Uomini_Limiti_Scoperte
Una produzione di Balletto Lucano
Il tema trae ispirazione dall’esilio, in Lucania, del pittore e scrittore torinese Carlo Levi, che ha raccontato attraverso la sua opera “Cristo si è fermato a Eboli”, la verità su una terra che vive tutt’ora, in silenzio, la leggerezza delle sue epoche storiche. Da qui il duplice significato della parola esili o esìli: celebrazione dell’isolamento che trae forza dalla leggerezza mentale, permettendo creativamente di raggiungere forze e superare i limiti.
La compagnia del Balletto Lucano si compone
di danzatori comunemente attratti dalla forza e dall’intensità del
progetto che ha portato alla nascita dello spettacolo e che si è
concentrato sullo studio introspettivo del movimento e sulla ricerca del
rapporto tra l’uomo e la terra - a volte Madre, a volte Matrigna - nei
luoghi suggestivi della Basilicata (centri storici di Matera, Colobraro,
Aliano, Parco dei Calanchi, Diga di Montecotugno).
Un progetto di
ascolto, comprensione e ricerca della nostra terra che utilizza il corpo
come mezzo di connessione tra la natura che ci circonda, il rumore del
suo silenzio e le emozioni che suggerisce, divenendo così acqua, vento,
sole, terra, campi, mani, sudore, silenzio, esilio.
Il progetto di ricerca nei luoghi della Basilicata ha visto partecipe tanto i danzatori quanto il pubblico osservatore, divenendo spettacolo liquido - capace di adattarsi a forme e circostanze, luoghi e abitanti - e attraversando l’intera regione, sino a trasformarsi, al termine della ricerca, da spettacolo itinerante ad adattamento teatrale.
I danzatori: Luana Filardi, Pasquale De Giacomo, Antonio Polito, Agnese Trippa, Aleksandr Vacca.
I cinque danzatori della compagnia del Balletto Lucano, particolari nella tecnica e nell’interpretazione, lucani e non solo, danzeranno sulle note della musicista e cantante lucana Daniela Ippolito, che ha realizzato uno studio di ricerca sui canti popolari della Basilicata, adattandoli e rinnovandoli con l’accompagnamento musicale dell’arpa.
Frammenti di luoghi e attimi di vita attraversano lo spettacolo con immagini bidimensionali della realtà: il tempo fuori da noi e il tempo dentro di noi. Immagini realizzate ad opera del film-maker e fotografo lucano Angelo Chiacchio.