Rinascita Forte Bard, da complesso militare a polo cultura

Presidente gestione, carta da sfruttare a favore del territorio

Era una delle fortezze militari più conosciute dell'arco alpino, celebre per l'assedio da parte di Napoleone nel 1800, e oggi è uno dei poli culturali più importanti del Nord-Ovest. Riedificato dai Savoia come complesso di sbarramento alla metà del 19/o secolo (le origini del primo presidio risalgono al 500 d.C.), il Forte di Bard sorge in una posizione strategica, sopra una gola dove scorre la Dora Baltea, all'inizio della Valle d'Aosta. E' stato dismesso nel 1975 dal demanio militare e acquisito dalla Regione Valle d'Aosta nel 1990.

Il progetto di recupero dell'intero complesso e di rilancio del borgo medievale è stato attuato con il contributo finanziario del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e del Fondo di Rotazione Statale nell'ambito della riconversione delle aree in declino industriale. "L'Italia è un Paese che ha un patrimonio culturale immenso che rappresenta lo spirito dell'Europa. La rinascita di questo complesso grazie ai fondi europei ridà anima alla storia, facendo rivivere mura antiche e restituendole alla comunità, diventando allo stesso tempo luogo di cultura e motore di sviluppo per il territorio", osserva Beatrice Covassi, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

L'intervento - oltre 500 maestranze coinvolte, 153.737 metri cubi di terreno rimosso e 112.705 metri di cavi elettrici posati - è durato oltre 10 anni e nel 2006 è stata aperta al pubblico l'Opera Carlo Alberto con il Museo delle Alpi. Alla fine il 'rinnovato' Forte di Bard può contare su una superficie di 14.467 metri, di cui 3.600 metri quadrati di aree espositive e 2.036 metri quadrati di cortili interni, con 283 locali, 385 porte, 296 feritoie e 806 gradini. Dal giorno dell'inaugurazione è diventato un polo culturale di richiamo internazionale, passando dalle 98.000 presenze del 2006 alle 312.000 del 2016. Il Forte si è segnalato per l'organizzazione di eventi e l'allestimento di importanti mostre come "I Tesori del Principe del Liechtenstein" (48.358 visitatori), "Marc Chagall. La Vie" (56.838), "Yann Arthus Bertrand. Dalla Terra all'Uomo" (45.236), "Montserrat. Opere maggiori dell'Abbazia" (48.276), "Pablo Picasso. Il colore inciso" (34.836) e "Steve McCurry. Mountain Men" (49.249). A ciò si aggiungono progetti di produzione artistica, tra cui quelli con il fotografo statunitense Steve McCurry, il documentarista e fotografo francese Yann Arthus-Bertrand, Magnum Photos e il fotografo ceco Josef Koudelka. La fortezza ha attirato anche l'attenzione di Hollywood: nel 2015 sono state girate alcune scene del kolossal della Marvel 'Avengers: Age of Ultron'.

"In questi dieci anni il Forte di Bard - spiega il presidente del comitato di indirizzo del complesso, Sergio Enrico - è diventato davvero 'forte'. Il punto debole è che bisogna fare un secondo passo cercando di sfruttare al meglio sul territorio queste potenzialità. Abbiamo un luogo conosciuto a livello internazionale, dobbiamo fare in modo che sia una calamita che attiri persone sul territorio". Secondo il neo direttore della struttura, Maria Cristina Ronc, "Il Forte di Bard si è già imposto come polo culturale nel Nord-Italia e ora mi piacerebbe mettere in rete tutti i forti, a partire dalla Liguria fino al Friuli, con i quali abbiamo molte cose in comune". "Ma soprattutto - conclude - punto a fare rete con i beni culturali che sono diffusi sul territorio valdostano".

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