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Borsa: Milano chiude in rialzo, Ftse Mib +0,6%

Spread Btp-Bund tocca quota 242, ai massimi da maggio 2020

Bene la Borsa, male i titoli di Stato. Questo il 'verdetto' dei mercati dopo il voto politico in Italia, con Piazza Affari di qualche frazione miglior mercato azionario europeo mentre lo spread ha sofferto, toccando i massimi dal maggio 2020. Un giudizio a due facce spiegato da analisti e operatori in modo semplice: in Borsa le vendite sui titoli italiani avevano anticipato il voto e ora un risultato chiaro aiuta i mercati, mentre i titoli di Stato a causa dell'enorme debito strutturale hanno accusato più di altri il forte nervosismo sui timori sempre più concreti di recessione. In questo clima Piazza Affari ha chiuso in aumento dello 0,6%, con Amsterdam che è salita dello 0,1%, mentre Londra ha concluso piatta nel pieno della crisi della sterlina e Parigi ha registrato un calo dello 0,2%. Più deboli i listini azionari di Francoforte, che ha ceduto lo 0,4%, e di Madrid, in calo dello 0,8%. A Milano tra i titoli principali bene Fineco (+3,5%) e giù Enel, che ha perso due punti percentuali, ma è stata una seduta senza scosse particolari.

Molto più caldo il mercato dei titoli di Stato: lo spread tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni ha infatti toccato un massimo di 243 punti base e nel finale il tasso del bond italiano è arrivato al 4,53%, correggendo ancora il livello più alto dal 2013. Il rendimento del prodotto del Tesoro è aumentato di 21 punti base, contro i 9 del bond tedesco e gli 11 di quelli francesi e spagnoli. Importante la corsa anche dei prodotti a scadenza più breve: +20 'basis point' per i Btp a 5 anni, +15 per quelli a due anni. Secondo gli analisti ora molto dipenderà dai rapporti che il prossimo governo, alla prova della legge di Bilancio e del Pnrr, avrà con la Ue, e di conseguenza dalle capacità della Bce, che va oltre l'esito delle elezioni italiane, di intervenire sugli spread. "L'assenza di grandi sorprese dalle elezioni dovrebbe ridurre il rischio di un cambiamento importante nell'approccio del mercato ai Btp, almeno come prima reazione", affermano gli analisti della spagnola Bbva, secondo i quali "le prospettive di medio termine non sono cambiate dopo le elezioni: a nostro avviso gli spread sono ancora leggermente orientati verso l'alto".

Il problema è che i mercati temono chiaramente l'arrivo della recessione. A partire dal calo della fiducia delle imprese in Germania, che in settembre vedono l'indice Ifo a 84 punti rispetto agli 88 di agosto, una flessione superiore alle attese. Per S&P Global poi "è imminente un netto rallentamento della crescita dell'eurozona", con "due o tre trimestri di attività debole o addirittura in calo". L'agenzia di rating vede infatti un 2023 'tragico', con un taglio delle previsioni di crescita dell'Eurozona e il Pil italiano rivisto per l'anno prossimo da un aumento del 2,1% a un calo dello 0,1%. E infine è arrivata anche la presidente della Bce, Christine Lagarde, che in audizione al Parlamento europeo disegna il 2023 come "un anno difficile, di cui molto probabilmente il primo trimestre sarà negativo poiché riteniamo che anche il quarto trimestre del 2022 sarà negativo". Lagarde prevede anche nuovi rialzi dei tassi di interesse, non interpretando lo 'scudo' della Bce come "uno strumento inteso per un Paese specifico". E comunque il Tpi "non è l'unico strumento: abbiamo una varietà di strumenti che abbiamo usato da luglio", spiega Lagarde. Tutte prospettive alle quali guardano i mercati, con l'euro ancora molto debole sceso a quota 0,962 contro il dollaro, il petrolio che fatica a tenere quota 77 dollari al barile e anche il gas in discesa (-6%) a 173 euro al Megawattora.

 

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