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Risparmio: per il 97% dei gestori Esg fattore distintivo

Indagine Aipb-Oliver Wyman, 90% ha policy gestione sostenibile

(ANSA) - MILANO, 16 NOV - L'industria italiana della gestione del risparmio considera la sostenibilità un fattore critico nella gestione degli investimenti: per il 97% dei wealth manager i valori esg rappresentano un elemento distintivo, il 90% ha definito una policy per la gestione sostenibile e il 76% dichiara un alto livello di ingaggio sul tema da parte del cda e del top management. Lo evidenzia un'indagine sull'integrazione delle prassi Esg nel Wealth & Asset management dell'Aipb, l'associazione italiana priovate banking, con il supporto di Oliver Wyman..
    La rilevanza strategica della sostenibilità nelle gestione degli investimenti che, secondo le stime triplicheranno nei prossimi 5 anni, totalizzando 4500 miliardi di euro nel 2025 e, l'attenzione da parte della clientela e degli operatori, ha spinto Aipb a promuovere l'analisi allo scopo di tracciare una road map verso una piena integrazione dei principi e delle migliori prassi Esg nei modelli operativi.
    "Il lavoro fatto con Aipb dimostra come l'industria del wealth e dell'asset management italiana sia pronta per giocare un ruolo chiave nella riallocazione dei portafogli dei propri clienti verso settori e imprese sostenibili - ha dichiarato Claudio Torcellan, curatore della ricerca, Head of Financial Services for South East Europe di Oliver Wyman -. Le realtà più avanzate soprattutto nella produzione sono già allineate alle best practice e possono trainare l'industria. Importante che la transizione verso la sostenibilità acceleri perché realtà estere molto avanzate guardano al nostro paese con interesse non solo per la sua dimensione assoluta ma anche per il cambio generazionale che avverrà nei prossimi 5-10 anni, sapendo che le nuove generazioni compreranno solo sostenibile".
    "L'imponente mobilitazione internazionale in risposta all'urgenza climatica e di transizione verso un'economia sostenibile ha messo in evidenza il ruolo cruciale della finanza privata. Oggi il mondo guarda alla finanza e alla ricchezza privata perché accompagni e moltiplichi gli sforzi delle nazioni nel dare risposte durature alle sfide globali", ha commentato Paolo Langé, presidente Aipb secondo cui "servono investimenti, nuovi approcci e competenze. La necessità di cospicui investimenti potrà favorire un processo di concentrazione del settore del Wealth Management e allo stesso tempo l'affermarsi di operatori specializzati su alcuni segmenti di nicchia, mentre il tema sociale della riconversione di alcuni settori dovrà essere prioritario nelle agende governative".
    Il panel esaminato è costituito da circa 40 asset e wealth manager, 23 banche private - che insieme rappresentano l'87% degli asset in gestione totali del private banking - e le 19 società di gestione del risparmio leader nazionali e internazionali associate Aipb. (ANSA).
   

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