Nato, ambiente e sicurezza, verso un'alleanza più moderna

Temi affrontati a seminario, Nato and Nature: a changing climate

Si è tenuto oggi presso la sede della Nato il seminario dal titolo: "Nato and Nature: a changing climate". L'evento di alto livello, organizzato congiuntamente dalle delegazioni di Italia e Regno Unito presso l'Alleanza Atlantica nel quadro della partnership tra i due Paesi per la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP26), ha visto la partecipazione, tra gli altri, del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg; del vice primo ministro e ministro della Difesa del Granducato di Lussemburgo Francois Braush; del vice segretario generale del Seae (Eeas) con delega per le questioni economiche e globali, Stefano Sannino; del Commissario dell'Unione Africana per l'economia rurale e l'agricoltura, Josefa Sacko.
    I temi ambientali e le possibili ricadute sulla sicurezza non sono nuovi per la Nato. Il Concetto Strategico approvato a Lisbona nel 2010 già li menzionava tra i fattori che "definiranno il futuro ambiente di sicurezza in aree di interesse per la Nato e avranno il potenziale di incidere significativamente sulla capacità dell'Alleanza di pianificare e operare". L'evoluzione nel corso dell'ultimo decennio del fenomeno dei cambiamenti climatici ha tuttavia cambiato la percezione collettiva del fenomeno, con ripercussioni in ogni settore incluso quello della sicurezza. A partire da tale constatazione, il seminario ha offerto una prospettiva più ampia, consentendo di approfondire il rapporto tra ambiente e sicurezza, nella duplice declinazione dell'impatto che il primo - inteso come moltiplicatore di conflitti ma anche di opportunità - può avere sulla seconda nonché degli effetti che le misure adottate per proteggere i nostri cittadini sull'ambiente circostante, nell'ottica di elaborare adeguate misure di mitigazione.
    Da tempo le Forze Armate italiane hanno intrapreso con convinzione e progetti tecnologicamente innovativi questa strada: un'esperienza e un approccio che l'Italia ha ritenuto importante condividere con i partner dell'Alleanza. (ANSA).
   

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