Expo Dubai:fedi e cultura, spinta italiana al dialogo

Tra eventi, 'Connecting souls' e commemorazione vittime terrore

Fausto Gasparroni ROMA

A Expo Dubai del prossimo autunno, il primo grande evento globale dopo la pandemia, l'Italia animerà e approfondirà con iniziative ed eventi di rilevanza internazionale il dialogo tra culture e religioni: un dialogo che proprio negli Emirati Arabi Uniti ha trovato negli ultimi anni un punto decisivo di sviluppo, dalla firma - da parte di papa Francesco e del grande imam di Al-Azhar - del Documento sulla Fratellanza umana del febbraio 2019, alla svolta nelle relazioni con Israele sancite dagli Accordi di Abramo dello scorso settembre. "L'unione delle diversità, il confronto delle diversità, è l'elemento centrale, strategico di tutta l'agenda internazionale, culturale, scientifica, economica, ma soprattutto politico-istituzionale e diplomatica.

 


    E il grande incontro di Dubai coglie il tema di questo mondo frammentato, ma allo stesso tempo interconnesso. La cultura del dialogo oggi ha bisogno di grande cura, anche della formazione di una 'vera' cultura del dialogo, soprattutto con le nuove generazioni", spiega in un Forum dell'ANSA il commissario italiano dell'Expo di Dubai, Paolo Glisenti, secondo il quale il grande evento, rinviato di un anno a causa della pandemia, avrà il compito di "connettere menti, popoli, religioni per promuovere il dialogo nella sua dimensione spirituale, culturale, intergenerazionale e universale". Ed è lo storico delle religioni Alberto Melloni ad annunciare come, in un'Expo il cui tema è appunto 'Connecting Minds', sarà proprio la partecipazione italiana a proporre un momento 'Connecting Souls', connettere le menti, subito dopo che al G20 a presidenza italiana si terrà a Bologna un G20 delle religioni, l'Interfaith Forum.

"Quello che ci aspettiamo - osserva - è che possa essere il luogo nel quale far vedere come fra quello che è il sapere teologico, fra quella che è la ricerca filosofica e quella che è l'azione pragmatica e la dimensione diplomatica e politica, ci può essere un punto d'incontro: si possano trovare piccole cose che possono stare scritte sulla 'parva carta', con le quali si riesce a trasformare il grande orizzonte dell'utopia, senza la quale il tetto del mondo ci cascherà sulla testa, in quelli che saranno i risultati concreti e rappresentabili, capaci di fare il bene dei singoli esseri umani che oggi soffrono, in quel quadrante e altrove, della guerra". La settimana tematica di Expo Dubai sul dialogo interreligioso culminerà nella Giornata Internazionale della Tolleranza del 16 novembre 2021, evento di punta dell'intero semestre dell'Esposizione Universale. E proprio in quell'occasione il Padiglione Italia ospiterà il forum "Connecting Souls", con il coinvolgimento di personalità di rilievo del mondo religioso, politico e culturale provenienti da tutto il mondo, che discuteranno degli sforzi a livello globale per promuovere la pace, la fratellanza, il dialogo tra popoli e religioni. E un momento cruciale dell'evento sarà una commemorazione delle donne e degli uomini vittime di aggressioni o attacchi terroristici all'interno di luoghi di culto (moschee, chiese, sinagoghe, templi). Nelle iniziative del Padiglione Italia sul tema, inoltre, avrà un ruolo decisivo anche l'Unesco: la dimensione dell'education è infatti condizione necessaria per il dialogo. "Alla sua costituzione, 75 anni fa mise al centro un principio di progetto educativo per un mondo da ricostruire dopo la Seconda Guerra Mondiale: costruire la pace nella mente degli uomini. Tutte le situazioni di conflitto nascono nelle menti degli uomini, è lì che bisogna agire", avverte infatti la vice direttrice generale Stefania Giannini.

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