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La nave, i movimenti, la traiettoria

Redazione ANSA RIMINI

di Alessandro Galavotti

GENOVA - La rotta della Concordia ha ora una traccia certa. E' quella dell'Ais, l'Automatic Identification System, che la Qps, una società olandese specializzata in software per la navigazione, ha deciso di rendere pubblica. Non una ricostruzione qualsiasi, ma l'esatta posizione della nave - così come rilevata dai radar - prima e dopo l'impatto con le Scole. Un documento inedito, che potrà aiutare gli inquirenti a far luce sul naufragio, che l'ANSA ha fatto commentare ad un esperto. Il quale, in base ai dati esaminati, rivela: a far accostare il 'Titanic italiano' all'Isola del Giglio dopo l'urto non sarebbero state le correnti marine, ma una "manovra di salvataggio che ha salvato molte vite umane". La tesi è del capitano Giovanni Luca Barbera, direttore per il Mediterraneo della compagnia di navigazione svedese Wallenius, alle spalle 15 anni di esperienza nei mari di tutto il mondo a bordo di portacontainer.

"L'Ais è un sistema sicuro come la matematica - spiega dai suoi uffici nel Porto di Savona - che indica in qualsiasi momento la posizione di una nave e la sua velocità". La sera del 13 gennaio, Concordia viaggia verso l'isola del Giglio alla velocità di crociera di 15 nodi. L'impatto contro le Scole, preceduto da quello che sembra un tentativo di cambiare rotta per evitare la collisione, è violento. La nave colpisce gli scogli con la fiancata di sinistra, sbanda e rallenta di colpo. In un primo momento sembra puntare verso la terra ferma, poi la pru torna a rivolgersi verso il mare aperto, in una zona dove il fondale supera i cento metri di profondità. L'impatto, secondo quanto registrato dal sistema Ais, avviene tra le 20:43 e le 20:45.

Alle 20.52 la Concordia inizia quella che Barbera definisce una "manovra di salvataggio" effettuata "secondo l'arte marinaresca". Poco dopo le 21 la nave si gira di 180 gradi e, spostandosi di fianco, si avvicina a punta Gabbianara, dove si trova tutt'ora. Lo spostamento è molto lento, appena 0,7 nodi, e questo spiegherebbe perché, secondo alcune testimonianze, la Concordia sembrava ferma. L'impatto con la terra avviene - secondo l'Ais - alle 21.54. "Dalle rilevazioni del sistema - spiega il capitano Barbera - si capisce che il comandante ha effettuato la migliore manovra di salvataggio per evitare l'affondamento della nave e salvare così molte vite umane". La tesi, se confermata, rivaluterebbe almeno in parte la figura del comandante Francesco Schettino, agli arresti domiciliari con l'accusa di omicidio plurimo colposo e abbandono di nave. "Il movimento della nave così come rilevato dall'Ais - ribadisce l'esperto - non può essere stato determinato soltanto dall'impatto contro gli scogli e dalle correnti marine".

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