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30 anni del Parco Mont Avic, tra tutela natura e nuove sfide

Assessore Chatrian, area protetta sostenga sviluppo territorio

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Trent’anni di tutela di tutela e valorizzazione: il Parco naturale del Mont Avic ha festeggiato questo anniversario ricordando i risultati raggiunti ma guardando anche al futuro, dall’ipotesi di raddoppio dell’area protetta alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie per rafforzare la sua impronta ‘green’.
Primo parco naturale regionale della Valle d’Aosta, si estende per oltre 5.500 ettari tra la Valle di Champorcher il vallone di Champdepraz ed è allo studio un suo possibile allargamento, includendo il vallone di Clavalité, ma non solo.
“Sono convinto che parchi come il nostro non sono solo responsabili del mantenimento del loro patrimonio, ma hanno anche di una missione importante: sostenere lo sviluppo economico e sociale del territorio”, ha detto durante le celebrazioni per il trentennale l’assessore regionale all’Ambiente della Regione autonoma Valle d’Aosta, Albert Chatrian. Per questo, “deve essere un obiettivo essenziale”, ha aggiunto, “aumentare il numero di visitatori, saper accoglierli e ottenere vantaggi per il territorio e per le attività locali. Non bisogna aver paura di adottare nuove formule, di aprirci all'innovazione”. In questo senso, ha sottolineato l’assessore Chatrian, nel Parco si "dovrebbe sperimentare la transizione ecologica con sistemi alternativi di trasporto, riscaldamento o produzione di energia". L’area protetta, quindi, "dovrebbe diventare un laboratorio naturale impegnato in esperimenti pilota, audaci, inaspettati e tuttavia trasferibili".
Fino al primo febbraio 2020 è possibile visitare la mostra fotografica dedicata alla storia del Parco allestita sotto i portici del municipio di Aosta, in piazza Chanoux. Un’altra esposizione dedicata ai 30 anni del Parco (‘Mont Avic i primi trent’anni’) è ospitata fino al 10 novembre al Forte di Bard, dove si è svolta anche la conferenza dedicata all’anniversario dell’area protetta. “Mi chiedo – ha aggiunto Chatrian – se una realtà in fase di sviluppo, qual è il Parco del Mont Avic, potrebbe in qualche modo dare una spinta all’economia della bassa Valle. Potrebbe essere interessante lavorare ad un progetto che travalichi i confini dell’area protetta, coinvolgendo tutte le realtà, pubbliche e private, che gravitano nelle vallate circostanti e che abbia come obiettivo la valorizzazione delle risorse umane e naturali di tutta la bassa valle”.
"L'attenzione alla salvaguardia dell'ambiente" non "deve essere – ha sottolineato il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, Antonio Fosson – un'occasione per indossare la divisa degli ambientalisti, ma uno stimolo perché gli amministratori facciano scelte importanti che derivano dalla responsabilità di essere degni e di proteggere questo grande patrimonio naturale al fine di trasmetterlo alle generazioni future".

Giunto nella "età adulta", il Parco, ha annunciato il presidente dell'ente, Davide Bolognini, "sarà sempre più attivo nella gestione dei flussi turistici, organizzando visite guidate da professionisti della montagna che sapranno descrivere le dinamiche che condizionano i delicati equilibri ambientali, sensibilizzando l'utenza alla necessità del massimo rispetto nel segno della tutela e della conservazione dei beni naturali".

In collaborazione con:
Parco Mont Avic

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