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Dies academicus dà il via al 25/o anniversario di Unibz

(ANSA) - BOLZANO, 27 MAG - Si è svolta, a distanza di tre anni dall'ultima edizione pre-Covid19, la festa della comunità accademica della Libera Università di Bolzano, il Dies academicus. Presentati i nuovi professori e consegnati i premi della Fondazione Cassa di Risparmio a ricercatori che si sono distinti per la loro attività scientifica. L'allocuzione è stata tenuta dalla prof.ssa Raffaella Rumiati, docente di Neuroscienze cognitive alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste, intervenuta sul tema "Istruzione superiore e inclusione sociale".
    Il Dies Academicus 2022, quest'anno, si è caricato anche di un ulteriore significato, oltre a quello di un rientro a una situazione di normalità. Ha segnato infatti l'inizio ufficiale delle celebrazioni per il 25° anniversario della Libera Università di Bolzano, fondata il 31 ottobre 1997. A fare gli onori di casa, la presidente prof.ssa Ulrike Tappeiner nella sua introduzione: "Un'università è un think tank istituzionalizzato ma non ci vediamo come un deposito di conoscenze e know-how, bensì come un'istituzione che mette a disposizione il proprio capitale sociale. Guardando alla pandemia, alla guerra e alla crisi climatica, ci accorgiamo di come il cambiamento porti grandi sconvolgimenti all'interno della società; per questo la scienza deve generare la conoscenza necessaria per superarli.
    Noi scienziati siamo persone fiduciose, vediamo la nostra forza in una società disposta a imparare".
    Nel suo intervento, il rettore, prof. Paolo Lugli ha fatto riferimento al discorso tenuto dal Presidente Sergio Mattarella in occasione dell'800° anniversario dell'Università di Padova, quando ha sottolineato le virtù fondamentali di cui anche un'università deve farsi portatrice: Umiltà e responsabilità.
    Partendo da questo presupposto, il prof. Lugli si è chiesto se l'università abbia fatto tutto bene finora e se sia sempre riuscita a essere giusta e lungimirante nel suo sviluppo. "Non dobbiamo solo generare conoscenza, ma anche tenere sempre d'occhio la sua trasferibilità al territorio", ha sottolineato.
    In rappresentanza del governatore Arno Kompatscher, il direttore del Dipartimento Europa, Innovazione, Ricerca e Comunicazione Ulrich Stofner ha illustrato il brillante sviluppo che l'Università ha intrapreso negli ultimi 25 anni per far progredire lo sviluppo delle competenze e delle infrastrutture di ricerca in Alto Adige, anche grazie all'arrivo di professori*esse eccellenti. (ANSA).
   

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