Coronavirus: Landi, ripartire senza abbassare guardia

Primario Gemelli e membro cda Sport e Salute: Servirà screening

(ANSA) - ROMA, 01 APR - Da tre settimane è in prima linea nella battaglia contro il coronavirus. In qualità di primario di riabilitazione geriatrica al Gemelli di Roma Francesco Landi coordina due reparti Covid-19 al Policlinico. E da membro del cda di Sport e Salute prova a ragionare su come e quando potrà ripartire l'attività agonistica. "Dobbiamo cercare assolutamente di ripartire, ma senza farci prendere la mano e abbassare la guardia -dice. Meglio rinunciare ancora a qualcosa oggi per riguadagnarlo magari a settembre piuttosto che rischiare un contagio di ritorno. In quel caso la situazione diverrebbe drammatica non solo per lo sport ma per il Paese". I numeri attuali sono ancora pesanti e il lockdown non sembra destinato a cessare a breve. "Abbiamo davanti una nuova malattia che nessuno conosceva e che ha sconvolto tutti modificando quanto facevamo.
    La stiamo studiando, con le evidenze scientifiche sul campo e quelle che arrivano dalla Cina" dove tutto è cominciato. "Non è una semplice influenza. C'è chi non ha sintomi o ne ha pochi, ma sfortunatamente c'è anche chi accusa sintomi di polmonite importante. E non parlo solo di anziani -dice il primario che passa anche 14 ore al giorno al Gemelli. Si ammalano anche i giovani". Quindi pure gli sportivi sono a rischio. Non a caso ci sono discipline di contatto come il rugby che hanno già chiuso la stagione. "E inevitabile è stato il rinvio di Olimpiadi e Europei di calcio -dice- ma come il Paese, pure lo sport deve ripartire. Speriamo e ipotizziamo, se il trend si mantiene questo, di riprogrammare alcune attività d'allenamento individuale tra 2 settimane". Se davvero "iniziamo a scollinare" la prospettiva è di provare a ripartire dopo Pasqua, rispettando ancora isolamento e distanze minime, e magari con uno screening per gli sportivi. Per tornare a allenarsi bisogna essere sani, asintomatici e negativi al Covid-19". Alcune discipline sono più avvantaggiate perché prevedono un contatto minimo, "penso a nuoto tennis, atletica. Più complicato è per gli sport di squadra" dice Landi, senza tralasciare l'aspetto del pubblico: "Resta una grande incognita, per rivedere gli stadi pieni ci vorrà tempo. Ci divertiremo ancora per un pò a guardare lo sport in tv". (ANSA).
   

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