Kia festeggia e-Niro ed e-Soul con It's Time To Be Electric

Campagna e piattaforma per far conoscere la gamma elettrica

Motori Guida agli Acquisti
Chiudi Kia festeggia e-Niro ed e-Soul con It's Time To Be Electric (ANSA) Kia festeggia e-Niro ed e-Soul con It's Time To Be Electric

A sei mesi dal lancio da parte di Kia del Plan S, la strategia operativa globale che deve guidare il brand fino al 2025 per posizionarlo ai vertici del mercato della mobilità elettrica mondiale, Kia Motors Company Italy posa la prima pietra per questo ambizioso progetto. Lo fa con l'avvio della commercializzazione di e-Niro ed e-Soul, due modelli 100% elettrici attesi nelle concessionarie nel week end del 6 e 7 giugno. Con questa operazione di lancio prende vita anche 'It's Time To Be Electric' la piattaforma online interattiva capace di guidare passo passo il potenziale cliente alla scoperta dei prodotti elettrificati della gamma Kia. E-Soul e tutta la famiglia Niro saranno raccontate in maniera innovativa attraverso un'interfaccia coinvolgente e insusuale. 'It's Time To Be Electric' è un vero e proprio progetto pioneristico che Kia Motors Italia attiva per la prima volta a livello Europeo, portando al centro della propria attività la customer experience.

La gamma elettrificata Kia sarà presentata al pubblico mediante un live streaming strutturato come i più noti quiz televisivi in cui Diletta Leotta vestirà i panni della presentatrice mentre Andrea Galeazzi, esperto di tecnologia, e Vicky Piria, pilota professionista, si sfideranno rispondendo alle domande inviate dal pubblico. Le dirette streaming si articoleranno su due date, fissate per l'8 e il 9 giugno alle 19:00 nella sezione Time To Be Electric del sito Kia.com e sulla pagina Facebook di Kia Motors Italia, concentrandosi sulla gamma elettrica per il primo giorno (focus su e-Soul ed e-Niro), per poi passare alla gamma ibrida il secondo (Niro Full-Hybrid e Plug-in). In una seconda fase invece, tutti coloro che si registreranno avranno la possibilità a partire dal 10 giugno di prenotare dei veri e propri appuntamenti in stanze virtuali con gli Angel di Kia per approfondire tutti i temi legati alla gamma elettrificata di Kia. Grazie a questi incontri, e-Soul, e-Niro e tutta la gamma elettrificata di Kia non avranno più segreti. L'azione di contatto con il cliente non si limiterà però alla piattaforma online. Il programma 'It's Time To Be Electric' darà anche la possibilità di poter testare su strada i prodotti della gamma elettrica e ibrida di Kia. Grazie a una pianificazione disponibile per gran parte del territorio nazionale, a partire dal 15 giugno Kia metterà a disposizione delle vetture con la consegna diretta a domicilio o presso i concessionari selezionati.

''It's Time To Be Electric è la dimostrazione di come Kia si vuole affermare come brand al passo coi tempi anche sul piano della comunicazione e della customer experience, oltre che per il contenuto tecnologico dei propri prodotti - spiega Giuseppe Mazzara, marketing communication & CRM director di Kia Motros Company Italy - questo approccio ridisegna le dinamiche del processo d'acquisto a partire dal primo contatto con il cliente che per l'occasione viene sviluppato a livello virtuale. Inoltre l'appuntamento individuale con del personale formato e la possibilità di fissare incontri per i test vetture direttamente a casa o presso la rete dei concessionari, pongono questa attività perfettamente in linea con l'orientamento alla customer centricity del brand''. In base alla campagna di lancio le Kia e-Niro ed e-Soul saranno ordinabili a partire dal week end del 6 e 7 giugno in tutta la rete dei concessionari. Per celebrare questo avvenimento Kia ha deciso di attivare un nutrito sistema di offerte commerciali e una campagna di lancio specifica che si sommano al piano degli incentivi statali per la mobilità elettrica. ''Il Plan S è un obiettivo sfidante per tutti noi e per questo dobbiamo operare nell'ottica di essere sempre all'avanguardia in termini di offerte commerciali e strategie di comunicazione - spiega Giuseppe Bitti, Amministratore Delegato di Kia Motors Company Italy - Kia sta lavorando duramente per poter offrire al mercato italiano una delle offerte più complete di gamma elettrificata, senza venire meno all'attenzione per il cliente fornendo soluzioni d'acquisto innovative''.

La gamma elettrica di Kia, grazie agli incentivi Kia e all'eco Bonus nazionale, sarà disponibile al pubblico con prezzi a partire da 29.850 Euro per e-Niro e 29.350 Euro per e-Soul.

Nasce anche il piano 7+7+7: 7 anni di garanzia a Km illimitati, 7 anni di manutenzione programmata e 7 anni di servizi UVO connect che con il programma Scelta Kia Nevermind racchiude tutto in una rata a partire da 229 euro al mese.

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Germania, piano incentivi auto ma unicamente per BEV e PHEV

Raddoppio bonus e per modelli normali solo Iva ridotta al 16%

Motori Norme e Istituzioni
Chiudi Germania, piano incentivi auto ma unicamente per BEV e PHEV (ANSA) Germania, piano incentivi auto ma unicamente per BEV e PHEV

Ci sono ancora incertezze sugli interventi che il Governo di Berlino attuerà, nell'ambito del maxi piano di risanamento globale con 130 miliardi di euro in due anni, nell'ambito specifico dell'automobile e della sua industria. Va ricordato innanzitutto che questo nuovo annuncio fa seguito all'enorme piano da oltre 1.000 miliardi di euro istituito a marzo, al culmine della pandemia, che già sta fornendo aiuti alle imprese attraverso erogazioni e prestiti garantiti. Alcuni aspetti del nuovo provvedimento sono certi, come la riduzione temporanea dell'IVA dal 19% al 16% (e dal 7% al 5% per i beni e i servizi soggetti ad aliquota ridotta) dal primo luglio e fino al prossimo 31 dicembre, con evidenti ricadute sui prezzi di tutte le auto nuove e usate. Ma oltre al raddoppio del bonus per i modelli elettrici, che per quelli con prezzo sotto ai 40.000 euro (come la nuova Volkswagen ID.3) salirà da 3.000 e 6.000 euro, non c'è ancora chiarezza - o meglio molti sperano in spazi di manovra - sul destino delle auto 'normali' come quelle con motore a benzina o a gasolio, comprese quelle MHEV. E' pur vero che la manovra, che ha destinato 2,2 miliardi di euro a questi incentivi, dovrebbe 'premiare' - secondo quanto riporta AutoBild - con quello che viene definito bonus innovazione anche i modelli ibridi plug-in (4.500 euro del Governo per modelli fino a 40.000 euro e 3.750 con quelli da 40.000 a 65.000 euro) includendo nello schema dei contributi anche le full electric di prezzo più elevato, appunto fra 40 e 65mila euro, con 5.000 euro di bonus. Ma resta la parziale insoddisfazione di una parte degli addetti ai lavori e del mondo politico per un insieme di provvedimenti che guarda lontano - visti il 2,5 miliardi dedicati alle infrastrutture di ricarica e i 7 miliardi per lo sviluppo dell'idrogeno - ma non risolve i problemi immediati né delle concessionarie né dell'industria, che in Germania vale 435 miliardi di euro e occupa 830.000 addetti. Per il presidente dell'Associazione dei Produttori (VDA), Hildegard Mueller la riduzione dell'IVA e delle tariffe dell'elettricità ''sono impulsi positivi che contribuiranno a rivitalizzare in parte la debole domanda di automobili. Ma per rimanere competitivi e combinare protezione del clima e situazione economica, è necessario proporre uno schema di aiuti che includa anche le automobili con i motori termici più moderni''. I Ministri federali Andreas Scheuer (CSU, Trasporti) e Peter Altmaier (CDU, Economia), nonché i Primi Ministri dei cosiddetti Autolaender - Baviera, Baden-Wuerttemberg e Bassa Sassonia - avevano richiesto importanti interventi finanziari a causa della crisi derivata dal Coronavirus comprendendo nelle misure anche i modelli - che le aziende hanno prodotto in grande quantità, anche perché molto richiesti dal mercato fino al lockdown - con moderni motori benzina e diesel. Secondo i piani originali - ribadisce Auto Bild - uno specifico incentivo all'acquisto avrebbe dovuto entrare a far parte del pacchetto varato dal Governo Federale. Ma la lobby automobilistica non ha potuto ottenere, salvo modifiche che potrebbero potenzialmente essere introdotte, nessuna soddisfazione sulla richiesta di sovvenzionare i motori a combustione all'avanguardia e quindi rispettosi dell'ambiente.

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Giornata Ambiente, da ragazzi di Greta proposte per futuro

Fridays for future Italia a governo, risorse per economia pulita

Ambiente & Energia Clima
Chiudi Fridays for Future movement for climate protection in Turin (ANSA) Fridays for Future movement for climate protection in Turin

(ANSA) - ROMA, 5 GIU - Si amplia la richiesta di un grande piano di investimenti pubblici in grado di salvare non solo l'economia, ma l'intera umanità dal collasso climatico e sociale, contenuta in un appello dei giovani di Fridays for future Italia lanciato il 24 aprile scorso con la campagna "Ritorno al futuro" lanciata in occasione del Global Digital Strike imposto dalla pandemia. Nella Giornata mondiale dell'Ambiente, i ragazzi aggiungono un "allegato" redatto con l'aiuto degli esperti e delle associazioni "che ci hanno sostenuto, contenente nel dettaglio i principi e le misure che proponiamo alle istituzioni per mettere in atto la rinascita post-coronavirus".
    A governo e parlamento chiedono di "utilizzare le enormi risorse che vengono mosse in questo momento, in particolare grazie al Recovery Fund europeo, vincolando gli investimenti ad un reale piano di riconversione ecologica dell'economia". In particolare, fra le richieste ci sono "la riduzione delle emissioni di almeno il 7,6% l'anno, la ripubblicizzazione dell'acqua, la chiusura degli allevamenti intensivi, il trasporto pubblico diffuso, il rifinanziamento del sistema sanitario, la moratoria su trivellazioni e accordi commerciali, la riconversione delle imprese inquinanti e un abbandono dei mercati del carbonio in favore di misure più incisive. Il tutto - spiegano in una nota - dovrà avvenire grazie a un rinnovato impegno dello Stato nell'economia, possibile solo superando il paradigma dell'austerità e la trappola del debito. Vogliamo una transizione ecologica e giusta, che sostenga i lavoratori durante questo passaggio con un'espansione del welfare sostenuta ad esempio dai proventi di una carbon tax".
    Proposte, spiegano, che "sono parte di un piano ambizioso, forse senza precedenti nella storia dell'Italia. Ma abbiamo la certezza - confermata da illustri economisti come il premio Nobel J. Stiglitz e da istituzioni come il Fondo monetario internazionale - che non esiste un'altra strada per risollevarci da questa crisi sanitaria senza con ciò spianare la strada ad una serie di nuove catastrofi climatiche, sanitarie, umanitarie". (ANSA).
   

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Coronavirus, la vita nella fase 1. Italiani e lockdown, sveglia tardi e uniti a tavola

L'Istat, 1 su 2 lavora a casa, videochiamate e canti dal balcone

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi Coronavirus: Arcobaleni di bimbi su balconi Napoli (ANSA) Coronavirus: Arcobaleni di bimbi su balconi Napoli

"Tutti a tavola!". Durante le settimane di isolamento il richiamo deve aver echeggiato nelle case degli italiani come non accadeva da tempo. Nel corso della Fase 1 dell'emergenza Covid si è rimasti obbligatoriamente in famiglia a pranzo e a cena, riuniti intorno alla stessa tavola.
    "I pasti sono diventati momenti conviviali anche nei giorni feriali", dice l'Istat nel Report sulla quotidianità adattata al lockdown. La conseguenza? Qualche chilo in più sulla bilancia, molto probabilmente. Un intervistato su quattro confessa di aver abbondato nelle porzioni. Anche perché la metà della popolazione si è cimentata nella panificazione, sfornando pizze e dolci 'homemade'. Gli italiani hanno anche dormito di più: uno su tre ha rimandato la sveglia, specie gli uomini.
    Si lavora meno e quindi ci si riposa di più. Si passano ore in cucina. Ci si riversa sul balcone per cantare. Il canto ha conosciuto un exploit, con un quarto della popolazione che ha messo alla prova le corde vocali. Gli sportivi non si sono arresi, sfruttando ogni superficie utile, compresi i terrazzi condominiali. Ben in 11,5 milioni non hanno ceduto, continuando a praticare l'attività fisica pur se confinati nella propria residenza. E poi la Tv, eterna "compagnia di viaggio", per oltre il 90%.
    La clausura non ha sicuramente impedito di restare a contatto con parenti ed amici, raggiunti telefonicamente, spesso in video. Anzi, circa il 60% ha dedicato ancora più tempo alla cura dei rapporti sociali, accontentandosi di vedersi attraverso lo schermo dello smartphone o del pc. Come era del tutto immaginabile, la stragrande maggioranza ha potuto dedicarsi maggiormente ai figli. Effetto del combinato disposto: niente scuola per i più piccoli e niente ufficio per i più grandi. In una giornata tipo l'Istituto di statistica calcola che abbiano lavorato solo 8,4 milioni di italiani, la metà rispetto a quanto si registrava in epoca pre-pandemia. E tra chi ha proseguito nella propria occupazione il 44%, per un totale di 3,7 milioni, lo ha fatto collegandosi da casa.
    Percentuali, numeri, che raccontano come l'obbligo di non uscire abbia "stravolto la quotidianità" dei cittadini. A parlare così è lo stesso Istat. Ogni aspetto è stato toccato. Se è vero che anche le attività "fisiologiche", come mangiare e dormire, si sono trasformate. La prima reazione è stata quella di "ripiegare" su ciò che è consentito all'interno delle mura domestiche, "senza rinunciare alla creatività", e di prendere la palla al balzo per "fare sperimentazioni", soprattutto di ricette culinarie, e "dedicarsi a quanto rimandato da tempo", come prendere in mano un libro (che gli italiani vogliono, almeno quello, ancora cartaceo).
    C'è però qualcosa che non cambia. I divari di genere si ritrovano, pur se attutiti. Chi pulisce i pavimenti? Circa il 70% delle donne contro il 40% degli uomini. Differenze di genere che l'Istat riconosce "molto elevate" pur se mitigate durante la fase di lockdown. Non si smuove il "forte gap" che caratterizza la preparazione dei pasti. Lo chef in casa è donna nel doppio dei casi.
    Giovanissimi a parte, l'indagine copre la popolazione maggiorenne, si scopre che avendo più tempo a disposizione, oltre un terzo degli studenti, a questo punto maturandi o universitari, ha studiato di più. Senza comunque trascurare, specie i ragazzi, i videogame.
    Insomma gli italiani non si sono lasciati abbattere dal virus e dall'isolamento. Perfino la cura di sé, come pettinarsi o truccarsi, ha trovato più spazio. Questa è stata la Fase 1. E l'Istat, adesso che si inizia a parlare di Fase 3, ce lo ricorda. 
   

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Suzuki chiude in calo esercizio 2019, fatturato -9,9%

Giù anche utili -35,%, cresce soltanto il settore Marine

Motori Industria
Chiudi Suzuki chiude in calo esercizio 2019, fatturato -9,9% (ANSA) Suzuki chiude in calo esercizio 2019, fatturato -9,9%

Conti in calo per il Gruppo giapponese Suzuki che ha chiuso l'esercizio 2019 (computato da aprile 2019 a marzo 2020 secondo le normative asiatiche) con diminuzione del fatturato consolidato e dell'utile a causa della tardiva ripresa del mercato automobilistico indiano e dell'impatto dei tassi di cambio della valuta estera, oltre che per gli effetti alla fine dell'anno fiscale del nuovo Coronavirus. Il fatturato netto consolidato è diminuito di 383,1 miliardi di Yen (3,2 miliardi di euro) che corrispondono a -9,9% attestandosi a 3.488,4 miliardi di Yen (29,6 miliardi di euro). In particolare il settore auto di Suzuki ha fatto registrare una diminuzione del fatturato di 375,1 miliardi di Yen (3,2 miliardi di euro) corrispondente a -10,6%, attestandosi a 3.157,4 miliardi di Yen (26,8 miliardi di euro) a causa della diminuzione delle vendite in India e Pakistan, ma anche per l'impatto legato all'apprezzamento dello Yen e, in parte, per il Coronavirus. Il risultato operativo del settore auto è diminuito di 106,7 miliardi di Yen (0,9 miliardi di euro) cioè -35,1%, chiudendo l'esercizio a 197,1 miliardi di Yen (1,7 miliardi di euro) a causa dell'apprezzamento dello Yen, dell'aumento delle spese di ammortamento e - naturalmente - alla diminuzione delle vendite. Inserendo nel calcolo anche i risultati del settore moto (fatturato diminuito di 12,5 miliardi di Yen, cioè 0,1 miliardi di euro, pari a -4,9%) e quelli del settore marine (unico in crescita, con fatturato è aumentato di 4,5 miliardi di Yen, pari a 38,1 milioni di euro, +5,4%) il risultato operativo del Gruppo è diminuito di 109,3 miliardi di Yen (0,9 miliardi di euro) -33,7% rispetto all'esercizio precedente, raggiungendo i 215,1 miliardi di Yen (1,8 miliardi di euro).

L'utile della gestione ordinaria è diminuito di 134,1 miliardi di Yen (1,1 miliardi di euro) - 35,3% arrivando a 245,4 miliardi di Yen (2,1 miliardi di euro) e l'utile netto attribuibile agli azionisti della Casa madre è diminuito di 44,6 miliardi di Yen (0,4 miliardi di euro) - 24,9%), portandosi a 134,2 miliardi di Yen (1,1 miliardi di euro). Per quanto riguarda i dividendi annuali, sebbene fatturato e utile netto siano diminuiti, Suzuki - si legge nella nota - desidera offrire la propria gratitudine agli azionisti per aver contribuito alla celebrazione 100mo anniversario di fondazione dell'azienda, sotto forma di un dividendo 'commemorativo'. Suzuki ha dunque in programma di corrispondere un dividendo di fine anno pari a 48,00 Yen (0,4 euro) per azione, comprensivo di un dividendo ordinario di 37,00 Yen (0,3 euro) per azione più un dividendo commemorativo di 11,00 Yen (0,1 euro) per azione. Per quanto riguarda le previsioni per il prossimo anno fiscale, Suzuki precisa che non è attualmente possibile fornire valori ragionevolmente corretti a causa della diffusione del Coronavirus, che anche influenzato il funzionamento degli impianti di produzione in Paesi come Giappone, India, Pakistan, Ungheria e Filippine, nonché le vendite nel mondo. ''Le previsioni - si legge nella nota - verranno comunicate non appena sarà possibile calcolare l'impatto del nuovo Coronavirus in modo appropriato e razionale''.

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Giornata mondiale della decrescita, 10 cose da sapere

Critica all'economia fondata sull'aumento produttivo, è rivoluzione culturale in nome del rifiuto di quello che non serve

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi orti sui balconi (ANSA) orti sui balconi

Per una parte della popolazione la vita durante il lockdown è stata occasione di riflettere sulle priorità dei valori, sugli stili di vita, su come vogliamo condurre l'esistenza. Ora che ci stiamo affacciando di nuovo fuori, all'inizio della fase 3 non tutti vogliamo tornare al 'come eravamo', piuttosto pensiamo che cambiare, con l'occasione della ripartenza post emergenza Coronavirus, il nostro modo di vivere sia possibile, soprattutto in tema di impatto ambientale e sostenibilità. Il 6 giugno è la Giornata mondiale per la decrescita, il Global Degrowth Day, che con il motto “una buona vita per tutti” promuove stili di vita più sostenibili, sani e consapevoli. Anche in Italia il Movimento per la Decrescita Felice e l'Associazione per la Decrescita hanno aderito all’iniziativa internazionale organizzando in tutto il Paese incontri, eventi pubblici e azioni per proporre alternative concrete al paradigma capitalista della crescita economica e del depauperamento delle risorse del nostro Pianeta.
In questo anno di grande stravolgimenti in tanti pensiamo “Non torniamo alla normalità, perché quella normalità era il problema” – afferma Karl Krähmer, del Direttivo Mdf – Quella normalità denunciata da anni da una miriade di scienziati che in tutti i modi hanno provato ad avvisarci dei limiti, ormai superati, di questo Pianeta. Quella normalità che da tempo come Movimento per la Decrescita Felice proviamo a cambiare, un pezzetto di consapevolezza alla volta, un’abitudine dopo l’altra. La giornata è stata lanciata da alcuni anni per criticare la 'normalità', per avviare un dibattito su che cosa e quanto veramente ci serve, su come poter stare meglio con meno, senza lo sfruttamento dei più deboli da parte di quella parte del mondo che paventa e prospera in un’illusoria ricchezza si basa. Cogliamo l'occasione anche quest'anno per riflettere e proporre un altro mondo possibile. Il mondo della decrescita felice, in cui una giusta quantità di benessere, distribuita equamente ci permette di vivere serenamente, godendo del patrimonio naturale, della cultura e delle ricche relazioni sociali, in armonia con l'ecosistema”.
Ecco il decalogo per cominciare ad avvicinarsi ai temi della Decrescita:

Accorciare le distanze tra produzione e consumo, sia in termini fisici che umani

Riscoprire il ciclo delle stagioni ed il rapporto con la terra

Ridefinire il proprio rapporto con i beni e con le merci

Ricostruire le interazioni sociali attraverso la logica del dono

Fare comunità

Allungare la vita alle cose, rifiutando la logica dell’ “ultimo modello”

Ripensare l’innovazione tecnologica.

Esserci pesando il meno possibile sull’ambiente, come forma di massimo rispetto per noi stessi e le generazioni future.

Ridefinire il proprio rapporto con il lavoro.

Diffondere i principi della Decrescita Felice
Così il fondatore Maurizio Pallante spiega cosa si intende con la decrescita, molto spesso demonizzata come concetto senza sapere precisamente di cosa si tratta: "la decrescita non è soltanto una critica ragionata e ragionevole alle assurdità di un’economia fondata sulla crescita della produzione di merci, ma si caratterizza come un’alternativa radicale al suo sistema di valori. Nasce in ambito economico, lo stesso ambito in cui è stata arbitrariamente caricata di una connotazione positiva la parola crescita, ma travalica subito in ambito filosofico. È una rivoluzione culturale che non accetta la riduzione della qualità alla quantità, ma fa prevalere le valutazioni qualitative sulle misurazioni quantitative. Non ritiene, per esempio, che la crescita della produzione di cibo che si butta, della benzina che si spreca nelle code automobilistiche, del consumo di medicine, comporti una crescita del benessere perché fanno crescere il prodotto interno lordo, ma li considera segnali di malessere, fattori di peggioramento della qualità della vita. La decrescita non è la riduzione quantitativa del prodotto interno lordo. Non è la recessione. E non si identifica nemmeno con la riduzione volontaria dei consumi per ragioni etiche, con la rinuncia, perché la rinuncia implica una valutazione positiva di ciò a cui si rinuncia. La decrescita è il rifiuto razionale di ciò che non serve. Non dice: «ne faccio a meno perché è giusto così». Dice: «non so cosa farmene e non voglio spendere una parte della mia vita a lavorare per guadagnare il denaro necessario a comprarlo». La decrescita non si realizza sostituendo semplicemente il segno più col segno meno davanti all’indicatore che valuta il fare umano in termini quantitativi.

La decrescita si propone di ridurre il consumo delle merci che non soddisfano nessun bisogno (per esempio: gli sprechi di energia in edifici mal coibentati), ma non il consumo dei beni che si possono avere soltanto sotto forma di merci perché richiedono una tecnologia complessa (per esempio: la risonanza magnetica, il computer, ma anche un paio di scarpe), i quali però dovrebbero essere acquistati il più localmente possibile. Si propone di ridurre il consumo delle merci che si possono sostituire con beni autoprodotti ogni qual volta ciò comporti un miglioramento qualitativo e una riduzione dell’inquinamento, del consumo di risorse, dei rifiuti e dei costi (per esempio: il pane fatto in casa). Il suo obiettivo non è il meno, ma il meno quando è meglio. In un sistema economico finalizzato al più anche quando è peggio, la decrescita costituisce l’elemento fondante di un cambiamento di paradigma culturale, di un diverso sistema di valori, di una diversa concezione del mondo. È una rivoluzione dolce finalizzata a sviluppare le innovazioni tecnologiche che diminuiscono il consumo di energia e risorse, l’inquinamento e le quantità di rifiuti per unità di prodotto; a instaurare rapporti umani che privilegino la collaborazione sulla competizione; a definire un sistema di valori in cui le relazioni affettive prevalgono sul possesso di cose; a promuovere una politica che valorizzi i beni comuni e la partecipazione delle persone alla gestione della cosa pubblica. Se per ogni unità di prodotto diminuisce il consumo di risorse e di energia, se si riducono i rifiuti e si riutilizzano i materiali contenuti negli oggetti dismessi, il prodotto interno lordo diminuisce e il ben-essere migliora. Se la collaborazione prevale sulla competizione, se gli individui sono inseriti in reti di solidarietà, diminuisce la necessità di acquistare servizi alla persona e diminuisce il prodotto interno lordo, ma il ben-essere delle persone migliora. Se si riduce la durata del tempo giornaliero che si spende nella produzione di merci, aumenta il tempo che si può dedicare alle relazioni umane, all’autoproduzione di beni, alle attività creative: il prodotto interno lordo diminuisce e il ben-essere migliora.

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Risalgono i contagi, +518 casi. In Lombardia il 77,6%

Non scende il numero delle vittime. In Basilicata non ci sono più ricoveri

Salute & Benessere Sanità
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Tornano a salire i contagiati dal coronavirus in Italia: dai 177 nuovi casi di giovedì si è passati ai 518 di oggi, con un incremento in 24 ore del 192% dovuto ancora una volta ai numeri della Lombardia, che fa registrare 402 casi, il 77,6% del totale italiano. Un aumento che è strettamente collegato all'incremento dei tamponi eseguiti, passati dai 3.410 di mercoledì ai 19.389 di ieri.

In attesa che l'analisi sul monitoraggio dell'andamento della curva epidemica in tutta Italia, quella relativa alla settimana dal 25 al 31 maggio, dia un quadro ancora più chiaro degli effetti delle riaperture, il dato che emerge è che per ritrovare oltre 500 nuovi contagi bisogna tornare indietro di una settimana, al 29 maggio.

E che ci sono due, se non tre Italie. La prima è rappresentata dalla Lombardia, con il suo 77,6% dei casi totali e una percentuale di positivi trovati sui tamponi eseguiti (esclusi quelli di controllo) che è di un punto sopra la media nazionale (2,8% a fronte di 1,8%). Non solo: i numeri confermano anche che più tamponi si fanno e più contagiati si trovano, a conferma che nella regione più colpita dalla pandemia il virus resta ancora molto presente. Poi c'è il nord ovest, con la stessa Lombardia, il Piemonte (+49 casi) e la Liguria (+14) che hanno l'89,7% dei nuovi casi; infine il resto d'Italia, con solo un'altra regione a doppia cifra (l'Emilia Romagna, con 17 nuovi contagiati) e la provincia autonoma di Trento e cinque regioni - Campania, Umbria, Valle d'Aosta, Molise e Basilicata - a zero contagi. Proprio la Basilicata è la prima regione in Italia a non avere più pazienti ricoverati negli ospedali per il coronavirus.

I malati sono comunque in calo in tutta Italia e i guariti hanno raggiunto i 163.781, 1.886 in più in 24 ore. Gli attualmente positivi sono invece 36.976, con un calo rispetto a giovedì di 1.453 pazienti; in terapia intensiva ci sono 316 pazienti, 22 in meno, e i ricoveri negli altri reparti si fermano a 5.301, con un calo di 202 rispetto a giovedì. Resta invece, e purtroppo, ancora stabile l'incremento giornaliero delle vittime che sono arrivate complessivamente a 33.774: se ne registrano 85 in più (giovedì erano 88) e una su quattro è in Lombardia (21) mentre ci sono 9 regioni senza morti: Trentino Alto Adige, Sicilia, Abruzzo, Umbria, Sardegna, Valle d'Aosta, Calabria, Molise e Basilicata.

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Fiat Professional E-Ducato rivoluzione green nei commerciali

Trasporta 100% a batteria merci e attrezzature per oltre 360 km

Motori Eco Mobilità
Chiudi Fiat Professional E-Ducato rivoluzione green nei commerciali (ANSA) Fiat Professional E-Ducato rivoluzione green nei commerciali

A 39 anni dalla presentazione della prima generazione del Ducato, un modello di grande successo nella storia aziendale, e a 12 mesi dal reveal del prototipo del nuovo E-Ducato, Fiat Professional lancia ora la versione definitiva di questo 'commerciale' destinato a rivoluzionare il trasporto di merci e moltissime attività professionali in ambito urbano ed extraurbano.

La nuova versione completamente elettrica BEV (Battery Electric Vehicle) di Ducato è ora pronta ad approdare sul mercato attraverso progetti pilota che Fiat Professional ha sviluppato nel suo cammino verso i veicoli a zero emissioni e che riguarderanno gruppi di clienti selezionati. In questo anno, nonostante tutte le difficoltà legate all'emergenza sanitaria, il nuovo modello Fiat Professional ha continuato nel suo sviluppo anche grazie all'ausilio di strumenti di simulazione, si è fatto conoscere dalla forza vendita di Fiat Professional con approfondite sessioni di Virtual Classroom, ancora attive. Si sono registrati 310 partecipanti dalla Germania; 120 dalla Polonia e 210 da regioni extra-EMEA e a breve inizieranno la formazione on-line anche i restanti mercati europei come Spagna, Francia e Regno Unito.

E-Ducato nasce da un esteso programma di misurazioni e test che tengono in considerazione tutte le variabili di utilizzo delle diverse tipologie di clienti, gli aspetti dinamici, di carico e ambientali. L'inedito mezzo elettrico andrà presto ad affiancare il Ducato Natural Power a metano nell'offerta di propulsioni alternative e si avvicina alla sfida del mercato.

Debutta un nuovo logo per sottolineare che questo veicolo da lavoro è 100% Elettrico, 100% Ducato. Sviluppato dal Centro Stile FCA - quale simbolico abbraccio tra il futuro e il presente del best seller torinese - il logo è composto dalla lettera 'e' in tinta blu - colore da sempre legato all'innovazione tecnologica e alla sostenibilità - che s'inserisce, precedendola in alto, nella lettera D del nome Ducato scritto in argento satinato. Per la messa a punto di E-Ducato state sviluppate misurazioni su strada durate 1 anno, analizzando oltre 28.000 veicoli connessi e con la valutazione - in ottica cliente - di oltre 50 milioni di chilometri su veicoli termici registrando le variabili di utilizzo cliente, di dinamica, di carico e di condizioni ambientali. Attraverso questo approccio, Fiat Professional punta, partendo da E-Ducato, ad offrire soluzioni complete di mobilità elettrica, che possano coprire non solo ogni singola missione ma che siano in grado di offrire soluzioni che spazino dal veicolo alle infrastrutture, senza trascurare tutto il mondo dei nuovi servizi. Ecco perché E-Ducato propone, oltre ad una completa gamma di versioni, anche opzioni modulari di batteria con autonomie comprese fra 200 ed oltre 360 km. Il tutto a fronte di prestazioni di assoluto interesse: velocità limitata a 100 km/h per meglio ottimizzare gli assorbimenti energetici, potenza massima di 90 kW (corrispondenti a 120 Cv) e coppia massima di 280 Nm. La nuova propulsione elettrica inoltre non penalizza quello che è il punto forte del Ducato: la volumetria di carico resta 'best in class' spaziando da 10 a 17 metri cubi, con portata fino a 1.950 kg, la migliore della categoria. In più E-Ducato è 100% connesso e copre con una esclusiva suite di servizi e applicazioni i bisogni professionali legati all'elettrificazione per ogni tipo di cliente, da gli user chooser alle grandi flotte attraverso uno specifico sistema di gestione. Affinché l'esperienza professionale con E-Ducato inizi ancora prima di salire a bordo, Fiat Professional ha organizzato a febbraio giornate di formazione concepite ad hoc per la forza vendita, coinvolgendo 265 venditori e capi vendita di 124 concessionarie dei principali mercati, con prove su strada presso il circuito di Balocco, strutturato come un percorso cittadino, per enfatizzare le nuove modalità di guida in full electric. Con questi presupposti E-Ducato si prepara quindi alla disponibilità sul mercato, che vedrà nel corso dei prossimi mesi come prima tappa l'apertura degli ordini nei principali mercati europei.

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Giornata ambiente, Crea e istituzioni per agricoltura "verde"

Occasione Green Deal. Puntare su acqua, suolo e nuove tecnologie

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Chiudi Giornata ambiente, Crea e istituzioni per agricoltura Giornata ambiente, Crea e istituzioni per agricoltura "verde"

ROMA - Puntare su acqua, suolo e Green Deal, ripensare l'agricoltura in una chiave "verde", e ancora l'efficientamento e l'ammodernamento del sistema irriguo nazionale e l'implementazione della connessione in banda larga già avviata nella programmazione di sviluppo rurale, insieme alla ricerca del Crea (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) e all'impegno delle istituzioni. Nella Giornata Mondiale dell'Ambiente, sono le proposte lanciate in occasione del webinar, organizzato dalla Siea - Società Italiana di Economia Agro-alimentare "Il suolo come elemento per la sicurezza alimentare e il futuro sostenibile del sistema agro-alimentare. Prospettive dopo il Covid 19". In tema di acqua per Raffaella Zucaro, primo ricercatore Crea Politiche e Bioeconomia, l'attuale politica agricola, ma ancora di più in quella del 2021-2027, "sarà integrata con gli obblighi di natura ambientale, oltre alle normative europee mirate alla tutela delle risorse naturali, come la Direttiva Quadro Acque". Quindi si potranno "avviare delle politiche integrate e sinergiche, in grado di rispondere" anche "a più obiettivi, sia in termini di competitività del settore agricolo che di salvaguardia del Capitale naturale". Secondo Raffaella Pergamo, ricercatrice Crea sempre in Politiche e Bioeconomia, il Green Deal è "un'opportunità da non perdere, a maggior ragione in questa fase post Covid 19, per ripensare l'agricoltura, in una chiave 'green', utilizzando le nuove tecnologie". Sul fronte istituzionale Giuseppe L'Abbate, sottosegretario alle Politiche agricole ribadisce che "l'agricoltura è ambiente e, proprio per questo, risulterà determinante l'integrazione del Green Deal all'interno della nuova Pac". Dobbiamo lavorare "a un'agricoltura che sappia guardare al futuro, innovando, per divenire sempre più sostenibile e resiliente. Lo stiamo facendo, ad esempio - conclude - con gli incentivi per le nuove tecnologie del credito d'imposta all'agricoltura 4.0 o con gli oltre 120 progetti della Strategia nazionale per il risparmio idrico".

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Laureati in psicologia, tirocinio sia abilitante

Proteste in tutta Italia insieme ai colleghi di Farmacia

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(ANSA) - ROMA, 5 GIU - Oggi, centinaia di laureati in Psicologia e Farmacia sono scesi in piazza davanti Montecitorio ed in molte altre piazze Italiane (Bari, Pescara, Catania, Bologna, Milano), sfidando il maltempo, per chiedere che l'esame di abilitazione sia tramutato in tirocinio abilitante: "la conditio si ne qua non per poter esercitare la professione, che segue la laurea quinquennale ed un lungo periodo di tirocinio non retribuito". La manifestazione avviene per il secondo giorno consecutivo, ieri in piazza c'erano anche Biologi, laureati in Biotecnologie, in giurisprudenza, assistenti sociali e non solo.
    Tutti uniti per abolire l'abilitazione, che ritengono un "costoso sbarramento che ostacola l'accesso alla professione".
    Parliamo di un esame i cui costi di iscrizione superano, in alcune sedi, i 400 euro.
    Gli organizzatori della protesta hanno ricostruito cos'è accaduto, rispetto all'esame di abilitazione, in questi ultimi mesi: "il 24 aprile viene approvato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM n. 38/2020. Con quest'ultimo il ministro Manfredi fa differire i termini della prima sessione degli esami di Stato, dal 16 di giugno al 16 luglio. Successivamente, Il 29 aprile, viene approvato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM n. 57/2020. In quest'ultimo il ministro Manfredi, in deroga alle disposizioni normative vigenti, convoglia l'Esame di Stato di abilitazione all'esercizio delle nostre professioni - per la prima sessione dell'anno 2020 - in un'unica prova orale, da svolgersi in modalità a distanza, omnicomprensiva di tutte le materie previste dall'Esame di Stato canonico!.
    Nel prendere tale decisione, è detto in una nota "Manfredi consulta gli Ordini professionali per chiedere il loro parere: questi ultimi accordano il proprio consenso come riportato nella sezione iniziale dello stesso DM. Parliamo di una prova unica orale a distanza, che potrebbe rischiare di non garantire il diritto di omogeneità nel conseguimento dell'esame".
    Pochi giorni fa, anche il presidente del Consiglio Nazionale degli Psicologi, David Lazzari, si è espresso in merito: "Dobbiamo uscire da questa situazione ambigua e inaccettabile al più presto, questo ho chiesto di persona al ministro Speranza nei giorni scorsi e questo chiedo al ministro Manfredi. A cominciare dall'esame di stato, che per gli Psicologi deve essere svolto, per i problemi della pandemia, con modalità analoghe a quelle delle altre professioni sanitarie".
    I laureati in Psicologia e Farmacia "chiedono a gran voce di essere equiparati alle altre professioni sanitarie e che il tirocinio sia abilitante. L'esame di stato diventi tirocinio abilitante. Per tutti". (ANSA).
   

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'Coltivare e custodire', la 3/a edizione dedicata al pane

Organizzata da Ceretto e da Università di Scienze Gastronomiche

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Chiudi Pane (fonte: Pixabay) (ANSA) Pane (fonte: Pixabay)

TORINO - E' il pane al centro della terza edizione di 'Coltivare e custodire', l'iniziativa ideata dalle Aziende Vitivinicole Ceretto e dall'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Cuneo) per celebrare "le corrette pratiche in agricoltura per tutelare la salute dell'uomo e del pianeta". Si svolgerà dal 22 al 27 giugno, interamente trasmessa in streaming. Sarà organizzata a Pollenzo e alla Tenuta Monsordo Bernardina ad Alba che, "nel rispetto delle misure di sicurezza vigenti", ospiteranno alcuni incontri. Sui canali social dell'Università di Scienze Gastromiche e delle Cantine Ceretto verranno raccontate storie di agricoltori, panificatori, studiosi, produttori "Le recenti vicende ci hanno portato a riflettere ancora di più sulle pratiche agricole ed è con maggiore consapevolezza e responsabilità che con la mia famiglia continuiamo questo percorso con l'Università di Scienze Gastronomiche", spiega Roberta Ceretto, terza generazione alla guida delle Aziende vitivinicole Ceretto insieme ai cugini Alessandro, Lisa, e al fratello Federico. "Alimento semplice ma dal potentissimo valore simbolico, - interviene Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e presidente dell'Università di Scienze Gastronomiche- il pane ci racconta di una saggezza contadina dimenticata e ci ricorda di far parte della stessa comunità. Da sempre elemento di condivisione, solidarietà e compagnia (dalla sua stessa etimologia cum panis), testimonia la necessità naturalmente umana di fare rete".

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FCA assieme a Targa Telematics per soluzioni gestione flotte

Controllo da remoto con specifici servizi per modelli elettrici

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Chiudi FCA assieme a Targa Telematics per soluzioni gestione flotte (ANSA) FCA assieme a Targa Telematics per soluzioni gestione flotte

Targa Telematics e Fiat Chrysler Automobiles hanno siglato un'intesa pluriennale per le soluzioni di gestione flotte dei clienti business sul mercato europeo. L'iniziativa interesserà tutti i modelli connessi di FCA nell'area EMEA, fornendo un'interfaccia semplice, intuitiva, e totalmente accessibile da remoto per un controllo assoluto sulle attività, lo stato di servizio, la manutenzione e l'assistenza di ogni veicolo. Tutto questo in tempo reale, senza muoversi dall'ufficio.

Gli obiettivi di questa partnership pluriennale sono molteplici: spingersi oltre la semplice installazione di una black box capace di registrare e trasmettere i dati del veicolo e creare una vera e propria architettura tecnologica capace di dialogare con i singoli mezzi, integrare progressivamente su di essi servizi e soluzioni finalizzate a renderne la gestione e la manutenzione più efficaci ed efficienti, e assicurare un'esperienza di utilizzo migliore, sia per il guidatore che per il fleet manager.

Già dal 2018 Targa Telematics fornisce a FCA delle soluzioni tecnologiche per il monitoraggio della flotta destinata sia al mercato B2C sia B2B (con i progetti Mopar Connect e Mopar Connect Fleet), mettendo a disposizione una piattaforma digitale per consentire ai fleet manager e ai proprietari di auto FCA di monitorare lo stato d'uso dei veicoli in tempo reale, ricevere alert per possibili furti o manomissioni, migliorare la gestione del veicolo, nonché l'esperienza di guida e la sicurezza del driver.

Con questo nuovo accordo, la collaborazione con FCA e il contenuto innovativo della soluzione si rafforzano ulteriormente con la creazione del nuovo My Fleet Manager Portal. Targa Telematics, infatti, integra direttamente i propri servizi con le soluzioni dei pacchetti Uconnect Services, Alfa Connect Services e Mopar Connect già predisposte di primo impianto da FCA o installate in after market su un numero sempre maggiore di vetture, per offrire una suite di applicazioni di Fleet Management per flotte Corporate o Small Medium Enterprises. La piattaforma digitale di Targa Telematics, basata su Artificial Intelligence, Machine Learning e Big Data, dialoga con le vetture, raccogliendo i dati del singolo veicolo e rielaborandoli, con il risultato di generare redditività e sicurezza per i clienti business che utilizzano i veicoli FCA e non nelle proprie flotte. Vanto della nuova soluzione My Fleet Manager saranno le prerogative specifiche del portale per le vetture elettriche (in arrivo nell'anno in corso) che sono una tipologia di auto in cui la connettività è un abilitatore fondamentale. Tale mercato, infatti, necessita di informazioni e comunicazioni real-time che solo un'auto connessa può fornire, ad esempio consentendo al fleet manager di verificare il livello e lo stato di carica dei veicoli; di far partire la sessione di ricarica da remoto; di pianificare slot di ricarica avendo visione d'insieme di tutta la flotta; di impostare orario di partenza dei mezzi e di fare in modo che i guidatori li trovino ad una temperatura di confort (pre-conditioning).

''Questa iniziativa - ha commentato Francesco Abbruzzesi, Head of Mopar EMEA è di importanza strategica per FCA nell'ambito del nuovo ecosistema riservato ai veicoli connessi. Tramite la soluzione My Fleet Manager sviluppata con Targa Telematics, con cui esiste un lungo rapporto di collaborazione, andremo ad offrire tutta una serie di funzionalità rivolte al mondo della Enterprise Mobility, così da permettere il monitoraggio real time delle flotte aziendali e la riduzione del TCO di gestione relativo. A sostegno di ciò, includeremo un periodo di prova gratuito della soluzione in occasione del lancio del nuovo Ducato elettrico, così da permettere ai clienti di familiarizzare con il tool ed apprezzarne i vantaggi''.

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Immatricolazioni truck pesanti in calo a maggio per lockdown

Crescono invece le registrazioni di autobus (+1,4%)

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ROMA - In Italia da gennaio ad aprile le immatricolazioni di veicoli commerciali pesanti (e cioè con peso totale a terra di 16 tonnellate ed oltre) sono state 5.234, con un calo del 25,7% rispetto allo stesso periodo del 2019. Le immatricolazioni di autobus nel nostro Paese, sempre nello stesso periodo, - secondo i dati Acea resi noti dal Centro Studi Continental - sono state 1.302, con un aumento dell'1,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

I dati dei maggiori paesi europei fanno registrare cali generalizzati delle immatricolazioni di autocarri pesanti e autobus, a causa dal lockdown imposto dall'emergenza Coronavirus. Anche il lieve aumento delle immatricolazioni di autobus registrato in Italia nei primi quattro mesi del 2020 non deve trarre in inganno, perché comunque i dati di marzo e aprile sono negativi (rispettivamente -10,1% e -32%). Tornando agli altri paesi europei, nei primi quattro mesi del 2020 le immatricolazioni di veicoli commerciali pesanti sono calate in Germania del 30,8%, in Francia del 39,8%, in Spagna del 23,6% e nel Regno Unito del 38,3%. Nell'intera Unione Europea il calo medio è stato del 35,4%. Anche le immatricolazioni di autobus sono diminuite: in Germania del 6,7%, in Francia dell'8,6%, in Spagna del 48%, nel Regno Unito del 6,7% e nell'intera Ue mediamente del 20,1%

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Mercedes, 25 anni di Sprinter: ora anche elettrico

Dal 1995, venduto in 130 Paesi: ora hi-tech e green

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Venticinque anni e tre generazioni, l'ultima lanciata nel 2018. L'ultima puntata del Meet Mercedes Digital è dedicata allo Sprinter, veicolo commerciale della Stella che ha registrato dal 1995 ad oggi un grande successo di pubblico a livello globale, essendo venduto in ben 130 Paesi nel mondo. A parlare della storia di Sprinter, in studio con la presentatrice Jasmine Blair, è stato Norbert Kunz, con un'esperienza ultraventennale nel marketing della Stella: ''Per sottolineare l'importanza dello Sprinter occorre risalire a 40 anni prima dell'uscita del modello: era 1955 quando il veicolo L 319 iniziò la sua carriera. Dodici anni dopo, nel '67, fu lanciato L 309. Il soprannome di questo veicolo era 'Düsseldorfer' perché era stato prodotto a Düsseldorf, anche lo Sprinter di oggi è prodotto lì. Poi nel '77 viene lanciato il precedessore dello Sprinter, il T1 soprannominato Bremer perché costruito a Brema''. Kunz parla dell'importanza della sicurezza per Mercedes con l'utilizzo di sistemi come l'ABS, un grande passo in avanti nel settore dei veicoli commerciali. Con l'ultimo aggiornamento di Sprinter salgono a bordo una serie di sistemi di assistenza e di infotainment per la massima connettività come ad esempio l'MBUX prerogativa delle passenger cars della Stella. Nuovo Sprinter non è solo sinonimo di sicurezza a lavoro ma anche di sostenibilità: il veicolo commerciale infatti è disponibile anche con la trazione elettrica.

''Non ci sono grandi differenze tra Sprinter ed eSprinter, ad eccezione della trasmissione - spiega Benjamin Kaehler, capo della divisione eDrive@Vans - . Quindi, se hai già guidato Sprinter, passare a eSprinter è più che semplice. La eSprinter combina 25 anni di esperienza Sprinter con la trasmissione elettrica completamente rinnovata. Ed è persino costruito sulla stessa catena di montaggio''. A monte di questo passaggio c'è la grande flessibilità del colosso di Stoccarda: ''eSprinter è il nostro secondo modello elettrico commerciale dopo l'eVito ed è il veicolo che prosegue l'elettrificazione del nostro portafoglio Mercedes-Benz Vans.

Puoi consegnare merci, guidare fino a cantieri edili o fare lavori di manutenzione senza emissioni. - ha poi aggiunto - È un contributo importante alla protezione del nostro clima, ma la nostra offerta di servizi va molto oltre''. Sulla versione elettrica sono disponibili due diverse opzioni di batteria: la flessibilità è fornita anche dalla funzione di ricarica rapida integrata che consente di caricare dal 10 all'80% in soli 25 minuti. L'eSprinter ha un'autonomia massima di oltre 160 chilometri e soddisfa le esigenze della mobilità urbana e del trasporto locale.

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Sofia Ciucchi nuovo direttore generale Scervino

Nuova linea borse sostenibili e con Gimel nuova lineaJunior

Lifestyle Moda
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Ermanno Scervino affida a Sofia Ciucchi la direzione generale del marchio e disegna una nuova strategia di sviluppo, o diretto riporto del presidente e ad Toni Scervino". Sofia Ciucchi, 52 anni, fiorentina, laureata in economia all'Università Bocconi di Milano, ha una lunga carriera nel settore lusso e accessori, prima per 20 nel gruppo Ferragamo, fino a ricoprire il ruolo di vice direttore generale, e negli ultimi tre anni a capo dell'azienda di pelletteria Il Bisonte. "Abbiamo iniziato a collaborare con Sofia - commenta Toni Scervino - con il suo ingresso nel nostro cda a novembre.
    Abbiamo lavorato per delineare il percorso per far crescere l'azienda nei prossimi anni. Abbiamo ridefinito le priorità strategiche e le linee di sviluppo in termini di prodotto e di mercati. Nonostante il Covid, ci siamo rafforzati sul merchandising e sullo stile per le categorie di prodotto che vogliamo far crescere, maglieria e accessori. Stiamo completando la squadra commerciale e marketing, con particolare attenzione ai progetti digitali. La prossima uscita di collezione Resort 2021 è prevista i primi di luglio, la presentazione avverrà in uno showroom fisico e virtuale. Da mesi stiamo lavorando con Ermanno ad una creatività ricca, che esprime appieno il dna del nostro marchio, declinata in diversi temi e gruppi di consegna.
    Un progetto speciale - rivela l'ad - riguarda la nuova linea di borse, per il lancio della quale abbiamo sviluppato una bellissima iniziativa di marketing, che coniugherà in modo innovativo e originale la nostra idea di bellezza, femminilità e sostenibilità. La collezione Ermanno Scervino e la linea della Lingerie&Beachwear saranno presentate a luglio con questa nuova formula, mentre la linea Ermanno, che stiamo riposizionando strategicamente, verrà presentata a settembre". Infine, abbiamo appena firmato un contratto di licenza per affidare la nostra linea Junior alla Gimel, con l'obiettivo di sviluppare assieme un progetto di bambino speciale, raffinato e un po' couture, in coerenza con la creatività del nostro marchio". (ANSA).
   

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Zibibbo di Calabria sulle pagine del New York Times

Dalla Cantina Benvenuto alla "top ten" dei bianchi del Belpaese

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Chiudi Vino: Zibibbo di Calabria sulle pagine del New York Times (ANSA) Vino: Zibibbo di Calabria sulle pagine del New York Times

FRANCAVILLA ANGITOLA (VIBO VALENTIA) - Ha trovato un cantore d'eccezione anche oltre Oceano - dopo essersi fatto conoscere e apprezzare sui mercati di Francia, Regno Unito, Canada, Svizzera, Polonia, Germania, Repubblica Ceca e Kirghizistan - lo zibibbo prodotto da Giovanni Celeste Benvenuto, assurto tra le eccellenze dell'enologia calabrese. E' Eric Asimov, critico del New York Times e nipote del celebre scrittore Isaac.

E così, sulle prestigiose pagine del quotidiano newyorchese, il giovane vignaiolo di Francavilla Angitola (Vibo Valentia), che ha ridato nuova vita ad una produzione locale finita nel tempo in una sorta di ingiusto oblio, ha potuto ottenere una meritata consacrazione per il suo vino inserito, assieme ad altre etichette blasonate, nella top ten dei migliori bianchi del Belpaese.

Ma come nasce questo zibibbo secco che si fregia anche della denominazione Igp e che nulla ha da invidiare a quelli prodotti in Sicilia? Le uve vengono coltivate in regime biologico sulle colline a strapiombo di Francavilla Angitola ad un'altitudine di 350 metri sul livello del mare su terrazze naturali realizzate in un terreno ricco di minerali. Qui si vendemmia, a mano, tra la seconda e la terza decade di settembre, nelle ore più fresche della giornata e applicando una rigorosa selezione manuale dei grappoli. Segue tutto il lavoro di pigiatura, macerazione, pressatura e fermentazione che regala a questo vino le peculiari caratteristiche organolettiche come il grado alcolico 13,5, il colore giallo paglierino con riflessi verdolini e un profumo intenso e complesso, aromatico, con spiccate note minerali e di agrumi e fiori. Nato in Abruzzo, dove la sua famiglia si era trasferita dopo un passaggio a Roma, Giovanni Celeste Benvenuto, laureato in Scienze e tecnologie agrarie e con alle spalle master e la qualifica di sommelier, ha poi deciso di tornare in Calabria per dedicarsi, rapito dai luoghi di origine della sua famiglia e nel ricordo del nonno, alla coltivazione dei terreni di famiglia. E adesso, dopo anni di impegno e passione, per lui è arrivato il momento di godersi la ribalta e questo riconoscimento importante che proietta il suo zibibbo oltre i confini italiani, confermando la validità della sua scelta di vita e di lavoro. .

" Non ricordo di aver visto lo zibibbo da nessuna parte - ha scritto Asimov sul Nyt - tranne che dalla Sicilia, ma questo viene dalla Calabria, la punta dello stivale italiano, dove Giovanni Celeste Benvenuto coltiva biologicamente. Il vino è fragrante, dai profumi sinceri, e scende facilmente. Come molti moscati , è un ottimo accompagnamento estivo". Parole che sono musica per il giovane vignaiolo calabro-abruzzese. "È una enorme soddisfazione - sostiene Benvenuto - ritrovarsi tra i migliori 10 bianchi secondo il New York Times è come raggiungere la vetta dalla quale ti fermi ad ammirare il percorso fatto, pronto poi per ripartire ancora più carico.Aver recuperato lo Zibibbo e poterlo raccontare al mondo è il mio gesto di amore verso la Calabria che amo e che mi ha accolto con amore." 

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BMW, durante weekend la S 1000 XR nei concessionari

Presentazione anticipata da evento digitale sul sito della casa

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Chiudi BMW, durante weekend la S 1000 XR nei concessionari (ANSA) BMW, durante weekend la S 1000 XR nei concessionari

Due giorni di fila per conoscere la nuova BMW S 1000 XR. Domani e domenica, infatti, la rete di vendita BMW Motorrad presenterà la nuova crossover spinta dal 4 cilindri in linea di derivazione superbike e già da ieri è disponibile una ricca presentazione digitale della nuova arrivata della casa dell'elica. Durante il weekend sarà possibile per gli interessati prenotare la presentazione del prodotto contattando direttamente la concessionaria, in modo da rispettare i vincoli di sicurezza e distanziamento sociale richiesti dall'attuale emergenza epidemiologica, oppure prenotare il test ride della nuova moto sfruttando gli strumenti digitali presenti sul sito di BMW Motorrad Italia. Sempre ieri, per andare incontro alla curiosità degli appassionati che non potranno recarsi in concessionaria, la nuova BMW S 1000 XR è stata con un'innovativa modalità di lancio commerciale, ripensata in termini digital per una sorta di 'open day virtuale' dedicata al nuovo modello attraverso un palinsesto video ricco di contenuti, ancora presenti sul sito bmw-motorrad.it, attraverso i quali una serie di argomenti relativi alla nuova BMW S 1000 XR sono stati spiegati nel dettaglio: dalle caratteristiche di prodotto alla tecnica, dai sistemi di sicurezza all'abbigliamento tecnico. La presentazione è arricchita dalle testimonianze dei piloti ufficiali del Team BMW Motorrad WorldSBK e dalla testimonianza di 7 giornalisti di settore, che hanno provato in anteprima questo modello.

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Vacanze in Italia ambite da popolazione grande come Europa

300 mln visualizzazioni Italia, tra Roma, Milano, Venezia, Pisa

ViaggiArt Evasioni
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ROMA - L'esordio di un'estate condizionata dalla pandemia ha motivato ancora di più i viaggiatori che non sembrano intenzionati a rinunciare alle vacanze anche grazie all'apertura delle frontiere regionali e alla ripresa di alcuni voli interni ed internazionali. L'Italia non spaventa e anzi viene considerata come un Paese covid free, iper monitorato e rassicurante stando al monitoraggio social di Enit- Agenzia Nazionale del Turismo. A fine maggio si contano oltre 753.700 citazioni sul viaggio in Italia, di cui 50mila comparse sul web e 703.700 dai social, che hanno prodotto 207 milioni d' interazioni. Le ricerche web sul turismo in Italia producono oltre 300 milioni di visualizzazioni, un numero enorme pari all'intera popolazione europea. Le grandi città d'arte, Roma, Venezia e Milano rilevano il maggior volume di citazioni.
    Sentiment positivo con in testa il Duomo di Milano e la città di Pisa. L'Italia turistica, proprio per il suo primato come destinazione delle vacanze, risente dell calo delle presenze straniere.
    Dall'inizio del 2020 alla fine di aprile il volume degli arrivi aeroportuali in Italia è diminuito del -64,5% rispetto al primo quadrimestre 2019. Al 4 giugno, l'analisi delle prenotazioni aeroportuali estive, da giugno ad agosto, in confronto con i competitor diretti Spagna e Francia, mostra nuovamente una caduta delle prenotazioni sia in Italia che negli altri Paesi analizzati: circa 235mila prenotazioni di passeggeri aeroportuali internazionali per l'Italia, poco meno di 231mila per la Spagna e poco più di 193mila per la Francia. Pertanto, si rileva come l'Italia pur avendo il maggior numero di prenotazioni in corso realizza anche il calo più profondo -87,1% rispetto al -86,5% della Francia e al -84,5% della Spagna.
    L'Italia che riparte punta al recupero dei 65 miliardi di euro previsti in perdita dagli scenari attuali, dove ripresa maggiore è attesa per il mercato interno. Rispetto al periodo maggio- ottobre i cali più evidenti nelle prenotazioni sono quelli dai mercati long-haul: Giappone (-80,9%), Brasile (-74,4%), Sud Corea (-72,9%) come gli Usa e, infine, Australia (-70,2%) frenati dalla prospettiva di una riapertura ritardata dei voli.
    Nel monitoraggio settimanale sull'Italia, alla 11/a settimana di osservazione sull'andamento degli arrivi aeroportuali nel 2020, si osserva ancora una stabilità delle perdite che ci si auspica freni già nei risultati del prossimo bollettino. Si stabilizza la diminuzione delle prenotazioni dall'1 giugno al 12 luglio pari al -91,4%, dovuta al calo della Cina del -99,4% ma diffusa anche a tutti gli altri mercati di origine, sebbene minore nei flussi dalla Francia (-86,6%) e dai Paesi Bassi (-84,6%).
    L'Unione Europea, dal canto suo, sta mettendo in campo manovre per un approccio coordinato al turismo con misure socio-economiche, insieme ai dossier dettagliati e ai webinar del ciclo Turismo per promuovere l'Italia organizzati con il Mibact. (ANSA).
   

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Fusione, pronto il cuore del nuovo supermagnete italiano

Partito da Asg di La Spezia verso Marghera. Destinato a Iter

Scienza & Tecnica Energia
Chiudi Il magnete superconduttore fabbricato in Italia e destinato al reattore sperimentale Iter (ANSA) Il magnete superconduttore fabbricato in Italia e destinato al reattore sperimentale Iter

Completato il cuore del nuovo magnete superconduttore per il progetto Iter, l'ambizioso esperimento scientifico internazionale destinato a dimostrare il potenziale dell'energia a fusione. Il gigantesco manufatto partirà oggi dallo stabilimento di Asg Superconductors, l'azienda a La Spezia che fa capo alla famiglia Malacalza, diretto a Marghera per ulteriori step di costruzione; quindi sarà trasportato a Cadarache, in Francia, dove sarà installato sul grande reattore sperimentale a fusione.

Partecipano al progetto Iter Unione Europea, Cina, Giappone, Usa, Russia, India e Corea del Sud. L'organizzazione Ue che gestisce il contributo europeo a Iter, pari a circa il 50% dell'intero progetto, è Fusion for Energy (F4E).

Attraverso la strategia di Fusion for Energy (F4E), l'organizzazione Ue che gestisce il contributo europeo a Iter (pari a circa il 50% dell'intero progetto), sia di acquisti che di produzione, molte aziende europee e laboratori scientifici hanno partecipato con il loro know-how ed esperienza tecnologica. In totale ben 40 diverse aziende e 700 persone sono state coinvolte solo per la sola produzione dei 10 toroidal field coils, i magneti più grandi e sofisticati al mondo per contenere il plasma. Iter ne utilizzerà in totale 18.

 

 

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Nel lockdown più tempo per le faccende domestiche ma il gap uomo-donna resta

Report Istat, 3,7 milioni di persone hanno lavorato da casa

Lifestyle Società & Diritti
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Nella Fase 1 dell'emergenza Covid, con  3,7 milioni di persone che hanno lavorato da casa secondo i dati Istat,  sia gli uomini che le donne hanno dedicato anche più tempo alle faccende domestiche ma i divari di genere, seppur attenuati, non scompaiono affatto. "Tra le attività di lavoro familiare la preparazione dei pasti è quella che ha coinvolto il maggior numero di persone, il 63,6%. L'analisi di genere conferma l'esistenza di un forte gap (circa 40 punti percentuali): lo ha svolto l'82,9% delle donne contro il 42,9% degli uomini", rileva l'Istat nel report sulla vita quotidiana ai tempi del lockdown. Quanto alle attività di pulizia della casa, "sono state svolte da più di un cittadino su due (54,4%). Anche in questo caso le differenze di genere sono molto elevate (circa 27 punti percentuali), ma evidenziano un gap minore di quello che si riscontra nelle indagini budget time (46 punti di differenze).

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Auto dall'estero senza pagare Iva, sequestro nel Casertano

Conti correnti, auto e beni titolare società. Indagine della GdF

Motori Attualità
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La Guardia di Finanza ha posto sotto sequestro, su ordine del Gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, conti-correnti e beni - tra cui quattro auto - per un valore di 165mila euro intestati alla società Punto Cars, con sede a Recale (Caserta), operativa nella vendita di autovetture; sotto chiave anche i beni del titolare. Secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere che ha coordinato le indagini, la Punto Cars si sarebbe servita di società fittizie, cosiddette "cartiere" (i titolari sono stati denunciati), per importare auto dall'estero e non pagare l'iva, tra il 2014 e il 2016; uno scopo illecito raggiunto soprattutto mediante l'emissione di fatture per operazione inesistenti per quasi 800mila euro. I finanzieri hanno anche scoperto, dall'analisi della documentazione acquisita presso gli uffici della Motorizzazione Civile, che la società utilizzava un secondo altro modus operandi per immatricolare le vetture, ovvero presentava una dichiarazione dell'acquirente che affermava di aver acquistato l'auto direttamente dal venditore estero, e non da Punto Cars, come era effettivamente avvenuto. Le dichiarazioni sono state poi disconosciute dagli acquirenti, convocati dai finanzieri per chiarire eventuali loro complicità nella frode. Le auto, è emerso, venivano acquistate da Punto Cars che falsificava la documentazione consegnata agli acquirenti. 
   

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Clima, a maggio record mondiale di caldo e di gas serra

Lockdown non basta a ridurre concentrazione Co2

Ambiente & Energia Clima
Chiudi Clima, a maggio record mondiale di caldo e di gas serra (ANSA) Clima, a maggio record mondiale di caldo e di gas serra

Caldo record nel mese di maggio 2020 con temperature di 0,63 gradi centigradi al di sopra della media dello stesso mese tra il 1981 e il 2010. Le temperature più calde sono state registrate in alcune zone della Siberia (anche 10 gradi sopra la media), dell'Alaska e dell'Antartide. In Europa, maggio ha registrato temperature più basse rispetto alla media, ma con una netta divisione geografica. Lo rileva il bollettino climatico Copernicus Climate Change Service (C3S).

Ed è record assoluto, a maggio, anche per la concentrazione di anidride carbonica a livello globale che ha raggiunto un picco di 417,1 parti per milione, 2,4 in piu' rispetto al picco del maggio 2019. Lo indica l'Organizzazione mondiale della meteorologia (Wmo) riportando la misurazione della stazione di osservazione di Mauna Loa alle Hawaii, punto di riferimento nel programma Global Atmosphere Watch del Wmo, con stazioni di osservazione in oltre 50 paesi.
   

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Influenza: vaccino raccomandato e gratis bimbi e 60enni

L'estensione della raccomandazione è prevista a causa dell'emergenza COVID-19

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Un bambino vaccinnato in una foto d'archivio (ANSA) Un bambino vaccinnato in una foto d'archivio

La vaccinazione antinfluenzale per la prossima stagione invernale, è raccomandata a tutti i bambini da 6 mesi a 6 anni e agli anziani a partire dai 60 anni di età. Per queste categorie, oltre a quelle già previste, si prevede la gratuità del vaccino. Lo prevede la circolare del ministero della Salute per la stagione influenzale 2020-21. L'estensione della raccomandazione è prevista a causa dell'emergenza COVID-19, "al fine di facilitare la diagnosi differenziale nelle fasce d'età di maggiore rischio di malattia grave".

Nella prossima stagione influenzale, si legge nella circolate ministeriale 'Prevenzione e controllo dell'influenza: raccomandazioni per la stagione 2020-2021', "non è esclusa una co-circolazione di virus influenzali e SarCov2.
    Pertanto, si rende necessario ribadire l'importanza della vaccinazione antinfluenzale, in particolare nei soggetti ad alto rischio di tutte le età, per semplificare la diagnosi e la gestione dei casi sospetti, dati i sintomi simili tra Covid-19 e Influenza. Vaccinando contro l'influenza, inoltre - sottolinea il ministero - si riducono le complicanze da influenza nei soggetti a rischio e gli accessi al pronto soccorso".
    Riferendosi quindi ai bambini - per i quali attualmente la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata in particolari condizioni o se affetti da particolari patologie - la circolare rileva come "stante l'attuale situazione pandemica, non esistono le condizioni per condurre uno studio pilota teso a valutare fattibilità ed efficacia in pratica della vaccinazione influenzale fra i 6 mesi e i 6 anni". Per questo, il ministero rimanda alla bibliografia a oggi disponibile su protezione di comunità ed efficacia della vaccinazione influenzale in età pediatrica, "che mostra - si sottolinea - l'opportunità di raccomandare la vaccinazione in questa fascia di età, anche al fine di ridurre la circolazione del virus influenzale fra gli adulti e gli anziani nell'attuale fase pandemica". Inoltre, "al fine di facilitare la diagnosi differenziale nelle fasce d'età di maggiore rischio di malattia grave, la vaccinazione antinfluenzale può essere offerta gratuitamente nella fascia d'età 60-64 anni", mentre attualmente la gratuità era prevista a partire dai 65 anni. 
   

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Fao presenta rapporto su pesca e acquacoltura mondiale

Webinar l'8 giugno. Discorso di apertura del direttore Qu Dongyu

Terra & Gusto Istituzioni
Chiudi Fao presenta rapporto su pesca e acquacoltura mondiale (ANSA) Fao presenta rapporto su pesca e acquacoltura mondiale

Tutto pronto per la presentazione del rapporto "Stato della Pesca e dell'Acquacoltura Mondiale (Sofia)". Il report di settore, pubblicato ogni due anni dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (Fao) sarà ufficializzato l'8 giugno alle ore 13,00 con un webinar che illustrerà la versione digitale e quella cartacea. Il Direttore Generale della Fao Qu Dongyu terrà il discorso di apertura dell'evento. "Il rapporto - spiega una nota - contiene le cifre sul consumo pro capite di pesce, sull'industria sempre più in crescita dell'acquacoltura e sui trend della pesca marittima suddivise per regione, nazione e specie". Viene sottolineato che "la nuova edizione ha perfezionato i dati sulla pesca di cattura nell'entroterra, importante fonte di cibo e mezzo di sussistenza in molti Paesi". Il rapporto è corredato da un'appendice che riporta gli effetti del Covid-19 sul settore della pesca mondiale, "che è stato il più colpito di tutti dalla pandemia in seguito ai lockdown, "problemi logistici e alla chiusura di ristoranti e locali turistici". Contiene inoltre l'analisi delle iniziative "Sostenibilità in azione", "che mirano a promuovere l'uso sostenibile delle risorse naturali, la sicurezza alimentare e nutrizionale". Si ricorda infine che il settore della pesca e l'acquacoltura rappresenta un fatturato globale annuo pari a mezzo trilione di dollari 

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Volkswagen, documentario celebra rinascita il 5 giugno 1945

Esercito GB entrò a Wolfsburg avviando la produzione di auto

Motori Industria
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In Germania, esattamente 75 anni fa (era il 5 giugno del 1945) l'esercito britannico entrò nella zona di occupazione assegnata, sostituendo le truppe statunitensi. A Wolfsburg, il Governo militare britannico assunse la gestione fiduciaria della Volkswagenwerk GmbH, dando inizio a una storia unica del dopoguerra. La figura chiave della storia che rappresenta a tutti gli effetti la nascita del grande Gruppo automobilistico - come racconta un comunicato della Volkswagen - fu il maggiore Ivan Hirst, allora 28enne. Con un talento per l'improvvisazione, con le capacità organizzative e con l'enorme lungimiranza, Hirst rimodellò infatti la fabbrica di armamenti, in gran parte danneggiata e destinata alla demolizione, in una fabbrica di automobili. In questo modo, gli inglesi prepararono il terreno per il successo del Maggiolino e gettarono le basi per l'odierna Volkswagen. Volkswagen onora oggi l'era britannica con il video documentario di 30 minuti 'My brief was very simple' (https://www.youtube.com/watch?v=VysqC-TEeoU&feature=youtu.be) in cui viene riproposta l'ultima intervista rilasciata dal maggiore Hirst nel 1999 ed in cui si racconta la sua presenza a Wolfsburg dall'agosto del 1945 all'agosto del 1949. Cinque 'capitoli' descrivono la decisiva fase di 'rivoluzione' della Volkswagen dopo la Seconda Guerra Mondiale.

"All'Inizio - racconta Hirst citando quello che è diventato il titolo del documentario - il mio brief era stato molto semplice: vai a Wolfsburg, trova la fabbrica e insediati. Non mi avevano nemmeno detto che fosse una fabbrica Volkswagen". Il maggiore arrivò a Wolfsburg nell'agosto del 1945. "C'era uno stabilimento moderno - ricorda - pronto per partire, con una forza lavoro, un management tedesco e un prodotto che era stato già stato presentato". Ma facciamo un passo indietro: Alla fine della guerra, la Volkswagenwerk GmbH era rimasta senza proprietario, poiché l'organizzazione nazionalsocialista Deutsche Arbeitsfront (Fronte laburista tedesco) aveva cessato di esistere.

L'impianto, progettato come fabbrica modello per la produzione del KdF-Wagen, aveva costruito durante il conflitto beni militari utilizzando circa 20.000 lavoratori prigionieri. E come ex fabbrica di armamenti, ne era stata prevista la demolizione a guerra terminata. Tuttavia, in seguito alla liberazione dell'impianto, gli americani vi avevano collocato una serie di officine per revisionare i loro mezzi e perfino per costruire con gli abbondanti ricambi anche una serie di Jeep. Quando gli inglesi entrarono nella zona di occupazione nel giugno del 1945 mandando il maggiore Hirst a Wolfsburg, questi assunse la responsabilità di 'senior resident officer' valutando fin da subito che la fabbrica offriva un potenziale molto maggiore rispetto all'uso come officina di riparazione. Hirst valutò anche che la produzione di veicoli avrebbe aiutato a rimediare alle carenze del trasporto dell'esercito britannico. Il colonnello Michael McEvoy, diretto superiore di Hirst, sostenne la ripresa della produzione a Wolfsburg. McEvoy, che aveva già visto la progenitrice del Maggiolino nel 1939 al Salone dell'Auto di Berlino, per convincere il Governo militare britannico presentò al quartier generale un esemplare integro che Hirst aveva trovato in fabbrica e che era stato dipinto in colore kaki. Il 22 agosto 1945 arrivò un ordine per fornire 20.000 veicoli all'esercito, seguito due settimane dopo, da un secondo ordine per altre 20.000 auto. Il primo Maggiolino 'Made by Hirst' lasciò Wolfsburg il 27 dicembre 1945. Una delle problematiche legate al nuovo inizio era quella delle forniture: acciaio, batterie, tessuti e vetri erano scarsissimi nella Germania del dopoguerra. Ma attraverso abili negoziati, Hirst fu in grado di convincere il Governo militare britannico ad allocare i materiali richiesti in quantità sufficiente a produrre 1.000 veicoli al mese, obiettivo che fu raggiunto per la prima volta nel marzo del 1946. Nel giugno dello stesso anno arrivò come direttore generale l'avvocato Herrmann Muench, che introdusse importanti cambiamenti come la creazione di una direzione tecnica e una commerciale. Gli inglesi furono così in gradi di migliorare qualità delle auto e della produzione, formando il personale del servizio clienti e iniziando a sviluppare le concessionarie.

Sforzi che ebbero un immediato successo, tanto Volkswagen fu in grado di iniziare le esportazioni nell'ottobre del 1947. In vista delle buone prospettive per il futuro, i fiduciari britannici decisero a quel punto di trasferire la gestione dell'impianto a un esperto e di restituire la società alla responsabilità tedesca. Heinrich Nordhoff fu nominato AD il primo gennaio 1948 e l'8 ottobre 1949, il Governo militare britannico trasferì l'amministrazione della Volkswagenwerk GmbH al Governo tedesco.

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Bentley Bentayga, raggiunta quota 20mila esemplari

SUV di lusso senza mezze misure è anche ibrido plug-in

Motori Prove e Novità
Chiudi Bentley Bentayga, raggiunta quota 20mila esemplari (ANSA) Bentley Bentayga, raggiunta quota 20mila esemplari

Bentley Motors ha costruito venti mila Bentayga dall'inizio della produzione e le consegne dei clienti nel 2016.

Il modello in questione è il SUV pensato per la casa inglese per offrire una vera esperienza di guida Bentley e mostrando un lusso senza precedenti, unito a prestazioni per un utlizzo anche in condizioni estreme. La pluripremiata Bentayga ha stabilito il punto di riferimento per i SUV di lusso nel 2016 con le sue possibilità di guida ovunque e il lusso senza mezzi termini che la contraddistingue. I primi clienti hanno ricevuto i loro veicoli all'inizio del 2016 e nei quattro anni successivi, 20000 Bentayga sono state realizzate artigianalmente dalla forza lavoro specializzata dello stabilimento Bentley di Crewe.

Ciascun esemplare ha trascorso più di 100 ore su una linea di produzione dedicata, dove un team di 230 artigiani assemblano meticolosamente a mano ogni Bentayga. L'interno della Bentayga ha stabilito nuovi standard sia per il lusso che per la precisione, tra i materiali come legno, pelle ed elementi metallici. Il programma di sviluppo del marchio Bentayga è stato il più esaustivo nella storia del marchio Bentley e ha raggiunto strade di ogni tipo e in cinque continenti: da fango e ghiaia del Sud Africa alle dune di Dubai, i campi fangosi del Cheshire, dai -30 gradi di Capo Nord fino ai +50 del deserto. Uno dei principali successi della Bentayga è stata l'introduzione di Bentley Dynamic Ride che contrasta istantaneamente le forze laterali di rotolamento in curva e assicura il massimo contatto con gli pneumatici per offrire stabilità, comfort di marcia e maneggevolezza. Il nuovo modello ibrido plug-in combina un motore elettrico avanzato con un potente ed efficiente motore a benzina V6 di nuova generazione. La versione ibrida del SUV 'più lussuoso del mondo' sarà il modello più efficiente dell'azienda con emissioni di CO2 di 79 g/km (WLTP).

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Diabete: consulti psicologici gratis contro stress da Covid

Il disturbo può mettere a rischio l'aderenza alle terapie

Salute & Benessere Diabete
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Lo stress da coronavirus può pregiudicare l'aderenza alle terapie per il diabete. E può colpire anche i medici diabetologi che, a causa dell'emergenza Covid, possono essere a rischio di ansia per la rivoluzione avvenuta nel loro lavoro. Ecco perché l'Associazione medici diabetologi (Amd) e la Società italiana di diabetologia (Sid) hanno avviato il progetto 'Psicologi in linea per la diabetologia'. Sui siti web di entrambe le società scientifiche è stato pubblicato un elenco di psicologi, con un breve profilo, regione di appartenenza, contatto e-mail e numero di telefono, che si sono resi disponibili a un consulto gratuito. Per i pazienti e gli operatori sanitari interessati a usufruire del servizio, sarà sufficiente contattare uno degli specialisti presenti nell'elenco per fissare un appuntamento e compilare il consenso informato. La consulenza avverrà online, grazie a Skype, videochiamata di WhatsApp o con una telefonata. "L'emergenza Covid-19 ha attivato emozioni di paura, solitudine e isolamento - commenta Francesco Purrello, presidente della Sid - Anche le abitudini imposte dalla cosiddetta 'nuova normalità' rendono necessario un processo di riadattamento, non sempre facile da attivare. Le persone con diabete sono tra le categorie più a rischio: l'alterazione della routine quotidiana può modificare in loro i comportamenti alla base di una buona auto-gestione e compromettere stili di vita sani".
    Parlando del servizio aperto anche ai medici, il presidente di Amd, Paolo di Bartolo, sottolinea come "con il coronavirus, il diabetologo, così come tutti gli altri medici, si è trovato ad affrontare un'emergenza senza precedenti, contro un nemico invisibile che ha colto tutti di sorpresa" e "hanno dovuto elaborare una trasformazione che richiede una grande compartecipazione sia di tipo cognitivo sia di tipo emotivo affettivo".
   

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Opel Maxx, 25 anni fa il primo 'tre in linea' della casa

Modulabile e 'sostenibile' grazie ad alluminio e leggerezza

Motori Industria
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Tra l'aumento della domanda degli utenti per un basso consumo di carburante e le normative sempre più severe, i motori a tre cilindri ad alta efficienza sono sempre più richiesti. Sul fronte Opel, se la nuova Astra occupa una posizione di primo piano nella categoria di vetture dotate di tecnologie a basse emissioni di anidride carbonica, la casa tedesca ha alle spalle venticinque anni di sviluppo di motori a tre cilindri. Il primo era stato presentato nel 1995 al Salone di Ginevra, con Opel MAXX. Allora, i propulsori tre cilindri erano ancora piuttosto rari, nonostante i loro vantaggi rispetto ai quattro cilindri, come maggiore efficienza, minor peso e minori perdite per attrito. MAXX rappresentava quindi un concetto innovativo per un futuro veicolo urbano all'avanguardia, alimentato da un motore a benzina tre cilindri.



Meno di 12 mesi dopo, Opel ha sorpreso annunciando l'intenzione di mettere il 'tre in linea' nella produzione in serie. Tale decisione fece di Opel il primo costruttore automobilistico europeo a sviluppare un moderno motore tre cilindri pronto per la produzione. Per MAXX, invece di pannelli in acciaio stampato, il corpo era realizzato in alluminio estruso, in modo che la fabbrica potesse facilmente produrre sezioni di varie dimensioni e forme. Le sezioni sono state saldate insieme per formare un telaio, parzialmente esposto e che è considerato all'origine nel design degli esterni e degli interni. Il telaio forniva non solo la massima sicurezza, ma anche la base per la costruzione modulare, chiave del concetto opel MAXX e precursore delle moderne piattaforme flessibili. Cabrio, pick-up, fuoristrada, furgone o un modello di taxi, in sostanza, erano possibili sulla stessa piattaforma. Se i clienti non potevano modificare le dimensioni, potevano variare la configurazione e le dotazioni interne, anche dopo aver preso in consegna il veicolo. Un altro obiettivo importante era la compatibilità ambientale e in quest'ottica si muoveva l'utilizzo dell'alluminio che non solo è facile da riciclare, ma è anche leggero. Opel MAXX pesava solo 600 kg e ciò consentiva ulteriori risparmi energetici.

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Al via "Increase" per favorire biodiversità e consumo legumi

Progetto Horizon 2020 con 28 partner tra cui Fao,capofila Univpm

Terra & Gusto Mondo Agricolo
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ANCONA - Al via il progetto Increase (Intelligent collections of food-legume genetic resources for european agrofood systems), capofila l'Università politecnica delle Marche, con 28 partner tra i quali la Fao. Il lancio dell'iniziativa di ricerca, un progetto europeo Horizon 2020 (fondi per 7 milioni euro in cinque anni) coordinato dal Prof. Roberto Papa di Univpm, è stato lanciato da partner di 14 Paesi: esaminando lo stato delle risorse genetiche vegetali di quattro importanti legumi alimentari tradizionali europei (ceci, fagioli, lenticchie e lupini), il consorzio mira a sviluppare strumenti e metodi di conservazione efficienti ed efficaci per favorire la biodiversità agricola in Europa e promuovere la coltivazione e il consumo delle leguminose alimentari.

Nel 2019 il rapporto Ipcc "Cambiamento climatico e uso del suolo" ha indicato la transizione alimentare verso nuove diete a base prevalentemente vegetale come una delle più "importanti opportunità di adattamento e mitigazione ai cambiamenti climatici".

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Giornata Ambiente: Michel, emissioni zero entro 2050

Ripresa da Covid-19 ancorata a nostre ambizioni green

Ambiente & Energia Inquinamento
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"La nostra ripresa dal Covid-19 sarà ancorata alle nostre ambizioni green - rendere l'Europa il primo continente climaticamente neutrale entro il 2050. È il tempo della natura". Così in un tweet il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, in occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente, sottolineando che "una società premurosa" è una società che "si prende cura delle persone e dell'ambiente". 

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Animali non 'distanziati' da auto, come limitare incidenti

Indagine RACE: 'ridurre velocità e non tentare di schivarli'

Motori Sicurezza
Chiudi Animali non 'distanziati' da auto, come limitare incidenti (ANSA) Animali non 'distanziati' da auto, come limitare incidenti

Ogni giorno immagini e notizie confermano i radicali cambiamenti che la pandemia, e il relativo lockdown, hanno generato nel comportamento degli animali selvatici, soprattutto nel loro rapporto non più 'distanziato' con le aree urbanizzate e le strade.
Un rapporto del Reale Automobile Club di Spagna (RACE) lancia l'allarme sulle conseguenze degli incidenti che possono essere causati da cani randagi, cinghiali, caprioli e cervi, stigmatizzano che il problema principale per gli occupanti delle auto non è la collisione stessa, ma la situazione di rischio che può derivare dall'incidente, come l'uscita dalla strada o l'invasione della corsia opposta.
Le moderne automobili, fatto salvo il caso degli animali più grossi - come le alci che si incontrano nel Nord Europa - sono infatti costruite con strutture frontali rinforzate che minimizzano i danni strutturali.
Ma come evidenzia un video realizzato da RACE in collaborazione con l'omologo tedesco ADAC (https://www.youtube.com/watch?v=lJprmX1L9tw&feature=emb_logo) un cinghiale del peso di 40 kg, simulato con un manichino, se investito a 80 km/h provoca una importante deformazione del frontale.
La maggior parte di questi incidenti, segnala il RACE, si verificano su strade secondarie e in condizioni di scarsa visibilità, con situazioni - secondo una indagine su i conducenti che hanno vissuto questa brutta avventura - di rischio da frenata di emergenza (73%), ribaltamento (50%), invasione della corsia opposta (24%) e persino uscita della strada (4%).
Il Reale Automobile Club di Spagna ricorda anche come ridurre al minimo le conseguenze di un incidente con un animale. In primo luogo occorre moderare la velocità nelle zone che possono comportare questo rischio, ad esempio le aree urbane che confinano con la campagna o dove sono presenti rifiuti alimentari.
Frenare per arrivare all'impatto alla velocità più bassa possibile e rimanere nella corsia senza fare movimenti improvvisi è il comportamento corretto per ridurre al minimo i danni alle persone. Va invece evitata la tendenza, spontanea, a sterzare bruscamente per cercare di evitare l'animale perché questo può avere conseguenze molto peggiori, come un incidente frontale contro un altro veicolo o colpire ostacoli sul lato della strada.
Gli aiuti tecnologici presenti nelle auto moderne - come l'ABS e la frenata automatica di emergenza - sono grandi alleati in questo casi e lo sono soprattutto, ma diffusi solo in pochi modelli di fascia alta, i sistemi di visione notturna a infrarossi o di illuminazione laser degli 'ostacoli' che si spostano al lato della strada.
RACE ribadisce, comunque, che moderando la velocità si ha il tempo di reagire efficacemente. Viaggiando a 80 km/h, resta il tempo per arrestare l'auto quando un animale selvatico si ferma sulla strada a 60 metri di distanza, ma se la velocità sale già a 100 km/h, lo spazio non è più sufficiente e l'animale (sempre a 60 metri) viene colpito rovinosamente a 61,1 km/h.

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Fase 3: Speranza, non pensare che la battaglia sia vinta

'Siamo in una fase diversa, ma dobbiamo essere prudenti'

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Il ministro della Salute Roberto Speranza (ANSA) Il ministro della Salute Roberto Speranza

"Oggi siamo in una fase diversa di questa epidemia, ma dobbiamo ancora essere prudenti. Non bisogna pensare che sia tutto finito e che la battaglia sia vinta. Il nemico insidioso è ancora lì, bisogna avere la massima cautela".
    Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, a Bologna per l'inaugurazione del secondo modulo dell'Hub nazionale e regionale di terapia intensiva. 

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Prima web tv bimbi per corretti stili vita in tempo di Covid

'Dammi il 5' dal 9/6 con consulenza Bambino Gesù e diabetologi

Salute & Benessere Sanità
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(ANSA) - ROMA, 05 GIU - Nasce 'Dammi il 5, i colori della salute'. E' la prima web tv per bambini dedicata ai corretti stili di vita in tempo di Covid. La piattaforma partirà il 9 giugno con programmazione quotidiana, dalle 14 alle 17. Nel palinsesto studiato per l'età 5-10 anni, 5 supereroi insegneranno sana alimentazione e lotta alla sedentarietà, tra giochi e intrattenimento, rispondendo ai dubbi dei più piccoli sulla pandemia. Protagonisti i cinque colori della salute che prenderanno la forma di altrettanti supereroi, i Di5, ciascuno con il suo potere del benessere. La piattaforma https://dammiil5.tv/, presentata oggi in una conferenza stampa virtuale alla presenza del viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, nasce con il contributo dell'Unione Europea, il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la consulenza scientifica dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e della Società di Diabetologia. È un progetto di Matigroup e di Intermedia per la Comunicazione integrata, con la collaborazione dell'associazione Pancrazio, costituita da studenti universitari, soprattutto di Medicina.
    "Siamo tutti a casa - afferma Massimo Andreoni, virologo del Policlinico Tor Vergata e Direttore scientifico della Società Italiana di Malattie infettive - non soltanto perché le scuole sono chiuse, ma anche per una chiamata al senso di responsabilità collettiva. Con 'Dammi il 5' cercheremo di trovare il buono di questo rinascimento tecnologico e digitale, sfruttandolo per raccontare tutto ciò che i più piccoli vogliono e devono sapere sul Covid-19. Che cos'è il coronavirus? Perché non possiamo andare a scuola? Cosa dobbiamo fare per non ammalarci? Sono tante le domande che i bambini si pongono. Hanno bisogno di spiegazioni scientifiche, oneste e chiare, bisogna solo trovare le parole per dirlo. Ci riusciremo con questa sorta di scuola virtuale che alla scuola però non ha l'ambizione di sostituirsi, ma solo di affiancarsi".
   

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Ambiente: capsule di caffè si 'trasformano' in compost

Iniziativa Nespresso per tazzina a impatto positivo

Terra & Gusto In breve
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MILANO - Torna per il secondo anno consecutivo l'iniziativa di Nespresso per la creazione di una tazzina di caffè ad impatto positivo: dall'8 giugno, infatti, tutti i clienti che riporteranno le capsule esauste nelle Boutique Nespresso dove è attivo il servizio di raccolta riceveranno in omaggio un sacchetto di compost da 1kg, fino ad esaurimento scorte.

Attraverso questa iniziativa, Nespresso sostiene l'idea della circolarità che sta anche alla base dell'iniziativa "Da Chicco a Chicco", il programma che racconta il viaggio compiuto dal chicco di caffè lungo tutta la filiera di produzione, dalla sua coltivazione nei territori d'origine fino alla sua trasformazione in chicco di riso, proveniente da una risaia dove come fertilizzante viene utilizzato proprio il compost generato dal caffè delle capsule esauste. Il processo di riciclo delle capsule vede il diretto coinvolgimento dei consumatori. Sono proprio i consumatori, infatti, a contribuire al progetto di riciclo del brand, riconsegnando le capsule esauste. Una volta raccolte, le capsule vengono portate ad un impianto che permette di separare i residui di caffè dall'alluminio, avviando i materiali a due differenti cicli di recupero. L'alluminio, che viene riciclato al 100%, viene destinato alle fonderie per avviare il processo di riciclo che lo trasformerà in nuovi oggetti. Il caffè diventa invece compost e viene donato a una risaia. Il riso prodotto viene riacquistato da Nespresso e successivamente donato a Banco Alimentare della Lombardia. Finora il programma, attivo attraverso 113 punti di raccolta in 67 città italiane, ha permesso di donare 2 milioni 954 mila porzioni di riso a Banco Alimentare della Lombardia.

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Coronavirus: Bentley annuncia 1000 esuberi

Proprietà tedesca punta a uscite volontarie, pandemia è concausa

Motori Industria
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Anche Bentley, storico marchio britannico delle automobili di lusso da tempo controllato dal colosso tedesco Volkswagen, si prepara a tagliare posti di lavoro sullo sfondo dei contraccolpi generati dall'emergenza coronavirus e dal lockdown. Lo ha annunciato oggi la proprietà, indicando l'obiettivo di 1000 "uscite volontarie" di lavoratori dell'impianto di Crewe, in Inghilterra, dove al momento l'azienda conta 4200 dipendenti. La pandemia, ha precisato il management, "non è la causa" unica del piano di esuberi, bensì un elemento che "ha affrettato" le decisioni. 

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Corte Conti Ue, inefficaci le misure Pac per la biodiversità

Nonostante impegni continua declino specie su terreni agricoli

Terra & Gusto Istituzioni
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BRUXELLES - Le misure per l'ambiente previste dalla Politica agricola comune e la strategia sulla biodiversità adottata nel 2011 non hanno fermato il declino della diversità biologica in Europa. Lo denuncia la Corte dei Conti Ue nella sua relazione speciale 'Biodiversità nei terreni agricoli: il contributo della Pac non ne ha arrestato il declino'. Dal 1990, le popolazioni di uccelli e di farfalle comuni presenti nei terreni agricoli sono diminuite di oltre il 30%, nonostante nel solo periodo 2014-2020 la Commissione abbia previsto di spendere 86 miliardi di euro per la biodiversità, di cui 66 dalla Pac.

In particolare, sottolinea il rapporto della Corte dei conti, non funzionano al massimo del loro potenziale le misure 'verdi' e la condizionalità degli aiuti diretti agli agricoltori (circa il 70% del bilancio Pac) al rispetto di alcuni standard ambientali. Il monitoraggio della Commissione europea per le spese della Pac a beneficio della biodiversità non è affidabile, continua la Corte, e l'efficacia dei finanziamenti è limitata oppure non nota. La Corte rileva inoltre che il regime di sanzioni nell'ambito della condizionalità non ha prodotto un impatto certo e le potenzialità delle misure di inverdimento non sono state pienamente sfruttate. Gli audit raccomandano alla Commissione di coordinare meglio la strategia sulla biodiversità fino al 2030, potenziare il contributo dei pagamenti diretti e dello sviluppo rurale alla biodiversità nei terreni agricoli, consentire una più precisa tracciabilità delle spese finanziate ed elaborare indicatori affidabili per valutare l'impatto ambientale della Pac. 

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Ford, filtri aria potenziati contro allergie su intera gamma

Impossibile test contro il SARS-CoV-2 ma prevista alta efficacia

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Chiudi Ford, filtri aria potenziati contro allergie su intera gamma (ANSA) Ford, filtri aria potenziati contro allergie su intera gamma

Ford mette a disposizione sui suoi veicoli un filtro dell'aria potenziato, in grado di fornire il sollievo a coloro che soffrono della cosiddetta febbre da fieno e di allergie stagionali.

Il filtro Ford micronAir proTect, sviluppato dagli esperti in materia di Freudenberg, è altamente efficace nel catturare una vasta gamma di germi nocivi, allergeni e persino virus, che possono causare significativi problemi di salute.

Il sistema utilizza il carbonio abbinato a uno speciale strato attivo ricavato da una ricetta segreta che comprende l'acido citrico, presente nei limoni. Questo sistema fornisce protezione contro batteri, lieviti e funghi indesiderati, offrendo anche proprietà antivirali.

Il Ford micronAir proTect è in grado di intrappolare particelle molto piccole fino a 0,05 micron, meno di un millesimo dello spessore di un capello umano. Se montato sul sistema di ventilazione del veicolo, può diluire la concentrazione di particelle nocive che entrano nella cabina e rimuovere le goccioline contenenti virus il più rapidamente possibile, riducendo la possibilità di ulteriori contaminazioni e infezioni.

Il filtro presenta un elemento a carbone attivo progettato per offrire una protezione aggiuntiva contro l'inquinamento dannoso, come particelle e gas acidi, e una barriera in microfibra multistrato che trattiene le particelle più piccole, polvere e polline.

Inoltre, il filtro agisce attivamente nei confronti di alcuni agenti che si trovano nell'abitacolo, dimostrando un'efficacia del 99,9% nell'inattivare i virus che vengono a contatto con lo speciale strato attivo. Questi includono l'influenza suina (H1N1) e il virus HCov-229E. Le condizioni attuali rendono troppo pericoloso testare il filtro contro il SARS-CoV-2, il coronavirus che causa la malattia legata al Covid-19, ma Freudenberg ne stima, anche in questo caso, un'efficacia del 99,9%.

I concessionari Ford possono fornire e montare il filtro su Focus, Kuga, Mondeo, S MAX e Galaxy, e, ora, anche su Fiesta, Puma ed EcoSport, mentre per Transit Courier e Tourneo Courier sarà disponibile entro la fine dell'estate.

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Hertz lancia pay per Drive, per chi percorre distanze brevi

Include guidatore aggiuntivo e riconsegna in agenzia diversa

Motori Attualità
Chiudi Hertz lancia pay per Drive, per chi percorre distanze brevi (ANSA) Hertz lancia pay per Drive, per chi percorre distanze brevi

Hertz lancia Pay per Drive, la prima formula di noleggio studiata su misura per chi percorre distanze brevi. Per non rinunciare alla comodità e alla sicurezza di spostarsi in auto, disponendo di un veicolo sempre igienizzato, Hertz ha studiato una soluzione per coloro che percorrono un numero limitato di chilometri: Pay per Drive. Questa iniziativa predilige, infatti, il concetto di massima flessibilità e consente di pagare solo i chilometri effettivamente percorsi con la certezza di viaggiare a bordo di un'auto igienizzata e sanificata prima di ogni nuovo noleggio, in aggiunta alle normali procedure di pulizia. Il cliente potrà noleggiare l'auto che preferisce, all'interno di un'ampia gamma, per una durata da 7 a 30 giorni, rinnovabile ogni mese. Per agevolare la scelta, Hertz mette a disposizione tre taglie: Piccola (S), Media (M), Grande (L). Ad ognuna corrisponderà una tariffa giornaliera predefinita (Iva inclusa): piccola (S): Fiat Panda (o altro modello) da 8,30 euro al giorno+ 0,12 euro per ogni chilometro. Ad esempio per una percorrenza di 30 km al giorno è prevista una spesa di 11,90 euro (con un noleggio minimo di 7 giorni); media (M): Fiat 500L (o altro modello) da 11,60 euro al giorno + 0,12 euro per ogni chilometro; grande (L): Fiat 500X (o altro modello) da 15 euro al giorno + 0,12 euro per ogni chilometro.

Inoltre il noleggio includerà il guidatore aggiuntivo gratuito e la possibilità di riconsegnare l'auto in un'agenzia diversa per agevolare la logistica del noleggiatore.

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Audi, 10 minuti di ricarica per 110 km di autonomia

Numeri di eccellenza per la e-tron 55 quattro e e-tron Sportback

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Chiudi Audi, 10 minuti di ricarica per 110 km di autonomia (ANSA) Audi, 10 minuti di ricarica per 110 km di autonomia

La rapidità di ricarica è uno degli elementi fondamentali per il successo della mobilità elettrica.

Lo sa bene Audi che per consentire alle sue auto elettrificate di raggiungere un'autonomia di 110 chilometri, prevede una sosta a una stazione HPC per l'auto da ricaricare di appena 10 minuti.

In particolare, Audi e-tron 55 quattro e Audi e-tron Sportback 55 quattro garantiscono prestazioni di ricarica superiori ai competitor diretti. Per sfruttare al meglio le stazioni HPC (High Power Charging), infatti, oltre alla potenza massima di ricarica è necessario poter contare su di un elevato assorbimento effettivo d'energia, protratto per un ampio range del processo di rifornimento. Se, diversamente, l'auto si ricarica alla massima potenza solo all'interno di una finestra temporale contenuta e, successivamente, vede ridursi rapidamente le performance, la velocità dell'intera operazione ne risente e le tempistiche di dilatano.

Più che la potenza massima, è l'assorbimento d'energia per unità di tempo il parametro cruciale nel valutare le prestazioni in fase di ricarica da parte di un modello BEV. Un parametro che, in una configurazione ideale, concorre a disegnare una curva di ricarica il più elevata e "piatta" possibile. Senza vistosi cali dopo il picco iniziale.

A tal proposito, i suv elettrici dei quattro anelli possono contare su di una curva di ricarica caratterizzata da una notevole rapidità nel raggiungere il picco (150 kW) e da una marcata costanza nel mantenerlo. In condizioni ideali, con un livello d'energia tra il 5% e il 70%, le versioni 55 quattro di Audi e-tron e Audi e-tron Sportback si ricaricano con potenze costantemente prossime alla soglia massima, prima che la gestione intelligente della batteria porti a una riduzione della corrente. La costanza in fase di ricarica dei modelli Audi e-tron 55 quattro si traduce in vantaggi concreti nella guida di tutti i giorni: per ottenere un'autonomia di circa 110 chilometri, in condizioni ideali il cliente sosta alla colonnina HPC per soli 10 minuti, mentre l'80% dell'energia viene accumulato in 30 minuti. Per colmare il restante 20% - e passare così dal 5% al 100% dell'energia - sono necessari 45 minuti: una prestazione migliore rispetto alle vetture della concorrenza. Un vantaggio tecnico che si traduce nella massima fruibilità tanto nell'utilizzo quotidiano quanto nella programmazione degli spostamenti a lungo raggio.

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Auto: Patuanelli, riflettere su incentivi a vendite

Posizioni diverse su incentivi, sia frutto dibattito Parlamento

Motori Attualità
Chiudi Patuanelli (ANSA) Patuanelli

La filiera dell'automotive ha una catena del valore molto alta e "deve essere sostenuta". Lo ha affermato il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli in una intervista a Radio anch'io. "Le modalità con le quali sostenerla - ha detto - deve essere frutto del dibattito parlamentare. E' inutile negare che ci siano posizioni diverse dentro la maggioranza noi riteniamo che sia imprescindibile mantenere il rispetto degli obiettivi della riduzione del Co2". Patuanelli ha affermato che l'intenzione è di incentivare più l'elettrico rispetto all'intero settore ma ha ricordato "l'eccezionalità del momento" ed ha aperto ad altri tipi di incentivazione. " C'è un grandissimo parco macchine prodotto ma non venduto a piazzale - ha detto - credo che obblighi a una riflessione su come incentivare la vendita".

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Poltu Quatu Classic, a luglio Concorso d'Eleganza

In Costa Smeralda auto da collezioni italiane ed europee

Motori Attualità
Chiudi Poltu Quatu Classic, a luglio Concorso d'Eleganza (ANSA) Poltu Quatu Classic, a luglio Concorso d'Eleganza

Poltu Quatu Classic ritorna sulla scena dei grandi eventi internazionali con la quinta edizione del Concorso d'Eleganza. Il 10, 11 e 12 luglio sfileranno infatti per le strade della Costa Smeralda autentici gioielli a quattro ruote provenienti dalle più importanti collezioni di auto d'epoca italiane ed europee. La giuria del concorso sarà presieduta per il terzo anno consecutivo da Paolo Tumminelli, il noto storico dell'automobile che ha creato e affinato in questi anni un sistema di valutazione preciso. Con lui ci saranno anche il designer Fabrizio Giugiaro che disegnerà e realizzerà come da tradizione il trofeo 'Best in Show' che sarà assegnato al vincitore del concorso, Dominik Fischlin del Comitato del Concorso d'Eleganza di Villa d'Este e rappresentante FIVA, Luciano Bertolero fondatore di Auto Classic, Afshin Behnia CEO di Petrolicious, Alberto Vassallo CEO di Car and Vintage e J.Philip Rathgen CEO di Classic Driver. La giuria dell'edizione 2020 della manifestazione sarà poi completata da altri personaggi noti del mondo dei motori. Le novità inserite quest'anno nel programma riguardano soprattutto la giornata di sabato che inizierà la mattina con un lungo tour panoramicò della Costa Smeralda attraverso un percorso studiato per l'occasione dagli organizzatori. Il resto della giornata sarà speso in relax sulla spiaggia di Capriccioli, resa celebre dal film '007 la spia che mi amava' nel quale il protagonista Roger Moore emergeva dall'acqua con la sua macchina anfibia.

Confermato lo svolgimento in notturna della sfilata finale delle automobili davanti alla giuria che avverrà sabato 11 luglio dopo la Cena di Gala al Grand Hotel Poltu Quatu nella celebre piazzetta illuminata a giorno per l'occasione.

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PSA e Punch Powertrain, nuova jv per l'elettrificazione

Progetto e fornitura cambio a doppia frizione DT2

Motori Industria
Chiudi PSA e Punch Powertrain, nuova jv per l'elettrificazione (ANSA) PSA e Punch Powertrain, nuova jv per l'elettrificazione

Groupe PSA e Punch Powertrain hanno siglato un accordo per creare una seconda joint venture ed estendere la loro partnership nel campo dell'elettrificazione.

Punch Powertrain ha il controllo di maggioranza (61%/39%) nella nuova joint venture, che progetterà, produrrà e fornirà il cambio a doppia frizione DT2 di Punch Powertrain per la prossima generazione di veicoli ibridi elettrici leggeri (MHEV) e ibridi ricaricabili (PHEV). La joint venture fornirà inizialmente Groupe PSA per le sue operazioni in tutto il mondo e mira a stimolare accordi con altre case automobilistiche. L'accordo di joint venture è soggetto all'approvazione delle procedure normative standard.

Punch Powertrain fornirà tutte le attività relative alla sua linea di prodotti DT2, comprese le funzioni di ingegneria, produzione e supporto a livello mondiale alla nuova società, che dovrebbe essere operativa entro il terzo trimestre del 2020.

Punch Powertrain trasferirà anche alla nuova società le sue attuali strutture correlate a DT2, con sede a Sint-Truiden, Belgio, e Eindhoven, Paesi Bassi. Groupe PSA attuerà una politica di investimento di liquidità nella joint venture.

La nuova joint venture, ‘Punch Powertrain PSA e-transmission’, fornirà le trasmissioni automatiche innovative, ultra efficienti e compatte di Punch Powertrain. Conosciuta come la DT2, questa trasmissione a doppia frizione economica è la prima sul mercato a integrare un motore elettrico in un veicolo elettrico ibrido leggero.

Quest'ultima joint venture fornirà una delle prime soluzioni a 48 V del settore per dotare veicoli elettrici ibridi leggeri (MHEV), che si tradurrà in un significativo risparmio di carburante e ridotte emissioni di CO2, rispetto ai veicoli a motore termico. Una variante ad alta tensione del DT2 è progettata per veicoli elettrici ibridi plug-in (PHEV) e consente una guida completamente elettrica.

Nell'aprile 2019, Groupe PSA e Punch Powertrain hanno firmato un accordo per costituire la loro prima joint venture.

Questa nuova joint venture riunirà la prossima generazione di trasmissioni elettrificate (e-DCT) nello stabilimento di Groupe PSA a Metz, in Francia, dal 2022.

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Nissan, con e-4FORCE prestazioni abbinate a confort

Sistema garantisce accelerazione bruciante e ma anche sicurezza

Motori Componenti & Tech
Chiudi Nissan, con e-4FORCE prestazioni abbinate a confort (ANSA) Nissan, con e-4FORCE prestazioni abbinate a confort

La 'rivoluzione' e-4ORCE di Nissan strizza l'occhio alle prestazioni. Nel nuovo panorama dei veicoli elettrici destinati al mercato di massa, il concetto di prestazione da ricercarsi nella combinazione fra motore elettrico e batteria, sta prendendo sempre più piede e Nissan ha deciso di guardare oltre la velocità, per progettare la sua ultima tecnologia di propulsione secondo un approccio equilibrato. Il risultato è e-4ORCE, ovvero il sistema a trazione integrale che consente più assistenza e controllo a tutti i guidatori, esperti e non, trasmettendo una coppia istantanea a tutte le ruote e una potenza calibrata e prevedibile in qualsiasi situazione. La 'e' di e-4ORCE indica la propulsione 100 per cento elettrica di Nissan, mentre '4ORCE' (che si pronuncia force) si riferisce sia all'energia e alla potenza fisica del veicolo, sia alla presenza della trazione integrale, suggerita dal '4'. Giunta alle fasi finali di sviluppo, la tecnologia a doppio motore e trazione integrale punta sull'equilibrio fra una maggiore potenza e il controllo senza precedenti, per garantire al conducente provi tutte le emozioni di un'accelerazione scattante, ma anche un viaggio all'insegna del comfort. In occasione del Tokyo Motor Show 2019 e del CES di Las Vegas, Nissan aveva già dato modo agli automobilisti di provare di persona il potenziale di e-4ORCE installando il sistema a bordo di una LEAF e+ appositamente allestita per il test. Gli ingegneri di Nissan hanno capitalizzato il know-how maturato con il sistema di ripartizione della coppia ATTESA E-TS di Nissan GT-R e con la trazione integrale intelligente di Nissan Patrol per massimizzare l'erogazione di potenza, la frenata e il controllo del telaio. "Questa tecnologia - ha dichiarato Ryozo Hiraku, expert leader della divisione Powertrain & EV Engineering di Nissan - definisce un nuovo standard di controllo, sia per Nissan sia per il segmento dei veicoli elettrici. e-4ORCE è la somma di tutte le nostre competenze nel campo della trazione integrale, del controllo del telaio e dello sviluppo dei veicoli elettrici. Non è il successore di un sistema in particolare, bensì l'evoluzione di molti".

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Giornata dell'ambiente, 10 escursioni in bicicletta

Lungo le piste ciclabili più belle d'Italia

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RIO DI PUSTERIA - Centinaia di chilometri di piste ciclabili e percorsi da fare in bicicletta: in tutte le regioni italiane - grazie anche al boom di acquisti di due ruote anche elettriche con il bonus elargito dal governo - nascono e si diffondono itinerari cicloturistici, segnalati e organizzati con punti di ristoro e di assistenza, che permettono di scoprire il territorio con tranquillità e in sicurezza. Si tratta di piste panoramiche che costeggiano il mare, il lago o il corso di un fiume; attraversano borghi, castelli e ville; entrano nei parchi o nei boschi o procedono lungo vallate, tra vigneti e colline. Ecco alcune idee per le prossime escursioni.
    Nel cuore delle Dolomiti la ciclabile della Val Pusteria si snoda per 105 chilometri lungo un percorso facile e con pochi dislivelli, che si può fare anche in tre tappe fermandosi nei tanti borghi che si attraversano. Il tracciato parte da Rio Pusteria e arriva a Brunico attraverso paesaggi mozzafiato che invitano a continue soste, anche solo per godersi la bellezza di montagne e borghi lungo il fiume Rienza. Il tour finisce a Brunico da dove si prende il treno per il ritorno.
    La ciclabile della Valle Isarco misura 97 chilometri e unisce il passo del Brennero a Bolzano: quasi interamente asfaltata, è semplice e con pochi dislivelli; ben segnalata e protetta, attraversa numerosi borghi, castelli, abbazie e paesaggi dolomitici da favola. Colle Isarco, Vipiteno, Fuldres, Fortezza, Bressanone e Chiusa sono le città più grandi che meritano una sosta. Parte del percorso è il risultato della riconversione di una ferrovia dismessa.
    Non è ancora completato ma il breve tratto del Garda by bike è già uno spettacolo: la ciclabile ad anello che ruota intorno al lago di Garda ha soluzioni ingegneristiche sostenibili e offre un percorso panoramico sospeso sull'acqua e lungo le pareti verticali a picco sul lago. In attesa che venga terminato il periplo del Garda, oggi ne sono fruibili appena 5 chilometri: da Limone sul Garda a Capo Reamol. La pista è esposta al sole e a ogni curva il paesaggio lascia senza fiato.
    In Lombardia si pedala lungo la ciclovia Oglio, un percorso che dal Passo del Tonale raggiunge Ponte di Barche a San Matteo di Chiaviche, nel Mantovano, sul fiume Po. La pista ciclabile attraversa in 280 chilometri paesaggi unici borghi, cittadine, castelli e monumenti di grande interesse storico-culturale. Il percorso si snoda su pista asfaltata e in parte su strade sterrate, ben tenute e adatte a tutti. La Riserva delle Torbiere, la Franciacorta con i suoi vigneti e i parchi dell'Oglio sono le località paesaggistiche più suggestive che la pista attraversa; tappa imperdibile è Pisogne, dove la ciclovia costeggia il lago d'Iseo, percorrendo gallerie e falesie a picco sull'acqua.
    Misura 80 chilometri il sentiero della Valtellina, la pista ciclabile delle Alpi lombarde che costeggia l'Adda tra Colico e Tirano. E' una ciclabile panoramica e ben segnalata che attraversa numerosi snodi ferroviari, perfetti per chi decide di pedalare solo su alcuni tratti e di usare il treno portando a bordo il proprio mezzo. L'itinerario è asfaltato e pianeggiante tranne nell'ultimo tratto, da Tirano a Grosio, che presenta qualche salita più impegnativa. Il sentiero della Valtellina, che offre una grande varietà di panorami e borghi dove fermarsi, si può percorrere in una sola tappa o in più giorni. Già in partenza a Colico è bene sostare al Forte Fuentes, un castello edificato dagli spagnoli nel 1500. La ciclovia dei fiori è una spettacolare pista che segue un tratto dismesso della vecchia ferrovia Genova-Ventimiglia. In attesa che venga completato il percorso di 60 chilometri dal capoluogo ligure verso il confine con la Francia, merita di essere percorsa la pista che si snoda da San Lorenzo a Ospedaletti, 24 chilometri asfaltati e ben segnalati accanto al mare. La ciclabile segue la Riviera di Ponente e attraversa luoghi suggestivi come Costa Rainera, Cipressa, Riva Ligure, Arma di Taggia e Sanremo, tutte località che regalano tappe dove sostare.
    L'anello della Val d'Orcia è un delizioso saliscendi sulle colline senesi punteggiato di vigneti, casolari, borghi medievali e castelli. Per la bellezza del territorio che attraversa la pista è diventato anche il percorso permanente dell'Eroica, l'impegnativa manifestazione ciclistica in cui si pedala con bici d'epoca sulle strade bianche della Toscana.
    L'Eroica corre da Montalcino su un circuito di 209 chilometri ma si può iniziare in qualsiasi punto: il tracciato è ben segnalato e si snoda attraverso le terre del Chianti e del Brunello, le Crete senesi e la Val d'Orcia; un viaggio su strade secondarie, alcune delle quali impegnative per il tipo di terreno e la presenza di salite.
    La ciclabile Assisi-Spoleto è un percorso di 52 chilometri che collega le due famose città umbre. E' un itinerario quasi interamente pianeggiante, tranne nel tratto tra Rivotorto e il centro storico di Assisi, 5 chilometri un po' più impegnativi.
    La ciclovia corre in sede propria tra Spoleto e Cannara per 38 chilometri e per il resto del tragitto in strade secondarie e a bassa intensità di traffico. A Spoleto, inoltre, si unisce alla ciclabile sulla ex strada ferrata dismessa, che arriva fino a Norcia in 50 chilometri di tracciato tra i paesaggi della Valnerina. La ciclabile attraversa luoghi ricchi di fascino, da visitare con brevi deviazioni: da Bevagna a Trevi, da Assisi a Spello, da Montefalco a Campello sul Clitunno.
    Nel Cilento, in provincia di Salerno, la via Silente è una ciclabile ad anello che parte dal mare di Castelnuovo Cilento e vi ritorna dopo aver pedalato per 592 chilometri, divisi in 15 tappe da fare su strade asfaltate e a bassa percorrenza. La pista attraversa numerosi borghi e cittadine, consentendo di scegliere le tappe da percorrere; si addentra anche nel parco nazionale del Cilento e costeggia il fiume Calore e le grotte di Castelcivita e di Pertosa tra pianori, boschi di faggio e valli incantevoli.
    Da Figazzano di Cisternino a Ceglie Massapica, in provincia di Brindisi, si snoda la ciclovia dell'acquedotto pugliese, 11 chilometri immersi nei paesaggi salentini tra borghi bianchi, grotte carsiche, la macchia mediterranea e gli ulivi punteggiati da trulli e masserie. E' un viaggio in bici su una nuova pista ciclabile protetta e sicura, che si snoda accanto all'acquedotto più famoso e suggestivo d'Italia e il più grande d'Europa.
    (ANSA).
   

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Appuntamento con la Luna, seconda eclissi del 2020 DIRETTA ALLE 21,00

E' parziale e visibile dall'Italia

Scienza & Tecnica Spazio & Astronomia
Chiudi Eclissi parziale di Luna (fonte: Amanda Slater, Flickr) (ANSA) Eclissi parziale di Luna (fonte: Amanda Slater, Flickr)

Appuntamento il 5 giugno con la seconda eclissi di Luna del 2020 dopo quella del 10 gennaio. E' visibile dall'Europa, Italia compresa, e da Africa, Asia, Australia e Nuova Zelanda. E' un'eclissi di penombra, nella quale La Luna appare offuscata da un velo che ne indebolisce la luce in quanto la Luna passa attraverso la parte più esterna del cono d'ombra che la Terra proietta nello spazio. Il fenomeno è visibile da Europa, 

"Dopo aver atteso invano lo spettacolo delle comete Atlas e Swan, che hanno deluso le aspettative più ottimistiche, possiamo rifarci con questo classico fenomeno pur in versione ridotta" osserva Gianluca Masi, fondatore e responsabile del Virtual Telescope, che dalle 21,00 conduce l'osservazione in diretta online, che trasmettiamo sul canale Scienza e Tecnica dell'ANSA.

"L'eclissi lunare di penombra è infatti modesta dal momento che - aggiunge - non ci sarà la classica evidente ombra della Terra sul disco lunare, ma osserveremo giusto un leggero oscuramento di parte del disco della Luna, perchè la Luna non si immerge nell'ombra vera e propria della Terra". È infatti un fenomeno meno spettacolare della Luna rossa, ossia dell'eclissi totale che si verifica quando la Luna entra nel cono d'ombra della Terra.

L'eclissi è prevista dalle 19,45 italiane alle 23,04, per una durata complessiva di 3 ore, 18 minuti e 13 secondi e il culmine alle 21,25, quando il 59% del disco lunare sarà immerso nella parte più esterna dell'ombra della Terra. In quel momento in Italia la Luna sarà ancora bassa sull'orizzonte e il cielo non sarà completamente buio perché rischiarato dal crepuscolo, in quanto il Sole sarà tramontato da poco.



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Tienanmen: Radicali, governo si schieri

Sit in a Torino Milano e Roma

Legalità & Scuola Speciali ed eventi
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(ANSA) - TORINO, 04 GIU - "Il governo italiano faccia tutta la pressione diplomatica possibile perché il sogno di democrazia di Hong Kong non venga soffocato e non continui a strizzare l'occhio al governo cinese che 31 anni fa ha represso nel sangue analoga richiesta di democrazia in piazza Tiananmen facendo migliaia di morti e annunciandone solo 155".
    Lo afferma Igor Boni, presidente dei Radicali Italiani, che oggi pomeriggio ha preso parte al sit-in di piazza Castello, a Torino promosso dall'Associazione radicale Adelaide Aglietta e dai Radicali anche a Roma e Milano.
    In piazza un centinaio di persone, tra cui anche Giampiero Leo, del coordinamento interconfessionale di Torino, e Maurizio Marrone, assessore regionale. Per terra sono stati posizionati 155 cartelli, ognuno con sopra i nomi di alcune delle vittime identificate di quella strage. Alla manifestazione hanno aderito anche Azione, +Europa, il Pd, AiresVen (Movimento di Appoggio alla Resistenza del Venezuela), la Chiesa cinese di Dio Onnipotente, Adhrrf (Associazione per la difesa dei diritti umani e religiosi), Partito Liberale per il Piemonte. (ANSA).
   

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Clean beauty, 5 consigli per una routine green

Pad riutilizzabili, prodotti bio e packaging ecosostenibile

Lifestyle Beauty & Fitness
Chiudi Gli strumenti per una pulizia accurata ma non usa e getta con i pad riutilizzabili. foto iStock. (ANSA) Gli strumenti per una pulizia accurata ma non usa e getta con i pad riutilizzabili. foto iStock.

Il rispetto dell’ambiente parte dalle piccole azioni quotidiane: cosa portiamo sulle nostre tavole, come ci spostiamo, quali scelte compiamo quando ci prendiamo cura di noi stessi. È qui che entra in gioco il concetto di clean beauty, della bellezza sostenibile e più consapevole, nel rispetto della persona e del pianeta.
Il 5 giugno si celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente, con l’occasione, Abiby condivide anche 5 consigli per una beauty routine green

Scegliere prodotti bio, cruelty free e vegan
Per approcciarsi in maniera sostenibile al mondo del beauty è fondamentale leggere con attenzione l’etichetta e l’INCI, ossia la composizione di ogni prodotto, dove gli ingredienti sono riportati in ordine di concentrazione dal più al meno presente. In questo modo, anche grazie alla presenza di determinate certificazioni indicate con simboli e bollini, è possibile capire se il cosmetico in questione può essere definito: naturale, quando composto prevalentemente da sostanze di origine naturale; biologico, se composto almeno al 95% da materie prime prodotte biologicamente; vegan friendly, senza sostanze di origine o derivazione animale oppure cruelty free, cioè senza componenti testate sugli animali. Attenzione, una categoria non include necessariamente un’altra: ad esempio, un cosmetico vegano potrebbe non essere cruelty-free.

- leggi lo speciale make up vegan

 Evitare ingredienti dannosi per la pelle e per l’ambiente

In mancanza di una regolamentazione valida a livello internazionale, la lettura dell’INCI è importante anche per identificare quegli ingredienti che, pur non essendo vietati per legge, sono comunque ritenuti potenzialmente “tossici” o dannosi per la pelle o l’ambiente. Tra le componenti che andrebbero evitate, per esempio, ci sono coloranti artificiali, gli ftalati, la formaldeide, gli oli minerali, i siliconi, i parabeni e le microplastiche (come Polyethylene, Nylon o Polypropylene) presenti soprattutto nei prodotti cosmetici da risciacquo come shampoo, balsamo o scrub.

 Utilizzare strumenti e accessori green

Per una beauty routine sostenibile è meglio preferire oggetti e accessori riutilizzabili, eliminando quelli usa e getta, ed evitare quelli realizzati con materiali di origine animale. Via libera, quindi, ai dischetti struccanti lavabili, i pad che si possono usare all'infinito (magari di produzione fai da te, da qualche asciugamano di cotone non più in uso) in alternativa a quelli in cotone o da usare al posto delle salviette, e ai pennelli con setole sintetiche, ugualmente morbidi e sostenibili.

 Preferire prodotti con un packaging ecosostenibile

La plastica, pratica e resistente, è spesso usata per realizzare le confezioni dei prodotti beauty ma è anche uno dei più grandi nemici dell’ambiente. Fortunatamente, però, non mancano le alternative: dalle confezioni più facili da smistare e riciclare fino ai packaging realizzati con materiali compostabili come le bioplastiche, derivate da sostanze organiche. Non solo, per ridurre al minimo lo scarto esistono anche prodotti solidi in sostituzione a quelli liquidi; è il caso degli shampoo, dove un panetto equivale a tre bottiglie di prodotto, garantendo un risparmio in termini ambientali ed economici. Quando tutto questo non è possibile, infine, si può sempre dare nuova vita agli oggetti: i barattoli delle creme, per esempio, sono perfetti per le piante o come porta pennelli.

“Green tips” da seguire

Una volta scelti i nostri alleati per la beauty routine, non resta che utilizzarli facendo attenzione agli sprechi, dal limitare l’uso dell’acqua, fino all’utilizzo completo dei prodotti, evitando residui all’interno delle confezioni. Un’altra buona pratica è quella di fare attenzione alla loro scadenza, spesso segnalata con il PAO (Period after opening), ossia la durata in mesi dopo l’apertura, e cercare di utilizzarli entro i tempi. In questo caso un’ottima abitudine è quella di segnare con una penna o un pennarello la data del primo utilizzo, ma in caso di dubbi si possono sempre controllare la consistenza, il colore e l’odore del prodotto.

 

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Cucina ecologica, anche la ristorazione punta al sostenibile

Otto indirizzi in Italia per trovare la natura in cucina

Lifestyle Food
Chiudi Selezione naturale, indirizzo vegetariano e vegano a Torino (ANSA) Selezione naturale, indirizzo vegetariano e vegano a Torino

Ecologico, biologico, biodinamico sono ormai parole che fanno parte del nostro vocabolario quotidiano. Sempre maggiore è l’attenzione che i consumatori dedicano all’impatto ambientale e sostenibile di prodotti e servizi, ancora di più quando si tratta di cibo. - vedi la sostenibilità è nel carrello.
Il settore della ristorazione ha fatto della cucina ecologica un vero e proprio trend del 2020, come aveva rivelato a gennaio scorso una ricerca dei trend hunter di NellyRodi condotta per TheFork. Anche il mondo food si impegna sempre di più per la sostenibilità ambientale, la trasparenza e tracciabilità delle materie prime, ad esempio con tecnologie che monitorano il food waste in cucina o con il riutilizzo di scarti alimentari. Quest’ultimo è il caso di un ristorante di Toronto, ImPerfect Fresh Eats, come racconta un articolo di Trendhunter: qui i piatti vengono creati con gli scarti alimentari, ignorandone le superficiali imperfezioni estetiche. Un altro affascinante esempio di come il settore food si stia evolvendo verso una maggiore sostenibilità è sicuramente il caso della start up americana Stixfresh che sta realizzando degli sticker capaci di preservare più a lungo la freschezza degli alimenti. Si tratta di un vero e proprio adesivo fatto completamente con ingredienti naturali che permette alla frutta di durare di più nelle nostre case, riducendone così drasticamente lo spreco domestico.
Ecco esempi di ristoranti con cucina ecologica, segnalati dalla piattaforma TheFork:
7Cereali Bio Ristorante Pizzeria Gourmet, Roma .“La natura in cucina” è la filosofia di questo locale di Roma. Qui il piatto forte è ovviamente la pizza: l’impasto ai sette cereali è ottenuto solo da farine biologiche molate a pietra e con lievitazioni lunghe di almeno 72 ore. Le materie prime utilizzate in questo ristorante sono tutte biologiche, biodinamiche e a km0 favorendo quindi la cosiddetta filiera corta.
Selezione Naturale, Torino: Da Selezione Naturale a Torino 100% cibo vegetariano e vegano. Le materie utilizzate in cucina sono tutte italiane e preferibilmente acquistate a km0 dai contadini locali. Oltre alle proposte vegane, il menù vanta molti piatti gluten free.
Agriturismo Il Casale delle Ginestre, provincia di Roma - Un vero e proprio agriturismo ecosostenibile: qui l’attenzione alla natura è tutto. Una location mozzafiato - alimentata in parte da energia solare - e una cucina dai sapori mediterranei e a km0. Qui si usano solo materie prime autoprodotte - come la pasta fresca fatta con le uova delle loro galline - oppure acquistate da produttori locali.
Bio's Kitchen, Bologna: Bio’s Kitchen nasce 25 anni fa con una missione ben precisa: promuovere uno stile alimentare sano ma soprattutto consapevole e in armonia con la natura. La materia prima proviene interamente da produttori conosciuti che garantiscono una filiera tracciata. I piatti vengono cucinati cercando di mantenere il più possibile le qualità nutritive dei prodotti utilizzati.
Gli Orti del Belvedere, Milano. Nella zona di Porta Romana a Milano, Gli Orti del Belvedere è una vera e propria oasi urbana. Qui l’attenzione alla stagionalità e alla provenienza della materia prima sono all’ordine del giorno. L’impiego di ricette della tradizione è coniugato alla volontà di non alterare le proprietà organolettiche dei prodotti utilizzati, così da ottenere piatti pieni di sapore e sani.
Agriturismo La Degusteria Bio Ristorante, provincia di Pistoia A La Degusteria potrete si assaporano le materie prime prodotte dall’Azienda Agricola La Terrapeutica, immersi nella natura. Qui le verdure biologiche si coltivano con la tecnica dell’orto sinergico. Di loro produzione sono anche l’olio - spremuto a freddo da olive coltivate in modo naturale - il pane e la pasta, prodotti con farine ottenute da grani antichi.
La Capannina Sul Lago, provincia di Firenze - Un luogo immerso nella natura a Certaldo, sulle sponde del Lago Tivolese, ideale per una gita fuori porta nella provincia di Firenze. Qui il menù è fatto interamente di piatti della cucina tipica toscana con materie prime di produttori locali se non addirittura a km0.
Humus Bio Bakery Bistrot, Parma - Qualità, tracciabilità, sostenibilità e stagionalità: questi sono i quattro principi fondamentali dell’Hummus Bio Bakery Bistrot di Parma. Il menù qui è arricchito da moltissime proposte vegetariane, vegane e senza allergeni, e naturalmente tutti i piatti sono preparati con materie prima di qualità e biologiche. Da provare anche i prodotti del loro forno, realizzati con le migliori farine e lievito madre.

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Giornata per l'ambiente, la sostenibilità è nel carrello della spesa

Cibi a km zero, tanto bio e vegan, packaging eco, così cambiamo stile

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Chiudi spesa zero waste foto iStock. (ANSA) spesa zero waste foto iStock.

Cibi a chilometro zero, prodotti biologici e stagionali, packaging alimentari compostabili o biodegradabili: la sostenibilità che è diventato un valore imprescindibile dei nostri stili di vita da qualche anno a questa parte e in maniera sempre più diffusa, grazie ai ragazzi di Fridays for future, alla testimonianza in prima linea di Greta Thunberg, agli allarmi sull'ambiente e le risorse della Terra non infinite, si ritrova come abitudine di acquisto, come pratica nel carrello della spesa. Siamo più attenti (non ancora abbastanza) agli involucri, a non sprecare il cibo, a fare la raccolta differenziata: o perlomeno siamo sulla strada della buona pratica sempre di più e sempre più consapevolmente. E ciò orienta molto più di prima i nostri acquisti o almeno l'approccio che abbiamo ai consumi alimentari, come emerge a conferma anche l'utimo report di Supermercato24, in occasione della Giornata mondiale per l'ambiente venerdì 5 giugno.
Se un quinto (20%) degli intervistati non attribuisce grande importanza alla sostenibilità di un prodotto al momento di fare la spesa, la maggior parte dei rispondenti la pensa diversamente e sceglie con attenzione prodotti e aziende alimentari eco-friendly. La consapevolezza, dunque, non manca, ma che cosa mette i bastoni tra le ruote dei consumatori quando si tratta di riempire il carrello in modo sostenibile? L’ostacolo numero uno è il prezzo dei prodotti green (51%), giudicato troppo alto seguito dalla difficoltà a individuare chiaramente i prodotti sostenibili (28%) a causa di etichette poco chiare o di scarsa conoscenza dei valori e dei processi produttivi di un’azienda.
La lista della spesa: sì a stagionalità e prodotti locali. Ancora strada da fare per il packaging
Tuttavia, per fare acquisti più consapevoli, non sempre è necessario spremersi le meningi per decifrare le varie sigle riportate sulle confezioni, ma si può partire dalla più semplice scelta di alimenti di stagione e prodotti locali. Un piccolo gesto per aiutare a ridurre le emissioni causate da lunghi trasporti, in molti casi transoceanici. I dati raccolti da Supermercato24 sono incoraggianti: quasi un quarto (23%) degli italiani conferma di non acquistare mai prodotti fuori stagione, mentre il 62% afferma di preferire alimenti di stagione, anche se confessa di non basare la propria scelta unicamente su questo aspetto. La grande maggioranza degli italiani è quindi un passo avanti sul cammino della sostenibilità rispetto a chi afferma di lasciarsi guidare solo dai propri gusti al momento della spesa, a prescindere dalla stagionalità (14%).
Quando si tratta di una spesa davvero consapevole, anche il packaging deve essere messo sul piatto della bilancia. Tuttavia, la percentuale di chi ammette di scegliere solo prodotti con imballaggi ridotti, facilmente riciclabili o realizzati con materiali riciclati è ancora ridotta (14%), ma è incoraggiante il numero di chi afferma di dare la precedenza a prodotti accompagnati da imballaggi sostenibili, anche se non sempre li sceglie (45%). 
Biologico: un trend che cresce a doppia cifra. Pesaro e Urbino la provincia più green d’Italia
Anche prediligere prodotti biologici, coltivati senza l’uso di pesticidi, è un modo per rispondere all’SOS lanciato dal pianeta. In questo campo la consapevolezza degli italiani cresce a vista d’occhio: il carrello bio degli italiani si è impennato.
A trainare i consumi di prodotti biologici della penisola sono soprattutto frutta e verdura. Dopo il reparto ortofrutta, gli amanti del bio si danno appuntamento al banco del fresco. La classifica delle categorie di prodotti biologici più acquistati prosegue infatti con uova, yogurt – capitanato da quello greco, bianco e senza grassi, che risulta il più popolare in tutta la penisola – latte e bevande vegetali. E se, per quanto riguarda queste ultime due categorie, a Verona e Venezia è un vero testa a testa, a Milano e Ravenna il latte fresco batte a mani basse le bevande vegetali. Tra queste ultime nello Stivale spopolano soprattutto quelle alla soia, seguite da quelle a base di riso. 
Dopo l’acquisto: pianificare per non sprecare 
Una spesa rispettosa del pianeta non si conclude al supermercato: evitare che il cibo acquistato passi dal frigorifero alla spazzatura senza essere consumato è fondamentale per tutelare l’ambiente. Su questo fronte gli italiani sembrano volenterosi: ben il 44% conferma di fare una spesa molto oculata, grazie alla quale raramente è portato a sprecare cibo, mentre il 52% afferma di essere il più accorto possibile, anche se ogni tanto non riesce nel suo intento e si trova costretto a buttare qualcosa. Gli alimenti che vengono sprecati più spesso non sono solamente i freschi: se è vero che in pole position compaiono frutta e verdura (57%), seguiti da latte e yogurt (12%), in terza posizione si trovano scatolame e prodotti a lunga conservazione (8%), la cui shelf-life non è breve…ma nemmeno infinita.

 

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Vacanze al mare, in spiaggia in sicurezza, le regole da sapere

Istituto Superiore di Sanità: 'Niente feste e balli'.

Lifestyle Tempo Libero
Chiudi Una spiaggia (ANSA) Una spiaggia

I bagni al mare si possono fare senza rischi di contagio ma a distanza gli uni dagli altri. In spiaggia i bagnanti dovranno portare la mascherina quando il distanziamento è difficile da mantenere, per avere accesso agli stabilimenti sarà misurata la temperatura a ospiti e personale.  Rassicurazioni e regole arrivano dall'Istituto superiore di Sanità (Iss) nel Rapporto sulle attività di balneazione e la diffusione del SARS-CoV-2' che spiega: "Assume scarsa rilevanza il rischio correlato alla potenziale contaminazione delle acque" da reflui presenti a monte dell'area di balneazione o diffusi da imbarcazioni. "Le misure di controllo e monitoraggio ma anche la suscettibilità del virus alle variabili ambientali rendono trascurabile il rischio".  

Nel primo piano pubblicato sul sito dell'Iss le misure contro il virus sono chiare. In spiaggia restano vietati gli assembramenti, le feste e gli eventi musicali se non solo di ascolto. Gli accessi agli stabilimenti attrezzati prevedono la prenotazione, mentre per le spiagge libere, dove la sorveglianza risulta di difficile praticabilità, sono chiamati i sindaci e gli altri enti locali competenti ad applicare le forme di riduzione del rischio. 

Ma da parte dei sindaci arrivano dichiarazioni di scontento."Noi - dice Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell'Anci - esclusi dalle decisioni", su "regole complicate". "Poi su noi sindaci - dice ancora - la responsabilità della loro applicazione". Decaro parla quindi di "compito impossibile di far rispettare, sulle spiagge libere, le nuove regole del distanziamento. Nonostante sia noto che non abbiamo nemmeno le risorse per continuare a pagare i servizi essenziali che non abbiamo potere decisionale e che il controllo spetti alle forze dell'ordine". La pubblicazione del Gruppo di lavoro ambiente-rifiuti Covid-19 in collaborazione con ministero della Salute, Inail, Coordinamento di prevenzione della Conferenza Stato-Regioni e degli esperti delle Arpa ha come obiettivo l'innalzamento del livello di sicurezza in vista della stagione balneare.   Le raccomandazioni riguardano sia gli stabilimenti che i bagnanti. A cominciare dalla prenotazione dell'accesso agli stabilimenti (anche online) per fasce orarie e registrazione degli utenti per rintracciare eventuali contatti in seguito a contagi. L'elenco delle presenze dovrà essere tenuto dalle strutture per almeno 14 giorni e nel rispetto della normativa sulla privacy. L'Iss sottolinea che spiagge, terreni, arenili o ambienti naturali non devono essere trattati in alcun caso con prodotti biocidi.

Il distanziamento deve essere di almeno 1 metro tra persone che non appartengono allo stesso nucleo familiare, e in ogni circostanza anche durante la balneazione. Permane la responsabilità di vigilanza sul distanziamento dei bambini.

La pulizia, con regolarità almeno giornaliera, riguarda tutte le superfici, gli arredi delle cabine e le aree comuni; va fatta in modo regolare e frequente la sanificazione delle attrezzature (sedie, sdraio, lettini, inclusi galleggianti e natanti), oggetti e servizi igienici, limitando l'utilizzo delle strutture come cabine-doccia singole e spogliatoi quando non sia possibile assicurare una disinfezione tra un ospite e l'altro. Ai bagnanti verranno forniti disinfettanti per l'igiene delle mani, mentre il personale dovrà essere dotato di dispositivi di sicurezza personale (mascherine, schermi facciali, guanti) e dovrà utilizzarli obbligatoriamente in caso di contatti ravvicinati con i bagnanti. Le mascherine dovranno essere smaltite con i rifiuti indifferenziati. Cartelloni e locandine indicheranno le regole comportamentali.
   

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Bambi in 'trappola' sulla scogliera, lo salva un campione di surf

Ad Alghero. Cucciolo recuperato col sup s'addormenta in braccio

Ambiente & Energia Animali
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Campione di surf, protagonista del panorama italiano della tavola da vent'anni, e oggi eroe di ambientalisti, animalisti e appassionati di Walt Disney. Marco Pistidda, sassarese, 38 anni, 'Bonga' per chiunque bazzichi negli ambienti del surf e a Porto Ferro, dove ha sede la sua scuola per adulti e bambini, è il protagonista del salvataggio di un cucciolo di daino individuato in un anfratto roccioso mentre costeggiava la baia di Porto Conte in sup.

Surfista dal 1999, vincitore di numerosi trofei nazionali e componente della nazionale italiana nel 2008, Marco era insieme a un'amica con cui condivide la passione per il mare, l'ambiente e la natura. È stata proprio lei, Llùcia Peana, a ribattezzare l'animale in difficoltà come "cucciolo di Bambi", riferimento esplicito a uno dei più famosi personaggi della galleria disneyana. In attesa delle onde, in questi giorni di ripartenza 'Bonga' accompagna amici e allievi in escursioni acquatiche.

"L'idea della scuola è di offrire attraverso il surf un'esperienza indimenticabile a chi come me crede nell'amore e nel rispetto per la natura, per gli altri e per sé", spiega all'ANSA. "Siamo così partiti in sup da Cala Dragunara e abbiamo puntato verso la spiaggia di Porto Conte. A un tratto - ricostruisce il surfista - abbiamo sentito un lamento e poi abbiamo notato il cucciolo, scivolato probabilmente nel dirupo senza riuscire a risalire".

I due non hanno avuto dubbi: andava messo in salvo. "Lucia è rimasta lì, a fargli compagnia, io invece - racconta - sono tornato in spiaggia, ho chiamato la Forestale, ho preso i telefonini e un asciugamano e li ho raggiunti. Con il telo abbiamo avvolto il cucciolo, era stremato, si è addormentato tra le nostre braccia". Poi il ritorno in spiaggia sul sup, la consegna del piccolo daino agli agenti della Forestale e il trasferimento nella riserva di Bonassai. "Sta bene, è salvo, ora sta con altri cuccioli", riferisce 'Bonga' prima di tornare al suo mondo fatto di spiagge, mare, allenamenti, gare e altre sfide. 

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Trend ancora in calo, tra app e tracciamento parte la fase 3

Salgono a 161.895 i guariti, 957 più di ieri. Sono 338 i malati ricoverati in terapia intensiva

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Grafico: tamponi Arcuri (ANSA) Grafico: tamponi Arcuri

L'app Immuni contraddistingue l'inizio della fase 3 in Italia con il commissario Arcuri che annuncia che tra due settimane sarà attiva in tutto il Paese. 

E' intanto di 234.013 il numero complessivo dei contagiati per il coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 177 casi. Il trend è in calo: ieri si era registrato un aumento di 321. Il dato comprende attualmente positivi, vittime e guariti. In Lombardia sono 84 in più, in diminuzione rispetto a ieri quando erano 237, pari al 47,4% dell'aumento odierno in Italia.  Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile.

Sono 88 le vittime nelle ultime 24 ore in Italia, in aumento rispetto alle 71 di ieri. In Lombardia nell'ultima giornata se ne sono registrate 29, stessa cifra di ieri. I morti salgono così a 33.689.

Sono inoltre saliti a 161.895 i guariti e i dimessi, con un incremento rispetto a ieri di 957. Mercoledì l'aumento era stato di 846. 

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 338, 15 meno di ieri. Di questi, 125 sono in Lombardia, 6 meno di ieri. I malati ricoverati con sintomi sono invece 5.503, con un calo di 239 rispetto a ieri, mentre quelli in isolamento domiciliare sono 32.588, con un calo di 614 rispetto a ieri. 

I malati sono 38.429, 868 meno di ieri, quando il calo era stato di 596.

E' un'Italia a tre velocità, quella attraversata dall'epidemia di Covid-19, con una diffusione molto contenuta nelle Regioni del Sud e nelle isole, mediamente più elevata in quelle del Centro rispetto al Mezzogiorno e molto elevata nelle regioni del Nord. E' il ritratto del Paese che emerge dal secondo Rapporto di Istat e Istituto Superiore di Sanità sulla mortalità per nuovo coronavirus.

 

 

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Tir sbanda in Autosole, fermato camionista ubriaco

L'uomo aveva un tasso alcolemico prossimo a coma etilico

Motori Attualità
Chiudi Autostrada del Sole: volante della Polizia di Stato evita tragedia e ferma autista di un tir ubriaco (ANSA) Autostrada del Sole: volante della Polizia di Stato evita tragedia e ferma autista di un tir ubriaco

Gli agenti della sottosezione di Guardamiglio della polstrada di Lodi, stamattina, sono riusciti a bloccare per poi denunciare un camionista ubriaco che zigzagava lungo la A1, all'altezza del casello di Lodi procedendo verso Piacenza, invadendo più corsie. La polizia ha ricevuto una chiamata dopo l'altra di automobilisti sempre più allarmati che descrivevano nei particolari la situazione pericolosa.
    A un certo punto, il camionista ha anche urtato, con la motrice, contro il guard rail di destra per poi tornare a invadere altre corsie. Solo l'intervento di una pattuglia della Stradale ha potuto evitare il peggio fermandolo. Il conducente è apparso subito ubriaco fradicio: le analisi, che per un camionista devono risultare a zero per quantità di alcol nel sangue hanno, invece, rilevato un tasso alcolemico di 6 volte oltre il consentito per gli automobilisti, prossimo al coma etilico.
    L'uomo, un romeno di 47 anni, è stato, quindi, denunciato per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver provocato, colpendo il guard rail, un incidente stradale. Gli è stata ritirata la patente di guida in vista dell'interdizione alla guida sul territorio nazionale. E' stato, infine, sanzionato per 586 euro.
   

Camion sbanda su A1: interviene la Polizia Stradale

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