, sporgono di pochi millimetri dal suolo. Posizionati in corrispondenza degli stalli, sono in grado di segnalare i parcheggi disponibili, e fornire molte altri dati da condividere con gli amministratori del servizio via Cloud. Si tratta di un progetto di ricerca realizzato grazie alla sinergia tra aziende private, utility, tower company, Pubblica Amministrazione e Università, nello specifico A2A Smart City, Bosch, Cellnex, LGH, Comune di Mantova, Aster e Università di Modena e Reggio Emilia.

L'obiettivo - come è stato sottolineato oggi da Iacopo Rebecchi, assessore alla mobilità del Comune di Mantova - è monitorare e comunicare agli automobilisti la disponibilità, in tempo reale, degli spazi di parcheggio nel centro urbano, rendendo più fluido il traffico, riducendo i tempi di ricerca del posto libero e permettendo maggiori trasparenza e precisione nel pagamento delle tariffe. In futuro tramite un'App il guidatore potrà trovare in tempo reale il posto libero più vicino, procedere alla prenotazione e ricevere informazioni su come raggiungerlo. Si otterranno anche maggiore facilità nell'utilizzo dei parcheggi dedicati ai disabili, per le vetture elettriche e per i veicoli commerciali con attività di carico/scarico. Grazie al sensore Bosch, il tempo impiegato per la ricerca del parcheggio si riduce del 35% e, di conseguenza, diminuiscono anche le emissioni dei gas di scarico nocivi per l'uomo e in particolare di CO2. Inoltre, le amministrazioni possono esercitare un preciso controllo in quanto, con la presenza sulle strade di questo sistema, i cittadini sono incentivati a pagare la sosta regolarmente e in modo intelligente.

Bosch Parking Lot Sensor

Il sensore, infatti, riconosce automaticamente l'occupazione di ogni singolo posto auto e comunica il dato al centro di controllo dell'amministrazione comunale. In questo modo è possibile verificare da remoto che tutti i parcheggi siano occupati in modo lecito, con il relativo pagamento puntuale della tariffa di sosta, in linea con la durata effettiva del tempo di occupazione. In caso di prolungamento della sosta, il guidatore potrà rinnovare il pagamento facilmente tramite smartphone, senza dover ritornare fisicamente sul posto. Inoltre, pagando il tempo effettivo di utilizzo dello spazio, è previsto per i cittadini un risparmio di circa il 22%. Un ulteriore campo di applicazione è il monitoraggio delle piazzole di ricarica dei veicoli elettrici. In questo caso il Parking Lot Sensor si rivela utile in due modi: da un lato rileva quali stazioni di carica sono disponibili con la possibilità di visualizzare l'informazione in un'App, dall'altro riconosce l'uso improprio, per esempio se l'area di rifornimento viene utilizzata come parcheggio o se il tempo di utilizzo consentito viene superato. All'interno del progetto, A2A Smart City svolge il ruolo di provider di rete e software del sistema fornendo la propria infrastruttura IoT LoRa per l'installazione dei sensori di parcheggio Bosch. La rete di A2A Smart City, erogata grazie all'hosting sulle torri di Cellnex, garantisce i livelli di copertura affinché i sensori lavorino con le migliori performance di consumo della batteria, per una durata di 7-10 anni ed una copertura del segnale fino a 10 km. 

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Rischio ondate calore simultanee in Europa, America e Asia

Dovute alle cosiddette onde atmosferiche

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Chiudi Onde atmosferiche sull'Oceano Indiano fotografate dal satellite Terra della Nasa (fonte: NASA) (ANSA) Onde atmosferiche sull'Oceano Indiano fotografate dal satellite Terra della Nasa (fonte: NASA)

Rischio ondate di calore simultanee in Europa occidentale, Nord America e Asia a causa delle onde atmosferiche, le increspature generate dalla collisione tra due masse d'aria di temperatura diversa. Sempre nell'atmosfera, i fiumi di vapore sono invece all'origine di inondazioni violente. Lo indicano due studi pubblicati rispettivamente sulla rivista Nature Climate Change e condotto dal gruppo dell'Università britannica di Oxford coordinato da Kai Kornhuber, e sulla rivista Science Advances dall'università della California a San Diego.

Il primo studio indica come i venti che seguono specifici schemi siano all'origine di onde atmosferiche in grado di generare ondate di calore simultanee in Nord America, dell'Europa occidentale e dell'Asia. "Le ondate di calore che si verificano contemporaneamente - rileva Kornhuber - diventeranno più gravi nei prossimi decenni se i gas serra non verranno mitigati. In un mondo interconnesso ciò può portare a picchi nel prezzo degli alimenti e avere ripercussioni sulla disponibilità di cibo anche in regioni remote, non direttamente colpite dalle ondate di calore".

Le aree a rischio di ondate di calore simultanee corrispondono alle aree molto produttive dal punto di vista agricolo. "Abbiamo riscontrato - prosegue Kornhuber - un aumento di 20 volte del rischio di ondate di calore simultanee nelle principali regioni produttrici di colture quando sono presenti specifici schemi di venti su scala globale. Finora questa era una vulnerabilità sottovalutata nel sistema alimentare".

Nel secondo studio i ricercatori hanno invece scoperto che i fiumi atmosferici, corridoi lunghi e stretti di vapore acqueo nell'atmosfera in grado di trasportare oltre il doppio del volume del Rio delle Amazzoni, sono il motore che genera le tempeste responsabili di inondazioni. Si calcola per esempio, che in alcune aree costiere dell'Oregon e della California settentrionale i fiumi atmosferici siano responsabili di oltre il 99% di tutti i danni causati dalle alluvioni.

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'Made in carcere', successo per panettoni creati da detenuti

Consorzio cooperative, ottimi prodotti e voglia riscatto

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MILANO - I panettoni 'Made in carcere' hanno avuto talmente successo che sono stati utilizzati anche per confezionare dei cesti natalizi. Sono soddisfatti al Consorzio Viale dei Mille, un consorzio di cooperative che lavorano nel mondo dell'economia carceraria, nato anche grazie al sostegno del Comune di Milano.

Il panettone "più ricercato al mondo", come è stato simpaticamente ribattezzato, premiato dalla guida di Gambero Rosso è uno dei tanti prodotti realizzati in carcere ''con materie prime accuratamente scelte e lavorate in pieno spirito Made in Italy, - spiegano alla cooperativa - Un'inimitabile attenzione alla qualità e tutta la voglia di riscatto dei detenuti che li hanno realizzati''.

Sono poi in vendita nello store del consorzio a Milano ma anche presso altre cooperative in Italia. I detenuti che lavorano vengono regolarmente retribuiti. Oltre a quelle riunite nel Consorzio milanese, sono tante le cooperative in tutta Italia (come la Banda Bassotti piemontese che trova lavoro ad aspiranti cuochi, fornai e pasticceri) impegnate infatti con questo obiettivo e nei più svariati settori, dai servizi alla tipografia e alla sartoria.

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Start-up lancia il pomodoro contro il caporalato

Goodland in collaborazione con l'associazione 'No Cap'

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BOLOGNA - Pomodoro, passata e pelati prodotti in collaborazione con 'No Cap', associazione che si batte contro il caporalato nelle campagne italiane. A lanciarli è la bolognese Goodland, start-up impegnata a sviluppare ricerca scientifica e attività di rete fra privati, istituzioni, organizzazioni sociali e a promuovere prodotti e servizi innovativi mirati alla salute dell'uomo e dell'ambiente.

Il pomodoro No Cap, coltivato in aziende agricole di Rignano Garganico, vede coinvolti agricoltori e trasformatori, lavoratori immigrati che vivono nei ghetti, istituzioni locali e regionali e gruppi della distribuzione, contribuendo così a determinare un impatto sociale nel Foggiano e nella Capitanata.

Prossimamente Goodland si occuperà di sviluppare ulteriori prodotti, in particolare prodotti da forno e latticini. Il territorio coinvolto sarà l'Appennino, a partire da quello emiliano con l'obiettivo di attivare una rigenerazione agroecologica e avviare la produzione di cibi per la salute.

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Ok Ue ad acquisizione Nuova Castelli da parte di Lactalis

La Commissione ha concluso che la fusione proposta non solleverebbe problemi di concorrenza

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BRUXELLES - La Commissione europea ha approvato l'acquisizione di Nuova Castelli da parte della francese Lactalis. La Nuova Castelli è attiva principalmente nella produzione e commercializzazione di formaggi, venduti con i marchi di produttori e distributori, come mozzarella, ricotta, mascarpone e altri formaggi a denominazione di origine protetta (DOP).

Lactalis è un gruppo industriale attivo nella produzione e commercializzazione di prodotti lattiero-caseari, tra cui formaggi di tipo italiano, burro e dolci a base di latte di marchi noti come President, Parmalat e Galbani. La Commissione ha concluso che la fusione proposta non solleverebbe problemi di concorrenza, dato che Nuova Castelli ha una presenza limitata nel segmento dei produttori, dove esistono diverse alternative.

Inoltre, nel segmento dei distributori, nel quale vi è la principale sovrapposizione tra le due imprese, vi sono altri importanti fornitori che possono competere con l'entità risultante dalla fusione.

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Natale, da Monopoly Nurburgring a Lego:idee per chi ama le auto

Proposte bizzarre sui siti statunitensi per grandi e piccoli

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Il Natale è alle porte ed è già scattata la corsa ai regali. Ce n'è davvero per tutti i gusti: dai dispositivi hi-tech di ultima generazione ai 'doni' dall'animo vintage, per i più nostalgici. Ma in rete si trovano anche 'super-occasioni' per gli appassionati di auto. Tra le idee bizzarre e fuori dal comune propinate dai siti statunitensi, si segnala quella di Dodge che dopo la propria interpretazione della slitta di Babbo Natale, basata su un Challenger Hellcat Redeye, con tanto di corna di renna, quest'anno propone una tutina con renne Hellcat per adulti, disponibile anche nella versione t-shirt e maglione.

Per chi ama la Bentley ma non può permettersela, quest'anno la collezione invernale prevede molte idee regalo per bambini, tra cui un'auto basata sulla Continental GT, un orsacchiotto motorsport e un garage di legno. Per gli adulti invece si va sui classici portabottiglie in pelle e vassoio coordinato, borse, occhiali, profumi e attrezzature da golf. I bambini che amano le auto ma non possono guidarle ancora, potranno accontentarsi dei modelli in scala riprodotti da Tesla che offre diverse versioni della gamma attuale e futura. Anche se il miglior regalo resta sempre quello che può essere utilizzato come ad esempio i sacchetti per l'immondizia da auto che si appoggiano sulla parte posteriore del sedile anteriore. Le borse sono progettate per staccarsi facilmente in modo da tenere l'auto sempre pulita e sono anche… a prova di bambino.

Tra le idee regalo funzionali anche la torcia a quattro modalità Led che è dotata di una batteria da 37.000 MWh, che funziona come un power bank e può caricare i dispositivi ed è in grado di far ripartire qualsiasi veicolo con un motore a otto cilindri fino a 5,0 litri (o diesel da 2,0 litri). E ancora per gli amanti degli sport invernali e dello snowboard in particolare, arriva il portasci multiuso per il tetto mentre per trascorrere le serate di Natale in compagnia non c'è scelta migliore che un gioco da tavolo. Se poi si sceglie quello più famoso di sempre, il Monopoli, in versione Nurburgring, serie speciale incentrata sul circuito più famoso al mondo, allora chi ama le auto non può davvero che divertirsi. Infine un gioco per bambini amato anche dagli adulti: i Lego che quest'anno propongono tra i set di auto a disposizione anche la nuova Nissan G-TR e la Land Rover Defender.

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Tesla Cybertruck, la produzione Tri Motor in avvio nel 2021

Sarà lanciata prima della versione con motore singolo (2022)

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Chiudi Tesla Cybertruck, la produzione Tri Motor in avvio nel 2021 (ANSA) Tesla Cybertruck, la produzione Tri Motor in avvio nel 2021

Dopo il debutto con 'gaffe', ora Tesla svela il timing di lancio del nuovo Cybertruck, disponibile - come annunciato nel corso della presentazione alla stampa - in tre livelli di potenza.

Il costruttore ha annunciato che la versione Tri Motor AWD sarà lanciata un anno prima rispetto a quanto previsto inizialmente, mentre quella con il livello di potenza più basso slitterà più avanti. Un cambiamento stabilito in corso d'opera e che - come si legge su Business Insider - smentisce quanto detto durante il reveal che aveva fatto proprio dell'entry level la versione al debutto. La versione Tri Motor AWD quindi sarà prodotta a inizio 2021 mentre quella con motore singolo partirà alla fine del 2022. Stessa strategia è stata adottata dal marchio anche per il lancio della Model 3 che è arrivato con le versioni dalle specifiche e dalle prestazioni più elevate con l'obiettivo di 'aggredire' fin da subito il mercato. La gamma del Cybertruck si compone con la versione base RWD da 400 km di autonomia a 39.900 dollari. Lo step successivo è quello della versione con Dual Motor da 49.900 dollari (autonomia 480 km). Infine la Tri Motor AWD con autonomia da 800 km e prezzi a partire da 69.900 dollari.

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Dall'Europa 600 milioni a 301 ricercatori, 23 sono italiani

Assegnati i fondi del Consiglio Europeo della Ricerca

Scienza & Tecnica Ricerca & Istituzioni
Chiudi Dall’Europa 600 mln a 301 ricercatori,23 sono italiani (fonte: ERC)  (ANSA) Dall’Europa 600 mln a 301 ricercatori,23 sono italiani (fonte: ERC)

Dal Consiglio Europeo della Ricerca (Erc) 600 milioni a 301 ricercatori europei, fra i quali 23 italiani: di questi, però, solo sette realizzeranno il loro progetto nel nostro Paese. I ricercatori italiani sono al quarto posto dopo tedeschi, francesi e olandesi. Il finanziamento rientra nei "Consolidator grant", ossia nei fondi destinati ai ricercatori con almeno sette anni di esperienza dopo il dottorato per consolidare la loro attività scientifica su progetti di eccellenza.

I progetti sono finanziati nell'ambito del programma quadro della ricerca europea Horizon 2020 e riguardano ricerche di frontiera che vanno dal cibo elettronico commestibile che controlla la salute al modo in cui il cambiamento climatico potrà modificare la superficie terrestre. I vincitori sono di 37 nazionalità e realizzeranno i loro progetti nelle università e nei centri di ricerca di 24 Paesi in tutta Europa. Germania (52 progetti finanziati), Regno Unito (50), Francia (43) e Paesi Bassi (32) sono ai primi posti.

Per quanto riguarda l'Italia, i sette istituti che ospiteranno le ricerche sono Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) a Milano, Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste, Scuola Normale Superiore di Pisa, Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), Politecnico di Milano, Università di Modena e Reggio Emilia e Università Ca' Foscari di Venezia.

"La conoscenza sviluppata grazie a questi nuovi progetti potrà fornirci scoperte e innovazioni che non avevamo nemmeno immaginato,  rileva il commissario europeo per Innovazione, Ricerca, Cultura, Istruzione e Gioventù, Mariya Gabriel. I finanziamenti europei nella ricerca di frontiera, aggiunge, "sono un investimento nel nostro futuro, motivo per cui è così importante raggiungere un accordo su un ambizioso budget destinato al prossimo programma quadro per la ricerca Horizon Europe".

Maggiori finanziamenti per la ricerca ci permetterebbero di creare maggiori opportunità ovunque nell'Unione Europea, perché, sottolinea Mariya Gabriel, "l'eccellenza non dovrebbe essere una questione di geografia". Il presidente dell'Erc, Jean-Pierre Bourguignon, il cui mandato scade il 31 dicembre, osserva che ha avuto "l'immenso privilegio di vedere migliaia di menti brillanti in tutto il nostro continente ricevere la fiducia e il sostegno per inseguire le loro idee più audaci. Mentre saluto l'organizzazione che rimarrà sempre vicino al mio cuore, sono ancora una volta molto colpito nel vedere quest'ultima serie di beneficiari finanziata dal Consiglio Europeo della Ricerca e ciò mi rende orgoglioso di essere europeo!"

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Silvio Irilli, coloro gli ospedali per aiutare a vincere la paura

Dalla Radioterapia del Gemelli all'Oncoematologia di Taranto

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Sala prelievi ospedale Vito Fazzi (ANSA) Sala prelievi ospedale Vito Fazzi

Stanze grigie e anonime possono trasformarsi in una cascata di colori ed emozioni capaci di far tornare il sorriso ai bambini che devono effettuare il prelievo o una radioterapia. La sua professione la vive un po' come una missione di Silvio Irilli, artista che dipinge gli ospedali per aiutare a vincere la paura. Dal Fazzi di Lecce e il Monaldi di Napoli all'Istituto Nazionale Tumori di Milano, 15 ospedali diversi, per un totale di 3000 metri quadri sono stati dipinti in 9 anni da nord a sud Italia. "Con i colori, le emozioni e la fantasia, riporto l'umanità in ospedale", racconta all'ANSA.
    Originario di Chieri, in provincia di Torino, Silvio dipinge da trent'anni. "Ho iniziato da bambino a disegnare, a 21 anni ho iniziato a lavorare come illustratore nel settore dell'editoria, nel 2008 fui chiamato a dipingere 350 metri quadri del soffitto dell'ingesso dell'aquario di Atlanta, negli Stati Uniti, visitato da 3 milioni di persone ogni anno". E' nato così il tema marino che lo ha fatto conoscere nel mondo, ma la svolta professionale è stata nel 2011, quando è stato chiamato dal Policlinico Gemelli per dipingere un corridoio di radioterapia oncologica. "I medici - ricorda Silvio - mi chiesero di provare a dare un'accoglienza diversa ai piccoli malati oncologici.
    L'obiettivo era creare interazione tra ambiente e paziente, in un luogo normalmente associato a ansia o tristezza". Di qui è iniziato un lavoro per dipingere 300 metri quadri di soffitto e pareti con onde, stelle marine, delfini e tartarughe sorridenti.
    E i risultati sono stati incredibili. "I bambini si trovano in un ambiente a loro misura e quando tornano a casa dicono ai genitori che non vedono l'ora di tornare nel sottomarino del Gemelli". Questo è diventato un supporto anche per i medici. "I dottori mi hanno spiegato di esser risusciti ad acquisire la fiducia dei pazienti, in alcuni casi non è stato necessario addormentare i bimbi per effettuare la radioterapia, andando oltre ogni aspettativa". Da qui, nel 2012, è nato il progetto 'Ospedali dipinti', che in questi anni ha permesso di trasformare in un bosco incantato il corridoio dell'Ospedale Regina Margherita di Torino o ambientare in un acquario il pronto Soccorso di Novara, ancora, portare Villa Adriana dentro la sala bunker di radioterapia del Gemelli.
    I temi da rappresentare nelle creazioni nascono da un colloquio realizzato con dottori e associazioni che prendono in carico il progetto. Le immagini vengono dipinte in studio e stampate su carta da parati o pellicola adesiva lavabile e certificata per l'uso ospedaliero. "Questo - spiega - consente una grande velocità nel trasformare i reparti, cosa impossibile se fosse tutto dipinto in loco, perché il reparto diventerebbe un cantiere per settimane. Invece nel giro di un weekend riusciamo magicamente a rivoluzionare un ambiente. Poi i dipinti vengono rifiniti a mano". A rendere possibile tutto questo è l'aiuto di onlus, fondazioni e privati che vogliono donare reparti dipinti a strutture ospedaliere. In questo modo, sottolinea, "le strutture pubbliche non debbono spendere soldi per la decorazione dei reparti". E i progetti non mancano. A febbraio Irilli sarà all'Ospedale di Messina per realizzare l'Isola del Sorriso nel reparto di Neuropsichiatria, in collaborazione con l'associazione ABC Amici dei Bimbi in Corsia e con il contributo di Msd Italia. Quindi a Taranto, per terminare le stanze di degenza del reparto di Oncoematologia, che sarà intitolato a Nadia Toffa. "Il mio obiettivo - conclude - è aiutare più bambini possibili a vincere le paure e farli continuare a sognare anche in ospedale. Magari, in futuro, rendendo le mie opere anche interattive".
   

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Autoriparazioni, aumenta a novembre il lavoro nelle officine

In lieve aumento anche i prezzi in vista dei prossimi 3/4 mesi

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Lieve aumento a novembre per le attività delle officine di autoriparazione. È quanto emerge dal Barometro sul sentiment del settore dell'assistenza auto, elaborato dall'Osservatorio Autopromotec sulla base di inchieste mensili condotte su un campione rappresentativo di officine di autoriparazione.

Nel dettaglio, la percentuale di autoriparatori che hanno giudicato alta l'attività di officina è salita infatti in novembre al 18% dal 15% di ottobre, mentre la percentuale di quelli che hanno registrato un basso livello di attività è diminuita a novembre, al 13% dal 16% di ottobre. La tendenza all'aumento dell'attività registrata in novembre è comunque molto lieve dato che la maggioranza degli interpellati (il 69%) ha ritenuto che il livello di attività si sia mantenuto normale. Per quanto riguarda i prezzi di officina emerge che tra ottobre e novembre è aumentata dall'1% al 6% la quota di autoriparatori che segnalano un alto livello dei prezzi. È cresciuta anche la quota di coloro che indicano un basso livello dei prezzi (dal 12% al 15%), mentre le indicazioni di normalità si sono ridotte dall'85% al 79%.

Tenendo conto del volume delle attività di autoriparazione, secondo i giudizi espressi a novembre, per i prossimi tre-quattro mesi, viene confermata una lieve tendenza all'incremento. Il 15% degli autoriparatori ha dichiarato infatti di attendersi un aumento dell'attività nei prossimi 3/4 mesi, contro l'11% di chi ha ritenuto che vi possa essere una diminuzione, seppur in un contesto in cui la maggioranza (74%) ha indicato una situazione di stabilità. Per i prezzi, viene confermata una leggera tendenza alla diminuzione. Solo l'1% degli operatori interpellati si attende infatti un aumento del livello dei prezzi, contro l'8% di chi si attende un calo, seppur in quadro complessivo dominato da giudizi di stabilità (91%).

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Auto, in Italia domina il bianco: ma 2020 sarà anno del blu

Ford, in Europa tra 2017 e 2019 ha trionfato il grigio

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Spesso la scelta del colore dell’auto nuovo è importante quanto la decisione sul modello che si vuole acquistare. Nel 2019, la maggior parte dei clienti Ford in Europa ha optato per il colore grigio mentre in Italia, detiene il primato ilßnon coloreßbianco.

Secondo un sondaggio condotto da Ford su dati raccolti dalle carrozzerie da gennaio 2017 a fine ottobre 2019 in diversi Paesi europei, gli ultimi trend fanno emergere il colore blu, identificato dagli esperti di Pantone come il colore del 2020, nella sfumatura delßclassic blue.

‘’Il blu è un colore spesso associato all’equilibrio, riecheggia parti del mondo naturale. In un periodo storico socialmente difficile, questa dimensione di colore potrebbe rappresentare l’idea di rifugio sicuro - ha commentato Julie Francis, Colour and material design supervisor Ford of Europe -.

È sempre più spesso associato alla mindfulness, all’attenzione per l’ambiente e alla mobilità del futuro. La scelta del blu rappresenta l’ottimismo e l’apertura mentale, abbinati a un desiderio di armonia’’. Le aziende di vernici stanno selezionando le tonalità blu come il loro colore dell’anno. L’industria della moda prevede che il blu dominerà i look della prossima primavera estate mentre i designer hanno indicato ilßBlu Navyße ilßChinese Porcelainßcome i colori di tendenza per il 2020.

Nel dettaglio, nel Regno Unito il blu è già colore numero uno per le auto mentre in Francia continua a dominare il bianco, così come in Italia e Spagna. Da segnalare inoltre che il colore blu è il più richiesto sulle auto compatte e midsize, chi sceglie il large suv continua invece a preferire il grigio.

Tirando le somme, il blu risulta comunque il colore più diffuso al mondo. Infine un ‘consiglio’ per chi cerca di perdere qualche chilo di troppo: provare a mangiare un piatto blu, secondi gli esperti, agisce anticipando il senso di sazietà.

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Biotestamento: Speranza firma decreto, le Dat ora operative

"Ciascuno di noi ha una libertà di scelta in più"

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Chiudi Il ministro Roberto Speranza (ANSA) Il ministro Roberto Speranza

"Ho appena firmato il decreto sulla banca dati nazionale per le Disposizioni Anticipate di Trattamento (Dat). Con questo atto la legge approvata dal Parlamento è pienamente operativo". Lo dichiara il ministro della Salute Roberto Speranza, annunciando la firma della misura che dà piena attuazione alla legge sul biotestamento approvata dal Parlamento a fine 2017. 
   

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Lamborghini, ad Art Basel Miami Beach con Miura

Un modello del '68 protagonista di evento dedicato al design

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Chiudi Lamborghini, ad Art Basel Miami Beach con Miura (ANSA) Lamborghini, ad Art Basel Miami Beach con Miura

Automobili Lamborghini lascia di nuovo il segno ad Art Basel, stavolta come protagonista di una serata al museo The Wolfsonian-FIU, nel distretto Art Déco di Miami, nell'ambito di Art Basel Miami Beach. L'evento privato 'A Dreamscape of Italian Design' ha reso omaggio ai capolavori dei maggiori nomi del design, dell'architettura e della moda italiani. Per dare il giusto risalto alla maestria e al carattere pionieristico che da sempre contraddistinguono la casa del Toro, la galleria del secondo piano del museo si è trasformata in un'esposizione dedicata agli anni Sessanta, il cui pezzo forte è stato individuato in una Miura del '68. Mentre si mescolavano con le autorità locali, gli ospiti hanno potuto ammirare alle pareti anche numerose foto d'epoca di questa storica vettura, provenienti dagli archivi di Sant'Agata Bolognese. "Siamo orgogliosi di collaborare ancora una volta con Lamborghini ad Art Basel Miami Beach - ha dichiarato Cristiano Musillo, Console Generale a Miami - e Lamborghini è il simbolo perfetto di bellezza e artigianalità Made in Italy. L'estetica di un prodotto italiano di lusso come una supersportiva è frutto di una cultura secolare arricchita da tecnologie all'avanguardia e da un connubio perfetto fra tradizione e innovazione". Poche vetture hanno lasciato un segno così profondo nel mondo del Design automobilistico come la Miura. Prodotta tra il 1966 e il 1973, fu la prima supersportiva con motore centrale posteriore e layout a due posti a riscuotere un successo internazionale travolgente. Proprio come le opere d'arte presentate durante l'appuntamento annuale di Art Basel a Miami, negli anni '60 la Lamborghini Miura fu acclamata dal pubblico e dai media. Celebre per la posizione del motore e la carrozzeria rivoluzionaria disegnata da Marcello Gandini, la Miura definì per la prima volta il concetto di supersportiva e oggi rappresenta uno dei tesori più conosciuti del patrimonio automotive italiano.

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Vini e spumanti bio, nel 2018 il fatturato cresce del +38,6%

Federbio e Uiv-Unione Italiana Vini siglano intesa

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Chiudi Vini e spumanti bio, nel 2018 fatturato cresce del +38,6% (ANSA) Vini e spumanti bio, nel 2018 fatturato cresce del +38,6%

ROMA - Aumenta il numero di vini e spumanti biologici stappati nel 2018, il settore fa registrare un incremento sia per quanto riguarda il fatturato (+38,6% nel 2018) che come quota sul totale del comparto con un'incidenza dell'1,4%. Il trend economico (fonte Sinab) è comunicato con la firma dell'accordo raggiunto tra FederBio (Federazione di organizzazioni della filiera dell'agricoltura biologica e biodinamica) e Uiv-Unione Italiana Vini per la valorizzazione e tutela del settore vitivinicolo biologico italiano. Dal report emerge inoltre che nei primi otto mesi del 2019 le vendite di vino bio nella grande distribuzione hanno raggiunto 35,2 milioni di euro con una crescita esponenziale del 363% rispetto al 2016 (Osservatorio Bio Nomisma). Viene inoltre segnalato che negli ultimi otto anni la viticoltura bio italiana è più che raddoppiata (+ 107% dal 2011 al 2018) e sottolineato, che con un'incidenza pari al 15,8%, l'Italia è il primo Paese per quota di vigneto biologico sulla superficie vitata totale. La neonata partnership tra le due organizzazioni- spiega una nota- prevede di puntare sulla qualità e sull'autenticità del vino prodotto in Italia con metodo biologico e biodinamico, regolamentato e certificato, di supportare l'internazionalizzazione delle imprese italiane del settore vitivinicolo. Si informa infine che le varie tematiche relative alla produzione di vino biologico verranno trattate all'interno del Tavolo Tecnico di Uiv già attivato. E' spiegato che le parti si consulteranno per definire insieme iniziative progettuali, divulgative, tecniche, formative e promozionali in Italia e all'estero.

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Eventi estremi, nell'ultimo decennio 14 miliardi di danni in Italia

Nel 2019 richiesta calamità da 16 regioni, solo il 10% di fondi erogati

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ROMA - Nell'ultimo decennio i danni alla agricoltura da eventi estremi climatici sono costati 14 mld di euro e, nel solo 2019, 16 regioni italiane hanno chiesto lo stato di calamità naturale a seguito di un disastro naturale. Lo affermano Coldiretti e Anbi, l'associazione che riunisce i consorzi di bonifica, al concorso fotografico Obiettivo Acqua.
    Nonostante ogni anno ci siano Regioni che chiedono lo stato di calamità, rileva il presidente Anbi Francesco Vincenzi, meno del 10% dei fondi richiesti dal 2013 al 2019, circa 11 mld, sono stati effettivamente assegnati. 

Tra le singole regioni quella che ha richiesto più stati di emergenza negli ultimi sei anni è l'Emilia Romagna, 12 volte, con una richiesta di fondi di 1,3 miliardi di euro, di cui peró sono stati assegnati 124mila euro, mentre l'unica a non averne mai richiesti è il Trentino Alto Adige. "La cultura del paese è emergenziale - ha commentato il direttore generale di Anbi Massimo Gargano -, questi sono dei dati su una questione su cui siamo tutti d'accordo, ma tutto si sostanzia su un assistere in modo notarile a quello che succede. Non c'è nessuna coerenza tra il danno provocato e le azioni successive".

Fra le emergenze da affrontare, ha sottolineato Vincenzi, c'è quella idrica. "Il nostro paese è uno di quelli che consuma più acqua, 160 metri cubi pro capite all'anno, va spiegato che è un bene prezioso e va risparmiata. Siamo uno dei paesi che investe meno su questo settore, basti pensare che le dighe presenti in Italia potrebbero contenere 7 miliardi di metri cubi d'acqua, ma molte sono incompiute, o magari manca solo il collaudo".
   

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