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Intesa Sanpaolo: a Milano mostra nel segno della ripartenza

Dal dopoguerra al lockdown, le immagini alle Gallerie d'Italia

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Le immagini di Milano ridotta in macerie dai bombardamenti dell'agosto 1943 contrapposte alle immagini della città durante il lockdown danno vita alla mostra "Ma noi ricostruiremo. La Milano bombardata del 1943 nell'Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo", ospitata da domani al 22 novembre nelle Gallerie d'Italia, il museo milanese di Intesa Sanpaolo in piazza della Scala.

Con la testimonianza storica di due eventi così drammatici e traumatici, la mostra vuole, pur nella grande differenza di origini, situazioni ed effetti rispetto a quel periodo storico, essere di stimolo alla ripartenza attuale della città. Tra oltre 3.300 fotografie dell'Archivio Publifoto che ritraggono la Milano bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale, Mario Calabresi, curatore della mostra, ha selezionato 70 immagini di undici luoghi simbolo della città - tra cui il Cenacolo, la Galleria Vittorio Emanuele, Sant'Ambrogio, Brera, l'Università Statale e piazza Fontana - devastati dagli attacchi aerei del 1943. Ai documenti storici sono affiancati gli scatti degli stessi luoghi realizzati durante il lockdown dal fotografo torinese Daniele Ratti. "I documenti storici dell'Archivio Publifoto scelti da Calabresi e le fotografie attuali ci mostrano una Milano che, gravemente ferita, non si rassegna e lavora per la ricostruzione - afferma il presidente emerito di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli - Ieri come oggi Intesa Sanpaolo conferma il proprio impegno per fare della cultura un motore di rinnovamento della città e dell'intero Paese". Ad arricchire il percorso espositivo il contributo di Umberto Gentiloni, storico e accademico dell'Università La Sapienza di Roma, sulla strategia decisa dagli Alleati di colpire il Paese per abbattere definitivamente il Fascismo nell'agosto 1943, pochi giorni dopo la caduta di Mussolini, e una mappa della città che indica i luoghi maggiormente colpiti dai bombardamenti.

"Le immagini contrapposte del passato e del presente, scattate durante il lockdown di marzo-aprile, possono essere cruciali per riscoprire l'orgoglio che ha portato alla rinascita e possono essere lo stimolo per credere che anche oggi la città può e deve ripartire - sostiene Calabresi - Le parole di Antonio Greppi, primo sindaco di Milano dopo la Liberazione sono il manifesto più bello e commovente di questa tenace speranza: 'Molto si è distrutto, ma noi tutto ricostruiremo con pazienza e con la più fiduciosa volontà'. Il suo messaggio ai milanesi non può che suonare attuale anche noi". La mostra è il primo appuntamento del progetto "Viaggio nell'Archivio Publifoto di Intesa Sanpaolo" che intende aprire il patrimonio fotografico alla disponibilità del pubblico. L'Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo, acquistato dalla Banca nel 2015, è oggi un patrimonio di circa 7 milioni di fotografie analogiche, per lo più in bianco e nero, di cronaca, politica, costume, società, cultura, sport, paesaggio e architettura, realizzate tra gli anni Trenta e gli anni Novanta del Novecento in Italia e all'estero.

In collaborazione con:
Intesa Sanpaolo

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