Industria: firmata intesa tra Confindustria e Regione Umbria

Per radicare multinazionali e attrarre nuovi investimenti esteri

(ANSA) - PERUGIA, 02 FEB - Promuovere misure di politica industriale per creare un ambiente favorevole alla fidelizzazione delle imprese a capitale estero che già investono in Umbria e per sostenere l'attrazione di nuovi investitori nel territorio è l'obiettivo del "Protocollo di intesa per il consolidamento e l'attrazione degli investimenti esteri" siglato da Regione Umbria, Confindustria nazionale e Confindustria Umbria.
    A firmare l'accordo sono stati la presidente della Regione Umbria Donatella Tesei, la vice presidente per l'Internazionalizzazione di Confindustria Barbara Beltrame e il Presidente di Confindustria Umbria Antonio Alunni. Alla presentazione in videoconferenza, oltre ai firmatari, era presente anche Massimiliano Burelli, ad di Ast, coordinatore del Comitato multinazionali di Confindustria Umbria e del Gruppo tecnico per gli investimenti e gli investitori esteri di Confindustria denominato Advisory board investitori esteri (Abie).
    Le aziende a capitale estero - si spiega in un comunicato dell'associazione degli industriali - hanno un'incidenza molto rilevante nel sistema produttivo regionale, ed in particolare in quello industriale, dove occupano oltre 7.000 addetti e generano un fatturato di circa 7 miliardi di euro. In Confindustria Umbria sono presenti 30 multinazionali a controllo estero provenienti da 14 Paesi. Le multinazionali in Umbria, inoltre, svolgono - viene sottolineato ancora - un "ruolo significativo" rispetto al tessuto locale di fornitori che risentono positivamente della loro presenza in termini di accesso ai mercati internazionali, adozione di sistemi gestionali avanzati, innovazione tecnologica e cultura manageriale.
    Il Protocollo sancisce quindi una collaborazione tra le parti coinvolte che si impegnano a favorire un'azione mirata, efficace e integrata per l'ulteriore radicamento delle multinazionali già presenti e l'attrazione di nuovi investimenti esteri.
    "L'attrattività della nostra regione - ha sottolineato Tesei - è un elemento determinante per lo sviluppo economico. È necessario un lavoro di squadra, nel rispetto dei rispettivi ruoli, affinché si sfruttino quanto più possibile le peculiarità dell'Umbria e si creino ed implementino le migliori condizioni per creare terreno fertile sia per chi già è presente nel nostro territorio sia per i nuovi investitori. Seri e solidi progetti industriali a capitale estero sono un valore aggiunto per l'occupazione e per la stessa imprenditoria locale, così come dimostrato da numerosi esempi virtuosi che la nostra regione ospita".
    "Alla luce della pandemia che stiamo vivendo - ha affermato Beltrame - e in linea con le attività che stanno mettendo in atto gli altri Paesi, nell'ambito della strategia nazionale per gli investimenti esteri è fondamentale decidere la scala delle priorità. Per noi l'obiettivo principale deve essere la retention o fidelizzazione delle imprese estere già presenti in Italia".
    Alunni ha evidenziato il ruolo delle multinazionali in Umbria.
    "Questo accordo - ha aggiunto - è pienamente in linea con il lavoro che stiamo portando avanti con l'obiettivo di trasferire le competenze, l'organizzazione e la conoscenza di strumenti evoluti delle grandi imprese alla struttura produttiva umbra.
    La collaborazione che stiamo avviando ci consentirà di procedere più speditamente per individuare misure rivolte allo snellimento dei procedimenti autorizzativi, per promuovere la collaborazione delle imprese multinazionali con gli ecosistemi umbri della digitalizzazione, ricerca e innovazione, anche attraverso adeguate misure regionali di incentivo".
    "L'accordo - ha detto Burelli - riconosce il ruolo fondamentale che le multinazionali hanno avuto e potranno continuare ad avere nella crescita e nella valorizzazione del sistema industriale dell'Umbria. Siamo certi che a questo accordo faranno seguito azioni concrete dell'amministrazione pubblica a sostegno della ripartenza delle attività produttive, dopo un lungo e drammatico periodo di pandemia". (ANSA).
   

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