Acqua: comuni Abruzzo contro Acea,dragare laghi e ristorare

Sindaci, energia da impianti Alto Sangro, azienda rifiuta lavori

Redazione ANSA LANCIANO
(ANSA) - LANCIANO, 13 MAG - Sedici sindaci abruzzesi chiedono all'Acea di dragare due laghi, Bomba e Casoli (Chieti), e accedere alle risorse derivate, come portatori di interessi, nella concessione della grande derivazione per uso idroelettrico Sant' Angelo che comprende anche la centrale di Altino, oltre ai due invasi.

Da 60 anni la concessione, scaduta nel 2013, è dell'Acea di Roma. "La grande infrastruttura ha fortemente segnato il territorio portando altrove i ricavi, deve diventare una risorsa per il futuro dei nostri paesi - ha detto oggi in conferenza stampa, a Lanciano, il presidente Massimo Colonna, consigliere comunale di Bomba, presenti i sindaci di Altino Vincenzo Muratelli e di Villa Santa Maria Pino Finamore - Seguiremo tutte le questioni legate all'impianto di produzione di energia idroelettrica. Dopo 60 anni di sfruttamento gli invasi devono essere dragati e la futura gestione deve garantire molte più risorse per le comunità locali, il rispetto del territorio e la compatibilità con altre attività di valorizzazione e sviluppo.

Nel suo progetto di gestione Acea ha dato comunque una buona notizia, sul fatto che le acque dei laghi e i sedimenti non sono inquinati, ma ha l'obbligo di legge di effettuare opere di dragaggio, mai fatte, per il ripristino delle capacità originali, ed ha già dichiarato che non lo farà. La questione l'abbiamo già portata all'attenzione del Ministero".

L' infrastruttura è stata realizzata nella seconda metà degli anni 50 con fondi statali e data in gestione all'Azienda Comunale Elettricità ed Acque di Roma (A.C.E.A.), attuale ACEA Produzione S.p.A. La centrale ha una potenza nominale media pari a 58,4MW ed è entrata in produzione nel 1958. Ora la Concessione è scaduta a luglio 2013. Solo il lago di Bomba ha un bacino di circa 80 milioni di metri cubi.

" Nel 2019 - aggiunge Colonna - la legge nazionale ha imposto alle Regioni di dotarsi di una legge e di indire il bando per le nuove concessioni. Lavoreremo affinchè ci sia consentito trattative con il nuovo concessionario, con l'impegno di aver in cambio compensazioni con ricadute sul territorio, come canoni destinati ai comuni, fornitura gratuita di energia, ripristino ambientale, miglioramento della produzione di energia elettrica, anche attraverso il fotovoltaico e l'eolico; infine clausole sociali volte a promuovere la stabilità occupazionale del personale". (ANSA).

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