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Omaggio a Monica Vitti, "vorrei qui chi mi ha voluto bene"

90 anni il 3 novembre, un film la racconta, scene cult e interventi

Monica Vitti @ Vitti d'arte, Vitti d'amore © Ansa
  • di Alessandra Magliaro
  • ROMA
  • 01 novembre 2021
  • 12:49

"Sai cosa vorrei? Tutte le persone che mi hanno voluto bene averle qui davanti a me come un muro" dice Monica Vitti. E non importa se era giovane, bellissima e fragile, davanti alla cinepresa a dire questa frase, perché ascoltarla oggi mette i brividi. Il 3 novembre compie 90 anni, dal 2002 non è più apparsa in pubblico, protetta fortissimamente dal marito Roberto Russo, nella malattia degenerativa che l'ha sottratta alla vita sociale. E' così che proprio rivederla nel suo magnifico splendore di attrice dotatissima, di donna stupenda, di talento, intelligenza, ironia, capacità come in Vitti d'arte, Vitti d'amore, il documentario di Fabrizio Corallo, presentato in anteprima alla Festa del cinema di Roma, la malinconia, la tristezza accompagnano la visione.
    Viene spontaneo ai tanti che puntellano il racconto di spezzoni cinematografici, di sue interviste televisive, di sue partecipazioni, parlare di lei al passato. Carlo Verdone, che racconta come "Sordi la stimava tantissimo, come nessun altro collega, per via dei suoi famosi proverbiali 'tempi'", dice "la gente la sentiva vicina, era entrata nel cuore di tutti", poi si corregge e aggiunge "è nel cuore di tutti". Ma è solo un esempio tra i tanti e del resto la sua, ormai da quasi venti anni, è un'assenza totale, persino fitta di mistero (come quando un anno fa Russo dovette smentire di nuovo che era in una clinica in Svizzera: "è a Roma, a casa sua, con me e una badante che aiuta"). Il film si apre e si chiude in una Villa Borghese vuota, lo stesso parco cittadino che fa dire a Michele Placido: "Mi è sembrato di vederla una decina di anni fa. Girava voce che alle 5 andava a passeggio accompagnata da Roberto Russo, e io ho pensato di averla incrociata".
    Il film, prodotto da Dazzle Communication e Indigo Film, un progetto che Rai Documentari ha sostenuto e che andrà in onda su Rai3 venerdì 5 novembre in prima serata, per il suo compleanno, contiene spezzoni che sono la storia del cinema italiano a cominciare dai primi film con Michelangelo Antonioni per cui fu, fresca attrice di accademia studentessa di Orazio Costa e Sergio Tofano e con esperienze teatrali con Bice Valori e Paolo Panelli tra gli altri, la musa dell'incomunicabilità con L'avventura, La Notte, L'eclissi, Deserto Rosso. E poi avanti con gli spezzoni da "regina della commedia" .
    Dice Goffredo Fofi: "Era arrivata come una manna sul cinema: attrici comiche non ce n'erano, fu grazie a Monicelli che il cinema italiano trovò una diva perfetta". Dramma della gelosia di Ettore Scola, 1970, è uno degli esempi, "una specie di rovescio di divorzio all'italiana, in cui teneva testa a Mastroianni e ad un giovane Giannini". Corallo intervista Paola Cortellesi, Barbara Alberti, Micaela Ramazzotti, Enrico Vanzina, Christian De Sica, Enrico Lucherini, il critico Valerio Caprara e tanti altri. Fa tenerezza vedere Gigi Proietti: "Non c'è mai stata in Monica la ritrosia di dire non faccio meno ridere, se no divento meno bella" . E Alberto Sordi, che aveva fatto coppia con lei a partire da Amore mio aiutami facendo infiammare il box office di fine anni '60, guardare la Vitti e dichiararle, ospiti entrambi di Maurizio Costanzo, amore: "Io ti voglio tanto bene". Monica Vitti "è un'attrice - dice Caprara sopra le scene di Flirt, 1983, diretta da Russo - che non ha mai smesso di mutare, sorprendere, di dialogare con decine e decine di donne sue simili ". Da tanti anni il silenzio, ma non si cancella l'affetto, come testimonia il commovente Vitti d'arte Vitti d'amore, per Monica che ha preso a dimenticare fatti, persone, personaggi e anche l'interprete, se stessa. (ANSA).
   

  • di Alessandra Magliaro
  • ROMA
  • 01 novembre 2021
  • 12:49

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