• Turismo: 100 case 100 idee, 'primarie' ospitalità in casa
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Turismo: 100 case 100 idee, 'primarie' ospitalità in casa

Il 16/11 community Airbnb in campo per turismo sostenibile

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Dalle grandi città ai piccoli borghi, in tutta Italia. Tutti insieme. Per stilare un manifesto su opportunità e sfide e confrontarsi con le istituzioni. Per la prima volta il popolo degli host, coloro che hanno scelto di aprire la propria abitazione al turismo, scende in campo e si incontra con 100 case 100 idee, primo grande evento nazionale di settore organizzato dalla community di host Airbnb. L’appuntamento è per il 16 novembre, per quelle che sono già state ribattezzate le “primarie” dell’ospitalità in casa sui temi del turismo responsabile e sostenibile (www.100case100idee.it ). “Sarà un’occasione per far sentire la propria voce e aprire un dialogo con gli amministratori locali e nazionali”, racconta all’ANSA Annalisa, 39 anni, studi in conservazione dei Beni Culturali e una bimba di sette anni. “Quando ho visto che il lavoro per cui avevo studiato non ingranava – dice – ho investito in una piccola casa subito fuori le mura storiche di Bologna e oggi mi dedico all’accoglienza. Il 16 novembre – prosegue la host – sarà una giornata per portare le nostre idee, cercare un confronto e anche per essere riconosciuti come persone che ospitando contribuiscono allo sviluppo del turismo e del territorio”. Già confermati eventi in città grandi e piccole (come Roma, Milano, Firenze, Venezia, Napoli, Bologna, Torino, Bari, Genova, Belluno e valli olimpiche, Parma, La Spezia, Cagliari, Palermo, Lecco, Como, Brescia, Siena, Agrigento, Varese, Monza e Matera), con i tavoli di confronto aperti a viaggiatori, ma anche associazioni, amministratori locali e cittadini. Ci si concentrerà in particolare su tre aree di discussione: la tematica ambientale (buon vicinato, rispetto dell’ambiente), quella sociale (sicurezza delle persone, qualità dell’ospitalità, rapporto fra politiche per il turismo e per la residenzialità) ed economica (pagamenti digitali e attività in regola con le norme amministrative e fiscali, indotto commerciale e supporto agli esercizi di vicinato). Per un settore a volte ancora visto con pregiudizio, ma in costante crescita: solo negli ultimi 12 mesi Airbnb ha superato i 10 milioni di arrivi (4,5 in estate), più della metà fuori dalle 5 mete più visitate e con un impatto economico sul territorio di 5,4 miliardi nel 2018. “Il forte sviluppo”, spiega Giulio Santagata, economista e consigliere Nomisma, è dovuto “ai cambiamenti strutturali del modo di fare turismo”. Ma in parte ha anche risposto all’annoso problema del patrimonio immobiliare privato non messo a frutto. “In Italia – spiega - abbiamo città con 10-12 mila appartamenti vuoti. Tutto patrimonio ingessato che non produce reddito”. Colpa “di una carenza normativa” che spesso non aiuta i proprietari, “dall’inquilino moroso che non riesci a sfrattare ai contratti che rendono troppo a lungo indisponibile un appartamento. E se poi il figlio torna a lavorare in Italia?”. E allora “un affitto breve, senza questi vincoli, ha il grande vantaggio della flessibilità”. Ma chi sono dunque gli host di Aribnb, pronti a riunirsi il 16 novembre? In Italia, un popolo di oltre 200 mila persone per 450 mila annunci. Più della metà è donna (54%), età media 43 anni, con il 97% del guadagno che rimane all’host, quindi sul territorio. Senza contare, dicono i dati, che il 43% dei turisti lo scorso anno ha fatto shopping e attività nello stesso quartiere in cui ha soggiornato e il 51% ha speso in loco i soldi risparmiati grazie a Airbnb. “Ospitare a breve termine significa tante cose, non solo avere una rendita dell’appartamento – commenta Annalisa - Chi lo fa in prima persona come me partecipa a valorizzare la città, la sua storia, la sua cultura. Si instaurano relazioni tra le persone. E si valorizzano anche zone fuori dai percorsi turistici tradizionali, offrendo un punto di partenza diverso, magari più in periferia. Ecco, fare l’host non è solo ‘ti do la chiave’. È molto di più, per chi arriva e per chi accoglie. Tra cinque anni? – sorride - Mi piacerebbe ampliare l’offerta anche con le experience Airbnb con piccoli laboratori artistici”.

In collaborazione con:
Airbnb

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