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Arcane, perché è la serie più amata dei teenager

League of Legends, ai ragazzi piace la complessità e il merchandising è soldout

Arcane. Ella Purnell as Jinx in Arcane. Cr. Courtesy of Netflix © 2021 © Ansa
  • (di Agnese Ferrara)
  • 20 gennaio 2022
  • 16:32

Altro che reality in stile ‘Grande Fratello’. Ai ragazzi piacciono trame complesse, i personaggi articolati e con una storia di vita vera alle spalle, fallimenti e traumi inclusi, seppure ambientata in un mondo digitale, artefatto e inventato di sana pianta. Osservando i loro stessi commenti pubblicati sui social di tutto il mondo, si comprendono le ragioni che hanno spinto sempre più ragazzi e rimanere incollati allo schermo per vedere la serie d’animazione da record Arcane, targata Netflix. La serie è ambientata nel mondo dei League of Legends, videogioco multiplayer di successo mondiale, ma è riuscita a trasformarlo in una serie che ha conquistato un pubblico vastissimo di adolescenti, non solo amanti dei videogames e cosplayer. Il pubblico di adolescenti stravede per le sorelle Vi e Power, le protagoniste della storia, ma familiarizzano e tifano anche per le avventure dei numerosissimi altri personaggi che si intrecciano nel racconto. Poi c’entra anche la visione politica della vita di una città cupa e con grandi conflitti sociali, l’aria steampunk (mondo fatto di ingranaggi, con un pizzico di magia) e le eccellenti tecniche di animazione dello sviluppatore Riot Games.
In attesa dei nuovi episodi, i ragazzi italiani si scambiano meme sul tema con il cellulare, comprano magliette e felpe in tema (sold out nei grandi magazzini), discutono in classe i destini e le motivazioni che spingono i personaggi a fare determinate cose (o a non farle), analizzano il loro passato per capirne il presente e il futuro mostrandosi un generazione comprensiva, pronta all’ascolto e con una spiccata dose di rispetto e amore per la complessità e le diversità.
“Mai giocato a League of Legends ma adoro la serie, - spiega Anna D, quindici anni. – L’animazione è sensazionale e costruita in modo tale che ogni frame sembri un dipinto in sé, sembra fatto ad olio. Poi la trama è molto avvincente, non è il solito triangolo amoroso ma è molto più articolata. Ci sono storie dietro ad ogni personaggio, ognuno ha molte ragioni per agire e la costruzione dei personaggi è fatta con una raffinatezza estrema”.
“Ho adorato la serie per la particolarità della trama che, soprattutto dal terzo episodio in poi, si sposta su tematiche sempre più importanti e serie e inoltre per la complessità dei personaggi che sono ben strutturati, oltre che per il design e la colonna sonora. Apprezzo anche la rappresentazione dei legami Lgbt. Insomma, wow, è poetico, - commenta Arianna S., 15 anni.
“Non c’è una persona uguale all’altra, ci sono anche personaggi molto belli ma mai stereotipati alla Barbie o Ken. Diverse etnie, generi, tutti interessanti, - sottolinea Isabella F., 14 anni. “Ha una storia molto particolare, non c’è un buono o un cattivo, ci sono anche personaggi che definiresti pazzi ma che siccome vengono ben descritte le loro motivazioni, li segui e scopri cosa gli è successo, anche fin dall’infanzia. Catastrofi e problemi li trasformano, si segue la loro vita precedente e familiarizzi con loro perché più che di follia si tratta di una grande tristezza che li ha avvolti e con delle ottime motivazioni. Ad esempio, quando c’è una ragazza violenta la serie svela cosa l’ha portata ad essere così. Ci si rivede perfino in alcuni aspetti. E’ anche una serie anche tragica ma molto avvincente, piena di colpi di scena”.
“In Arcane mi piace molto la diversità, - spiega Valerio F, 16 anni. “Ogni personaggio differisce dall’altro, sono immersi in un universo steampunk in stile fantascienza-meccanica ed Harry Potter e c’è infatti anche della magia. La trama è in realtà lo sviluppo delle storie di tutti i personaggi del gioco e questa è la cosa che mi ha molto colpito”. “Mancava una serie così, i personaggi sono molto diversi, c’è anche molta realtà sullo spaccato sociale che passa attraverso chi vive nelle città ricche ma anche attraverso gli esiliati, non manca la droga. Tutto è perciò realistico, anche se con proporzioni errate. Anche se c’è magia e ‘meccanica strana’ è un mondo reale, perfino familiare”, precisa Anna B. 16 anni.

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