La prima struttura dedicata alla terapia genica per i bambini farfalla

Dalla ricerca al progetto presso il Policlinico di Modena

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Chiudi Lembo di pelle geneticamente modificata utilizzata per il trapianto salvavita (fonte: CMR Unimore) (ANSA) Lembo di pelle geneticamente modificata utilizzata per il trapianto salvavita (fonte: CMR Unimore)

Grazie alla ricerca arriva il primo centro specializzato nella medicina rigenerativa per curare i cosiddetti bambini farfalla, ossia i bambini colpiti dalla malattia chiamata epidermolisi bollosa giunzionale, che rende la pelle fragile come le ali di una farfalla. Dopo il successo del primo caso curato nel 2017 in Germania, con la  pelle rigenerata in Italia dal gruppo di Michele De Luca, dell'università di Modena e Reggio Emilia, lo stesso gruppo di ricerca e lo spin-off universitario Holostem Terapie Avanzate presentano il progetto per la realizzazione, presso il Policlinico di Modena, del centro dedicato alla medicina rigenerativa dedicato all'epidermolisi bollosa (Eb), chiamato Eb Hub, e che prevede un investimento di un milione di euro.

Il centro, unico nel suo genere, è il punto di incontro tra diagnosi, ricerca, assistenza e terapie innovative per la cura di una malattia rara ed è il frutto della convenzione  tra l'azienda ospedaliero–universitaria di Modena e la Holostem. L'accordo prevede la realizzazione, entro il 2020, della nuova area di Dermatologia dedicata ai bambini farfalla e agli ambulatori per la diagnosi avanzata e la cura dei tumori della pelle, da cui i bambini con epidermolisi bollosa sono frequentemente colpiti.

Il nuovo centro intende prendere in carico dei pazienti dalla diagnosi alla terapia genica, grazie alla convergenza di competenze di eccellenza sia in campo clinico, sia nel campo della ricerca e dell’innovazione scientifica. Viene presentato nella conferenza stampa che è possibile seguire in diretta streaming su ANSA Scienza.

 

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Dieselgate, Canada, Volkswagen deve pagare 135 mln euro

Dopo l'ammissione di colpevolezza da parte della casa automobilistica tedesca

Motori Attualità
Chiudi Volkswagen (ANSA) Volkswagen

Il Canada condanna Volkswagen a pagare 135 milioni di euro per il dieselgate. La condanna segue l'ammissione di colpevolezza da parte della casa automobilistica tedesca di 60 violazioni delle norme canadesi sull'ambiente.

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Ricostruiti i più antichi commerci di rame in Italia

Nelle Alpi occidentali e in Toscana

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Chiudi Alcuni degli oggetti di rame esaminati dai ricercatori italiani (fonte: Gilberto Artioli/Università di Padova) (ANSA) Alcuni degli oggetti di rame esaminati dai ricercatori italiani (fonte: Gilberto Artioli/Università di Padova)

Il commercA ricostruire gli scambi dei metalli nell'Età del rame, sulla rivista Plos One, è un gruppo di ricercatori italiani, composto da Andrea Dolfini, dell'università di Newcastle, e da Gilberto Artioli e Ivana Angelini dell'università di Padova. "Questo studio fa parte di una ricerca più ampia sulla metallurgia preistorica, iniziata da molto tempo. Lo spunto è arrivato dall'ascia di Oetzi, che abbiamo analizzato alcuni anni fa, scoprendo che era composta con rame toscano e dal sito metallurgico di San Carlo, vicino a Piombino, entrambi datati intorno al 3200 a.C.", precisa Artioli.

I ricercatori hanno quindi iniziato a studiare altri reperti e oggetti toscani per capire l'estensione della metallurgia durante l'Età del rame, ossia nel periodo compreso tra il 3500 e 2200 a.C.. "Studiando oggetti provenienti da diversimusei, quindi ben datati, abbiamo visto che la maggior parte era realizzata con rame toscano, che dunque era pienamente sfruttato nella seconda parte del IV millennio. Un dato finora ipotizzato, ma di cui non si aveva la conferma", osserva Artioli.

In alcuni oggetti è stato trovato anche rame proveniente dalle Alpi occidentali, ossia dall'area che si affaccia su Tirremo, dalla Liguria al Sud della Francia. "Ciò dimostra che già a quell'epoca c'era un circuito di scambi molto dinamico, avviato ben prima di quanto si pensasse, e non limitato alla sola Toscana", prosegue il ricercatore.

Le Alpi sono piene di rame, ma nel IV millennio non erano ancora sfruttate a pieno, come è avvenuto successivamente nell'Età del Bronzo, cioè 1000 anni dopo, in particolare in Trentino e nell'Alto Adige. "Se nell'Età del Bronzo erano dunque le Alpi a dominare le esportazioni di rame fino alla Scandinavia - conclude - nell'Età del Rame era la Toscana e tutta la parte tirrenica".

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Così lo stress fa venire i capelli bianchi

Scoperto il dialogo fra il sistema nervoso e le cellule staminali

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Chiudi Lo stress induce l'eccessiva attivazione del sistema nervoso simpatico (in magenta le sue terminazioni) che, rilasciando grandi quantità di noradrenalina, distrugge le cellule staminali dei melanociti (fonte: Hsu Laboratory, Harvard University) (ANSA) Lo stress induce l'eccessiva attivazione del sistema nervoso simpatico (in magenta le sue terminazioni) che, rilasciando grandi quantità di noradrenalina, distrugge le cellule staminali dei melanociti (fonte: Hsu Laboratory, Harvard University)

E' vero, lo stress fa venire i capelli bianchi. Non è quindi solo un aneddoto quello dei capelli della regina Maria Antonietta che diventarono bianchi in una sola notte quando fu catturata durante la Rivoluzione francese. E' stato infatti scoperto che c'è un legame fra il sistema nervoso e le cellule staminali che rigenerano i pigmenti: il risultato getta le basi per comprendere gli effetti più ampi dello stress su organi e tessuti. Pubblicata sulla rivista Nature, la ricerca è stata condotta tra Stati Uniti e Brasile sotto la guida di Ya-Chieh Hsu, dell'università americana di Harvard.

"I capelli che diventano bianchi a causa dello stress sono come un semaforo che sottolinea in maniera comprensibile a tutti come la vita quotidiana influisca pesantemente sulla nostra salute", dice all'ANSA Carlo Alberto Redi, direttore del Laboratorio di Biologia dello Sviluppo dell'Università di Pavia. Questo è l'ultimo esempio ma, aggiunge, "tantissime ricerche hanno mostrato come l'ambiente influenzi pesantemente il modo in cui si esprime il Dna: noi siamo quello che siamo per i geni che abbiamo ereditato, ma anche per il modo in cui vengono influenzati dalla vita quotidiana, dallo stress lavorativo alle esperienze emotive, con conseguenze sull'aspettativa di vita".

I capelli bianchi, osserva Redi, sono un fatto estetico, ma ben più importante è il rischio di sviluppare malattie a causa dello stress. Infatti "comprendendo esattamente come lo stress influenza le cellule staminali che rigenerano il pigmento - rileva Ya-Chieh Hsu - abbiamo gettato le basi per capire come lo stress influisce su altri tessuti e organi del corpo e questo è il primo passo verso eventuali trattamenti in grado di arrestare l'impatto dannoso dello stress".

La scoperta è avvenuta per caso. I ricercatori stavano conducendo uno studio sul dolore su topi dal pelo scuro e hanno somministrato loro una tossina per indurre dolore. "Circa quattro settimane dopo l'iniezione della tossina, il pelo degli animali era diventato completamente bianco", racconta Thiago Mattar Cunha, dell'università brasiliana di San Paolo.

I i ricercatori hanno quindi progettato un esperimento molto semplice per capire se il fenomeno dipendesse dallo stress indotto dal dolore e quindi dall'attivazione delle fibre del sistema nervoso simpatico, che si diramano in ogni follicolo pilifero sulla pelle. Dopo aver iniettato la tossina nei topi, i ricercatori li hanno trattati con un farmaco in grado di inibirne la trasmissione alle fibre del sistema nervoso simpatico. "Abbiamo osservato che il processo di perdita del colore del pelo è stato bloccato dal trattamento", dice Cunha.

E' emerso così che lo stress induce le fibre del sistema nervoso simpatico a rilasciare grandi quantità del neurotrasmettitore noradrenalina, che viene assorbito dalle cellule staminali che rigenerano il pigmento responsabile del colore dei capelli e che si trovano nel bulbo pilifero, favorendone la rapida riduzione.

Gli esperimenti sui topi hanno mostrato che "in pochi giorni, tutte le cellule staminali che rigenerano i pigmenti vengono perse. Una volta sparite - conclude Hsu - non è più possibile rigenerare il pigmento. Il danno è permanente".

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Le domande aperte sul virus cinese

Dall'indice di mortalità ai tempi di incubazione

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Chiudi Particelle del virus della Sars (fonte: NIAID) (ANSA) Particelle del virus della Sars (fonte: NIAID)

Al momento l'unica informazione certa sul virus 2019-nCoV comparso nella città cinese di Whuan è che si tratta di un figlio del progenitore della Sars, la malattia che fra il 2002 e il 2003 aveva spaventato il mondo. "Il nuovo virus è vicino al progenitore selvatico della Sars", osserva la virologa Ilaria Capua, che nell'Università della Florida dirige il Centro di eccellenza dedicato alla 'One Health', che unifica i temi della salute umana, animale e ambientale.

Sono almeno tre le grandi domande sul nuovo virus ancora senza risposta: in quale serbatoio animale è avvenuta la ricombinazione genetica che l'ha reso aggressivo per l'uomo? qual è il tasso di mortalità? quanto dura l'incubazione?

Quello della Sars (Severe Acute Respiratory Syndrome) "è il virus che gli somiglia di più", rileva Capua. "Anche quel virus era emerso in un mercato di animali vivi, dove aveva fatto salto di specie e poi era entrato nel condotto di aerazione di un albergo contagiando un certo numero di persone". Fra queste Capua cita il medico Carlo Urbani, "vittima coraggiosa e da ricordare per il suo impegno civile".

Il virus della Sars era poi arrivato oltre oceano, con un bilancio complessivo di 9.000 infezioni e 800 le vittime. "Ad ora - osserva Capua - il tasso di mortalità del nuovo virus dovrebbe essere sovrapponibile a quello della Sars".

Un esempio rassicurante è "la prima grande risposta a un virus potenzialmente pandemico" messa in atto che contro la Sars dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) per fermare l'epidemia. "Deve rassicurare - prosegue - che già 17 anni fa esisteva un sistema per rispondere alle minacce, tanto più efficace quanto più precocemente si identificano i primi casi". Alla luce di quella lezione, osserva, si sa che "il più grande fattore di rischio è la movimentazione delle persone al manifestarsi dei primi sintomi". Ma per calcolarlo "dobbiamo aspettare i dati ufficiali dalla Cina e dalle organizzazioni che stanno studiando la situazione".

Quanto all'animale in cui il virus si è ricombinato, per Capua "è molto poco verosimile che l'infezione arrivi da un pesce o da un animale acquatico ed è più probabile che si tratti di animali che non consumiamo, come lo zibetto nel caso della Sars". A favorire il passaggio dai pipistrelli ad ambienti urbanizzati sono le modificazioni dell'ambiente: basti pensare che nel 2014 una delle cause di Ebola 2014 è stato un disboscamento massiccio in Guinea, dove la foresta è stata sostituita con coltivazioni arboree industriali.
I tempi di incubazione, infine, potrebbero essere confrontabili a quelli più comuni per i virus, compresi fra 4 e 12 giorni.

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In Valle d'Aosta accordo Aci-Celva per pratiche auto

Servizio destinato a malati, disabili e ricoverati

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Le persone con disabilità o con gravi malattie potranno ora sbrigare le pratiche automobilistiche a domicilio. Lo prevede un accordo tra il Consorzio degli enti locali della Valle d'Aosta (Celva) e l'Aci.
    L'iniziativa 'Aci... Pensiamo Noi!' è rivolta anche ai ricoverati in case di cura, ospedali o case di riposo, le persone detenute presso istituti di pena e gli ospiti di comunità terapeutiche o di istituti di riabilitazione. A loro saranno rese accessibili a domicilio, senza costi aggiuntivi, costi aggiuntivi rispetto alle tariffe stabilite, le principali formalità Pra, come il trasferimento di proprietà dei veicoli (con l'autenticazione della sottoscrizione della dichiarazione di vendita), la perdita di possesso, il duplicato del certificato di proprietà, la radiazione per esportazione o la revoca del fermo amministrativo.
   

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A Milano aumentano di 4mln gli incassi per ingressi in Area C

In bilancio previsione 2020 inscritti 34 milioni di proventi

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Crescono di 4 milioni a Milano gli incassi relativi agli ingressi in Area C, la zona a traffico limitato che corrisponde al centro città dove si accede pagando un pedaggio. Secondo il bilancio di previsione 2020 il Comune incasserà 34 milioni dai proventi della ztl di Area C, per un aumento di 4 milioni rispetto al dato 2019. "A Milano c'è molto traffico, rispetto al totale dei veicoli circolanti in proporzione è sempre meno ma c'è un tema di traffico generale che aumenta - ha detto l'assessore alla Mobilità, Marco Granelli, a margine della commissione bilancio relativa al suo settore -, e quindi dal punto di vista dei numeri assoluti c'è un incremento dei pagamenti". Nel bilancio di previsione 2020 del Comune alla voce spese correnti il settore dei trasporti vale il 34%, per un totale di 985 mln. Un terzo della spesa del Comune va quindi in Mobilità. Passando alle entrate (previsionale 2020) c'è una diminuzione delle multe per infrazioni al codice della strada che passano da 293 milioni a 285 milioni.
   

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Ford Bronco, test nel deserto in vista del lancio a New York

Suv tradizionale con motori benzina, futuro rivale di Wrangler

Motori Prove e Novità
Chiudi Ford Bronco, test nel deserto in vista del lancio a New York (ANSA) Ford Bronco, test nel deserto in vista del lancio a New York

Tutti i grandi costruttori sanno bene che, parallelamente al lancio di nuovi modelli elettrici - il cui mercato è ancora globalmente limitato, pur avendo un grande valore per il rispetto dell'ambiente - occorre anche supportare il business con modelli tradizionali, facili da vedere e utili per far crescere il fatturato. Ecco perché Ford, che ha appena lanciato il suv elettrico Mustang Mach-E, sta accelerando per far arrivare il nuovo Bronco 4x4 (modello tipicamente yankee, erede di un fuoristrada dal grande passato) sul mercato statunitense e, a seguire, in altri Paesi. Largamente anticipato con immagini di concept, versioni da gara per rally-raid e altri teaser, Ford Bronco è ora alle fasi finali del collaudo e - per poter affrontare l'esame della cosiddetta fotografia 'rubata ufficiale' - si traveste da pick-up con tanto di finto hard top sul finto cassone e di parafanghi allargati per finte ruote gemellate. Le immagini scattate nella Johnson Valley nel deserto californiano del Mojave (e diffuse dall'ufficio stampa dell'Ovale Blu) mostrano un off-road che non teme nessun tipo di ostacolo, grazie alla costruzione tradizionale e al sovradimensionamento delle parti più sollecitate. Bronco, per offrire queste capacità, avrà un telaio a longheroni separato dalla carrozzeria e sospensione posteriore con ponte rigido, come piace agli appassionati statunitensi di questa categoria di veicoli. E sotto al cofano ci saranno gli stessi motori del pick-up Ranger, cioè un 4 cilindri 2.3 turbo da 270 Cv e un V6 2.7 turbo da 325 Cv, tutti benzina.

Il lancio, anticipato rispetto ai programmi originari, potrebbe avvenire in occasione del New York Auto Show ad aprile, con la diffusione di un video teaser il 19 marzo. Il programma per questo nuovo modello, denominato internamente U725, prevede inzialmente una carrozzeria a 2 e 4 porte, dal design tradizionale e successivamente un pick-up, in modo da competere direttamente con la Jeep Wrangler/Gladiator. Previsto in seguito anche un Baby Bronco, forse denominato Sport, con design più da crossover e derivato dal suv Escape e quindi con scocca autoportante.

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Antartide, conclusa la traversata per controllarne la salute

Spedizione italo-francese

Ambiente & Energia Clima
Chiudi Campionamenti di neve nel percorso in trincea scavata a mano - Foto G. Larocca IPEV-PNRA (ANSA) Campionamenti di neve nel percorso in trincea scavata a mano - Foto G. Larocca IPEV-PNRA

Attraverso il deserto bianco, l'Antartide, per oltre un mese per raccogliere dati che aiuteranno a controllarne lo stato di salute e verificare che non sia in corso un processo di fusione. E' quanto ha fatto la spedizione italo-francese Eaiist (East Antarctic International Ice Sheet Traverse) organizzata dall'Istituto Polare Francese (Ipev) e dal Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra, finanziato dal Ministero per l'Istruzione, Università e Ricerca e coordinato da Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) ed Enea. Alla ricerca hanno partecipato Consiglio francese delle Ricerche (Cnrs), Università Grenoble Alpes, e l'Ingv.  Obiettivo del progetto è la raccolta di dati che consentano la stima delle precipitazioni al centro del continente bianco, lungo un percorso mai battuto finora, e permettano agli scienziati la verifica dei risultati di alcuni modelli di circolazione atmosferica e una stima più attendibile del fenomeno dell’aumento del livello dei mari, attraverso lo studio degli archivi climatici raccolti.

Una fusione accelerata della calotta polare è già stata rilevata dalla comunità scientifica nelle zone costiere, ma alcuni modelli di circolazione atmosferica indicano che il riscaldamento potrebbe essere accompagnato da precipitazioni più intense sul continente bianco. Se questa ipotesi fosse vera, la perdita di massa della calotta glaciale potrebbe essere in parte controbilanciata dall'aumento di precipitazione nevosa e il fenomeno dell'aumento del livello dei mari potrebbe essere stimato in modo più accurato.

Per trovare le risposte la spedizione è partita il 7 dicembre 2019 dalla base italo-francese Concordia, sul plateau antartico, diretta verso Sud per raccogliere dati sulle precipitazioni, lungo un percorso mai battuto finora. Dieci i ricercatori che hanno affrontato la traversata, due dei quali italiani. Hanno percorso complessivamente 800 chilometri fino a raggiungere l'area delle grandi dune antartiche: superfici dall'apparenza vetrosa dove il ghiaccio è liscio e scoperto con ondulazioni su larga scala, invisibili a occhio nudo ma rilevabili da satellite. Oltre a raccogliere campioni di neve e carote di ghiaccio, i ricercatori hanno installato sei stazioni sismiche con sensori a larga banda e cinque stazioni Gps ed eseguito rilievi fotogrammetrici superficiali e georadar lungo un percorso di circa 1.200 chilometri, per lo studio dell'accumulo nevoso e la stratificazione nelle diverse aree attraversate.

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Jaguar-Land Rover taglia altri 500 posti in Gb

Nuovo colpo sull'industria su sfondo incertezze globali e Brexit

Motori Industria
Chiudi Jaguar Land Rover, 250 Nuovi Posti Lavoro a Halewood, GB (ANSA) Jaguar Land Rover, 250 Nuovi Posti Lavoro a Halewood, GB

Nuovo taglio di posti di lavoro nel settore automobilistico britannico: Jaguar Land Rover, storico marchio made in Uk da tempo controllato dal colosso indiano Tata, ha annunciato oggi l'esubero di 500 dipendenti nell'impianto di Halewood, vicino a Liverpool, nel nord-ovest dell'Inghilterra dove attualmente sono impiegate 4000 persone.
    Il gruppo ha motivato la decisione con la necessità di ottimizzare le proprie attività per far fronte alla concorrenza e alle sfide del mercato, negando stime di cali di vendite. Si tratta comunque del secondo taglio di personale annunciato in meno di un anno sullo sfondo dei contraccolpi causati al settore automobilistico dalle nuove regole restrittive europee sul diesel e da fenomeni globali come quelli relativi all'economia cinese, oltre che da questioni più squisitamente nazionali riconducibili nel Regno alle incognite del futuro post Brexit.
    Il sindacato Unite ha denunciato la mossa come "un altro duro colpo all'industria dell'automobile" nel Paese, già colpita dal parziale disimpegno di giganti come Ford o Honda.
   

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Bugatti annuncia 'interessanti soprese' nel corso del 2020

Non solo hypercar anche azione carbon neutral retroattiva a 2018

Motori Industria
Chiudi Bugatti annuncia 'interessanti soprese' nel corso del 2020 (ANSA) Bugatti annuncia 'interessanti soprese' nel corso del 2020

Dopo un 2019 dedicato a festeggiare il centenario dell'azienda e a soddisfare le richieste di una clientela numericamente esigua ma al top per capacità finanziarie e desiderio di esclusività assoluta, Bugatti affronta il 2020 con grande ottimismo o - per dirla con le parole dell'amministratore delegato Stephan Winkelmann ''guardando al futuro con uno scopo e un piacere''. L'azienda del Gruppo Volkswagen nel 2019 è stata di nuovo in grado di aumentare la produzione e anche di offrire veicoli Chiron più personalizzati ai clienti. Quest'anno, uscirà dalla fabbrica di Molsheim l'esemplare numero 1 della Divo, l'hypercar prima di una serie che che prevede la creazione di carrozzerie appositamente progettate per un telaio pre-esistente. ''Questo è un concetto che ha suscitato grande interesse - ha detto Winkelmann - e la serie limitata a 40 auto è andata esaurita ancor prima del suo debutto ufficiale''. Nel 2020, in vista dello stop alla produzione nel 2021, continuerà la fabbricazione della Chiron, di cui sono ancora disponibili meno di 100 delle 500 unità programmate. ''Il suo iconico W16 da 8,0 litri con potenza massima di 1.600 Cv - ha detto l'amministratore delegato di Bugatti - rimane l'epitome dell'ingegneria. Oltre alle sue incredibili prestazioni, questa auto super sportiva è facile da guidare e offre anche lusso, confort e individualità eccezionali''. Lo stesso Winkelmann ha precisato che la Casa di Winkelmann presenterà ulteriori modelli ad alte prestazioni nel 2020 perché ''Bugatti rimane fedele alla sua filosofia di sviluppo delle migliori auto del mondo''. Nel ribadire che le sorprese che verranno svelate nel 2020 saranno ''interessanti'' Winkelmann ha poi detto ''abbiamo diverse idee e continuiamo a lavorare sul futuro tradizionale del nostro marchio, sempre alla ricerca di tecnologia, estetica e perfezione, nello spirito di Ettore Bugatti''.

Altra grande novità per il 2020 è l'azione varata per la salvaguardia dell'ambiente: per la prima volta al mondo un costruttore di auto renderà retroattivamente, a partire cioè dal 2018, carbon neutral con azioni mirate (come l'acquisto di crediti verdi o la riforestazione) tutti i chilometri percorsi dalle auto vendute ai clienti, comprese quelle aziendali sperimentali e di prova. ''In questo modo, ci assumiamo la responsabilità delle generazioni future e mettiamo Bugatti in una posizione sostenibile per il futuro'' ha concluso Winkelmann.

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Leasys 'vola' in Gran Bretagna, +30% clienti e +28% ordini

Ottimi risultati per società noleggio controllata da Fca Bank

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Un numero di ordini passato dai 7.000 del 2017 agli oltre 9.000 del 2019 (+28,5%); la 'scalata' della classifica dei top 50 del top ranking Uk delle compagnie di noleggio e leasing, fino ad arrivare tra le prime 20 nel 2019 con una flotta di 13.150 veicoli; un aumento, nel 2019, del 30% dei clienti. Bastano questi dati a fotografare la crescita di Leasys, la società controllata da FCA Bank, specializzata in servizi innovativi per la mobilità a 360 gradi, nel Regno Unito.

A presentarli è stata la stessa azienda, che in un evento presso la National Gallery di Londra ha anche illustrato le sfide per il futuro.

"Leasys punta a ridefinire da leader la mobilità del futuro anche nel Regno Unito", afferma Giacomo Carelli, Ceo e General Manager di Fca Bank. "Dopo esserci confermati come l'operatore long term e short term con la più veloce crescita in Italia - aggiunge - l'obiettivo è di consolidare ulteriormente la presenza di Leasys nel mercato britannico, con le nostre soluzioni all'avanguardia e gli esclusivi servizi pensati per le esigenze legate alla mobilità aziendale e privata". Insieme a Sebastiano Fedrigo, Country Manager di Leasys UK, il 2020 sarà un anno all'insegna dell'innovazione digitale con l'implementazione di nuovi servizi all'interno dell'app Leasys, tra cui la funzionalità Parking, che permette di ricercare e pagare direttamente dal proprio smartphone il parcheggio in città. A questi si aggiungeranno la nuova piattaforma di car sharing e Leasys Miles, la rivoluzionaria formula di pay per use. Leasys, già market leader in Italia e presente nella top 10 dei fornitori di mobilità in Spagna e Francia, è attiva in 8 Paesi europei e punta a essere operativa in altri 5 entro il 2021, con una flotta complessiva di 450.000 veicoli. Sotto la guida di Alberto Grippo, CEO di Leasys, nel 2019 ha rafforzato la sua presenza sul territorio italiano attraverso lo sviluppo di una rete capillare di 300 Leasys Mobility Store, negozi in cui il cliente può avere accesso a tutti gli innovativi servizi di mobilità offerti: noleggio a breve e medio termine, noleggio a lungo termine, abbonamento all'auto (con il Leasys CarCloud si possono utilizzare auto diverse in base alle diverse esigenze), car sharing, e-mobility con le stazioni di ricarica a breve disponibili, acquisti online di mobilità con Amazon, e tutti i servizi finanziari e assicurativi di FCA Bank. L'obiettivo per il 2021 è di esportare questo modello in altri 5 Paesi europei estendendo il numero totale degli store a 1.200.

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Dai vulcani di fango indizi sui terremoti

I gas in risalita aiutano a studiare la deformazione della crosta terrestre

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Chiudi Uno dei vulcani di fango di Nirano e Regnano, vicino Modena (fonte: INGV) (ANSA) Uno dei vulcani di fango di Nirano e Regnano, vicino Modena (fonte: INGV)

Dai vulcani di fango, come quelli che si trovano in Emilia Romagna, arrivano nuovi indizi sui terremoti. In particolare, la risalita dei gas nella crosta terrestre aiuta a monitorare la deformazione delle rocce. Lo indica lo studio condotto da Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e Università di Palermo, pubblicato sulla rivista Scientific Reports e coordinato da Antonio Caracausi, dell’Ingv. 


Uno dei vulcani di fango di Nirano e Regnano, vicino Modena (fonte: INGV)

I ricercatori hanno studiato i movimenti dell’elio, il più leggero tra i cosiddetti gas nobili, nei vulcani di fango di Nirano e Regnano, vicino Modena. "Si tratta di strutture geologiche la cui formazione è legata all’emissione di fango misto ad acqua salata e gas, tra i quali metano, anidride carbonica, azoto ed elio”, ha spiegato Caracausi. “In certe condizioni - prosegue - la modalità con cui i gas risalgono attraverso la crosta terrestre può dare informazioni sulla deformazione delle rocce nella fase preparatoria dei terremoti”.


Vulcani di fango di Nirano e Regnano, vicino Modena (fonte: INGV)

Gli autori dello studio hanno ricostruito modelli in 3D dei serbatoi gassosi presenti nella crosta al di sotto dei vulcani di fango, che ne alimentano l’attività. La loro conclusione è che “la produzione di elio nella crosta terrestre generata dal decadimento naturale di uranio e torio, e la sua diffusione su scale temporali anche di milioni di anni, può non essere il processo principale che regola il trasferimento di questo gas attraverso la crosta terrestre verso l’atmosfera”. Secondo gli esperti, infatti, può essere anche “determinato dalla deformazione di volumi rocciosi, ai quali possono associarsi fenomeni sismici”.

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Subaru XV e-Boxer, crossover mild hybrid dalla doppia anima

Comodo e risparmioso su asfalto, efficace nell'off-road severo

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Chiudi Subaru XV e-Boxer, crossover mild hybrid dalla doppia anima (ANSA) Subaru XV e-Boxer, crossover mild hybrid dalla doppia anima

Anche il crossover XV, modello di punta della gamma Subaru in Italia, si aggiorna e affianca Forester nella strategia di elettrificazione di tutti i modelli della Casa delle Pleiadi. Dal prossimo mese di marzo, con prezzi 'trasparenti' che partono da 32.500 euro, XV e-Boxer porterà alla clientela Subaru la risposta alle necessità di utilizzo sia in città che nell'off road - con tutte le tipiche prerogative del brand come la trazione integrale permanente Subaru Symmetrical AWD (un brevetto della Casa giapponese) e il motore Boxer a cilindri contrapposti - aggiungendo i vantaggi che derivano dal funzionamento e dalla omologazione ibrida.

XV, va ricordato, è un crossover con forte vocazione fuoristradistica come dimostrano gli angoli di attacco e di uscita rilevanti ed una altezza da terra di ben 22 cm (molto più della media delle rivali) e una trazione integrale permanente che non tradisce mai. Lo ha dimostrato in una articolata prova sulle alture dell'Appennino bolognese, su percorsi asfaltati anche veloci, ma anche in passaggi off-road impegnativi perché fangosi o molto sconnessi. Oltre che per le qualità delle sospensioni e per la funzionalità del sistema di trazione 4x4 Symmetrical All Wheel Drive e del cambio automatico Lineartronic, XV si distingue in situazioni che potrebbero essere definite 'estreme' anche per un vero fuoristrada, per la rigidità e la robustezza della struttura. Anche XV e-Boxer utilizza infatti la piattaforma SGP (Subaru Global Platform) che ha portato per questa generazione del crossover delle Pleiadi indiscutibili miglioramenti in termini di rigidità dello chassis (+ 70%) a vantaggio delle qualità dinamiche della vettura, su asfalto e in off-road. Per la sua doppia 'anima' - quella da crossover stradista e quella da efficace off-road - il nuovo XV e-Boxer è dunque una moderna interpretazione delle mutate esigenze della clientela che, oggi più di ieri, desidera guidare modelli affidabili, sicuri, capaci di risolvere qualsiasi problema di mobilità (anche con condizioni avverse e neve) ma anche rispettosi dell'ambiente e durevoli nel tempo. L'ottimizzazione della struttura ha inoltre comportato una sensibile riduzione di peso che, senza compromettere la proverbiale resistenza della scocca, garantisce prestazioni più brillanti rispetto al Forester e-Boxer che ha la stessa motorizzazione da 150 Cv ma che pesa un po' di più. Un motore che viene promosso a pieni voti, in queata ultima edizione, per la dolcezza di funzionamento, per la prontezza di risposta e soprattutto per il confort totale quando il sistema mild hybrid comporta frequenti spegnimenti e successivi riavvii del motore termico, a cui si sommano quelli dovuti ai passaggi da EV driving a Motor Assist driving.

Il 2.0 aspirato FB 20 di XV e-Boxer è anche dotato di filtro antiparticolato GPF (Gasoline Particulate Filter) che assieme alla valvola EGR (Exhaust Gas Recirculation) e al sistema di fasatura variabile AVCS che assicura una migliore combustione, abbassa ulteriormente le emissioni dallo scarico, circa un 10% in meno come avviene per i consumi rispetto al 2.0i a benzina.

Da sottolineare anche la presenza di un nuovo silenziatore dal volume maggiorato per ridurre la rumorosità e aumentare la quantità dei gas trattati. La sezione elettrica del propulsore, con 16 Cv di potenza (12,3 kW) è alimentata da una batteria agli ioni di litio con capacità di 0,6 kWh collocata sotto al piano di carico, nel bagagliaio. La ricarica avviene sia attraverso l'azione del motore termico (a vettura ferma che in marcia) sia con la cosiddetta frenata rigenerativa. Nella guida in colonna - e se livello di carica è sufficientemente elevato - è piacevole percepire il disaccoppiamento del motore termico dalla trasmissione e il suo spegnimento, per muoversi in modalità 100% elettrica. Ed è ancora il motore elettrico ad assicurare la ripartenza del crossover XV e-Boxer ed a fornire l'energia necessaria per un'accensione 'morbida' del 4 cilindri termico. Nelle situazioni difficili è poi il sistema X-Mode, il cui funzionamento è visualizzato nel Display Multifunzione della vettura, ad mantenere attivi entrambi i motori nel collegamento alla trasmissione per garantire così tutta la coppia motrice disponibile. La sensazione che si prova in queste condizioni (ad esempio nel fango) è di una immediata risposta del sistema, dato che i motori elettrici generano il massimo della coppia già a basso numero di giri, appena sopra l'avvio. Nessun problema, poi, per la gestione della servoassistenza elettrico dello sterzo che, in caso di spegnimento accidentale del motore termico, consente la guidabilità della vettura anche con la sola energia elettrica. Nel corso dell'anno scomparirà dal listino Subaru la versione 2,0i alimentata esclusivamente a benzina del crossover XV mentre resterà in gamma il motore tradizionale 1.6i, senza l'originale sistema mild hybrid e-Boxer. Oltre al livello d'ingresso Style (32.500 euro) la nuova gamma XV e-Boxer prevede la versione Style Navi a 34.000 euro e la Premium a 36.500. 

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Manley, le vendite di auto caleranno del 2% nel 2020

Il Green deal dell'Ue deve rafforzare la nostra industria

Motori Industria
Chiudi Manley, le vendite di auto caleranno del 2% nel 2020 (ANSA) Manley, le vendite di auto caleranno del 2% nel 2020

"Il Green Deal della Ue deve essere utilizzato come un mezzo per rafforzare la competitività e la nostra industria, ed è ancora più importante visto che affrontiamo un mercato in contrazione: la previsione è che dopo sei anni consecutivi di crescita, le vendite delle auto caleranno del 2% nel 2020": lo ha detto il presidente dell'Acea e ad di Fca Micheal Manley in una conferenza stampa. .

Fca-Psa: Manley, nessun ritardo fusione, serve tempo
Ci vorranno dai 12 ai 14 mesi
Per la fusione "ci vorranno dai 12 ai 14 mesi perché ci sono molti ambiti in cui operiamo, non si tratta di un ritardo, è solo che ci vuole tempo": così l'ad di Fca Micheal Manley risponde a chi gli chiede se ci siano ritardi nel completamento della fusione con Psa.

Fca-Psa: Manley, obiettivo non è snellirle, sinergie altrove
Da acquisiti, piattaforme, volumi prodotti
Sia Fca che Psa "hanno una reputazione di essere molto snelle", quindi snellirle ancora di più "non è un obiettivo chiave" perché "la maggioranza delle sinergie verrà da piattaforme che verranno messe insieme, dall'aumento dei volumi prodotti dalle stesse piattaforme, dalle sinergie negli acquisti. Quello è il vero focus per noi": così l'ad di Fca, Micheal Manley, risponde a chi gli chiede quali saranno le conseguenze della fusione con Psa sugli stabilimenti.

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Clima: Carlo incontra Greta, siamo sull'orlo della catastrofe

Grido d'allarme dell'erede al trono britannico al Forum di Davos

Ambiente & Energia Clima
Chiudi Il principe Carlo d'Inghilterra (ANSA) Il principe Carlo d'Inghilterra

Il mondo "è in mezzo a una crisi che tutti spero comprendiamo" e rischia "una catastrofe di cui siamo noi stessi gli artefici". Così il principe Carlo nel lanciare il suo allarme di fronte alla platea del Forum di Davos sull'emergenza "del surriscaldamento globale, del cambiamento climatico, di una devastante perdita di biodiversità che sono le più grandi minacce mai affrontate dall'umanità". Grido d'allarme cui s'affiancano le foto diffuse da Clarence House dell'incontro avuto oggi dall'erede al trono britannico con Greta Thunberg.

In un discorso accorato, lontano dall'attacco contro "i perenni profeti di sventura" del presidente americano Donald Trump, il principe di Galles ha invocato un nuovo modello di sviluppo per il pianeta e l'aiuto del business privato per il sostegno a iniziative urgenti. Ambientalista storico, Carlo ha ricordato i suoi sforzi e quelli di tanti attivisti - inclusa la giovane Greta - per spingere il mondo degli affari e quello della politica verso una maggiore responsabilità ecologica come "una battaglia condotta a lungo in salita". "Ora però - ha proseguito - è tempo di passare a un livello successivo: per garantire il nostro futuro e poter prosperare dobbiamo indicare la necessità di evolvere verso un nuovo modello economico". "Dobbiamo rimetterci sulla strada giusta", ha ammonito il futuro re d'Inghilterra, rivolgendo un appello ai vip del Forum di Davos: "C'è bisogno del vostro aiuto, del vostro ingegno, della vostre capacità pratiche per assicurare che il settore privato guidi il mondo fuori da una catastrofe che noi stessi stiamo architettando".

Da parte sua, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto a Davos che "gli avrebbe fatto piacere" incontrare l'attivista per il clima Greta Thunberg. Entrambi presenti all'apertura del World economic forum hanno parlato in momenti distinti. Trump, parlando con i giornalisti, ha sottolineato che Greta non dovrebbe concentrare la sua rabbia sulla mancanza di azione sui cambiamenti climatici negli Stati Uniti. "Mi sarebbe piaciuto vederla", ha detto Trump sostenendo che altri Paesi, non gli Usa, sono i peggiori inquinatori e "Greta dovrebbe concentrarsi su quei posti".

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Tesla supera Volkswagen, è seconda al mondo per valore

Trump, 'Elon Musk come Edison, è un genio'

Motori Industria
Chiudi La Tesla Model 3 tra le nomination di Auto dell'anno 2020 (ANSA) La Tesla Model 3 tra le nomination di Auto dell'anno 2020

Tesla schizza per la prima volta oltre i 100 miliardi di dollari di valore e supera Volkswagen, diventando la seconda casa automobilistica che vale di più al mondo dopo Toyota. Per Elon Musk si tratta di una rivincita su una Wall Street che di recente sembrava avergli girato le spalle, e di importante traguardo per coronare il suo 'sogno' di rendere le auto elettriche a portata del grande pubblico.

Approdata a Wall Street nel luglio del 2010 a 17 dollari per azione, i titoli Tesla sono balzati del 125% solo negli ultimi tre mesi. Un balzo con il quale arriva a valere 104 miliardi di dollari contro i 99,8 di Volkswagen, che comunque produce 30 volte l'ammontare di vetture di Tesla. Il sorpasso del colosso tedesco aumenta la pressione sul settore delle auto tradizionali e su una Detroit capitale della quattro ruote ormai messa in ombra da Tesla. Scavalcando Volkswagen, il colosso delle auto elettriche sale così al secondo posto della classifica mondiale alle spalle di Toyota. Il raggiungimento della soglia dei 100 miliardi di dollari è molto più che simbolico per Musk. Oltre all'orgoglio personale per il successo della sua creatura, il balzo di Tesla consente al suo amministratore delegato di allungare le mani verso una maxi compenso. Se Tesla si manterrà sui 100 miliardi di dollari per i prossimi sei mesi, Musk potrà incassare i primi 346 milioni di dollari del suo piano di bonus decennale. Un piano che lega il suo compenso, attualmente pari a zero pur controllando il 20% di Tesla, interamente alla perfomance della società e al raggiungimento di alcuni obiettivi, fra i quali una capitalizzazione di mercato di 100 miliardi di dollari. Insomma un maxi assegno con il quale Musk intende continuare, a dispetto degli scettici, a portare avanti le sue iniziative non solo a Tesla ma anche a Space X, con la quale potrebbe centrare l'obiettivo di essere la prima società privata a portare astronauti in orbita.

"E' uno dei nostri migliori geni" dice Donald Trump descrivendo il miliardario-visionario paragonato da molti a Steve Jobs. Secondo il presidente americano Musk è però più un Thomas Edison, e come tale va difeso: "è una dei più intelligenti e noi coccoliamo questo tipo di persone".

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A1 chiusa due notti per lavori nel Fiorentino

Tra il 25 e il 27 gennaio per la posa di un viadotto

Motori Attualità
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A1 chiusa per due notti in provincia di Firenze, tra i caselli di Firenze Sud e Incisa Reggello in entrambe le direzioni, per i lavori legati alla Terza corsia. La viabilità sarà interrotta tra il 25 e il 26 (orario 21-7) e tra il 26 e il 27 gennaio (dalle 22 alle 5) per consentire la posa in opera di un viadotto a Bagno a Ripoli.
    L'intervento, che sarà effettuato da Pavimental, comporterà anche la chiusura al transito di via Campigliano: l'intervento prevede la collocazione del nuovo impalcato del viadotto nel tratto dell'A1 che attraversa il torrente Ema e la strada comunale, nel cuore della frazione di Ponte a Ema. Il ponte ha una lunghezza complessiva di 71 metri ed è suddiviso in tre campate. Sarà installato anche uno speciale giunto per ridurre il rumore creato dallo scorrimento delle ruote dei mezzi pesanti.
   

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L'influenza ruggisce, quasi mezzo milione di casi in una settimana

Iss, vicini a tre milioni totali, ci si avvia al picco

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Chiudi Forte aumento dell'influenza (ANSA) Forte aumento dell'influenza

Nuova impennata dei casi di influenza in Italia, con l'epidemia che si avvia al picco. Il bollettino della rete Influnet dell'Istituto Superiore di sanità (Iss) ha censito nella terza settimana del 2020 488mila casi che hanno portato il totale dei casi, dall'inizio della sorveglianza, a 2.768.000. Nei bambini sotto i cinque anni l'incidenza è quasi raddoppiata rispetto alla settimana precedente, le regioni del centro Italia sono le più colpite. 
   

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