Protesta studenti 'MiBe', no spostamenti per lezioni pomeriggio

A Pescara Liceo musicale in luoghi diversi. Lettera a ministro

Redazione ANSA PESCARA

(ANSA) - PESCARA, 21 SET - Una protesta in musica per poter continuare a studiare senza dover sopportare grossi disagi. È quella inscenata questa mattina a Pescara dagli studenti del Liceo Musicale che, con i loro strumenti, insieme ai genitori hanno organizzato un sit-in davanti al Palazzo della Provincia di Pescara per sensibilizzare l'opinione pubblica sui gravi disagi a seguito della decisione del dirigente scolastico del Liceo MiBe Raffaella Cocco e del presidente della Provincia Ottavio De Martinis di spostare le lezioni pomeridiane di strumento, Musica d'Insieme e Coro, da viale Kennedy a via Einaudi, cioè dalla parte opposta della città, al termine delle lezioni del mattino, svolte in via Passolanciano. Un trasferimento con una serie di conseguenze che, secondo studenti, molti dei quali pendolari, e genitori violano il diritto allo studio e la sicurezza.
    "Abbiamo scritto al ministro dell'Istruzione per chiedere un suo intervento diretto sulla questione del Liceo Musicale di Pescara - ha detto la rappresentante dei genitori degli studenti Dalia Palmieri - Gli studenti non hanno avuto un'unica sede e devono dividersi su più sedi fra mattina e pomeriggio. Crediamo che così facendo ci sia una decurtazione delle ore di lezione per alcune materie e questo non è tollerabile, si lede il diritto allo studio considerando che i ragazzi sono già costretti a vari spostamenti. I ragazzi interessati sono 150, ovvero un'unica sezione con 5 classi quando prima vi erano tre sezioni, ma per il futuro siamo preoccupati perché alcuni studenti hanno già lasciato la scuola a causa di questa situazione e si sono trasferiti in altri istituti".
    La rappresentante e portavoce degli studenti Chiara Di Berardino: "Siamo stufi di questa situazione e chiediamo una sede unica per il Liceo Musicale che è a Pescara esiste da dodici anni. Molti studenti vengono da fuori e sono costretti a grandi sacrifici perché nel pomeriggio non hanno treni o bus per tornare a casa. Abbiamo cercato di avere un'interlocuzione con la Provincia, ma non ci sentiamo ascoltati, pur essendo studenti come gli altri, e ci sentiamo dire che più protestiamo più rimarrà questa la situazione". (ANSA).
   

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