Campania

Morra a Casa Don Diana, politica deve cambiare, sia servizio

Presidente Antimafia a Casal di Principe nel bene confiscato

(ANSA) - CASAL DI PRINCIPE (CASERTA), 18 SET - "Se siamo qui è perché va operata una inversione ad 'u'. La politica è stata per troppo tempo occasione di arricchimento personale. Deve tornare ad essere servizio per la collettività, anche se il contrasto alle mafie interessa sempre meno, nonostante il lavoro della Commissione Antimafia". Lo ha detto il senatore Nicola Morra, presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, nel corso della visita effettuata a Casa Don Diana, bene confiscato situato a Casal di Principe (Caserta).
    Ad ascoltarlo i trenta ragazzi e ragazze che hanno aderito al campo estivo organizzato da Confcooperative nelle Terre di don Diana, il vescovo di Aversa Angelo Spinillo, il sindaco di Casal di Principe Renato Natale, il testimone di giustizia Augusto Di Meo e il coordinatore del Comitato don Peppe Diana, Salvatore Cuoci.
    Morra ha anche manifestato vicinanza e solidarietà per l'attentato avvenuto (colpi di pistola sparati contro la porta-finestra del bene confiscato il 2 settembre scorso). "Le mafie - ha proseguito Morra - si combattono con prevenzione e repressione, non possiamo prescindere da entrambe la condizioni.
    L'esclusione sociale è una delle condizioni che genera atteggiamenti di anti-Stato". Parlando del campo estivo e delle tante iniziative sui beni confiscati organizzate nel Casertano dalla rete di associazioni e coop, Morra ha sottolineato che queste "sono occasioni nelle quali si può innaffiare nuovamente la piantina e farla crescere affinché diventi albero. Ma questa piantina da fastidio a molti. Come diceva Chinnici, la mafia mira all'accumulazione di capitale. Col denaro si compra tutto, in epoca medievale era detto lo sterco del diavoli". (ANSA).
   

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