Polizia sgomina banda specializzata in furti di Suv

Indagine Polstrada a Bologna, progettavano di rubare 15 auto

Redazione ANSA BOLOGNA

Un cuscinetto gonfiabile per aprire il finestrino e un dispositivo elettronico che permetteva in pochi secondi, una volta entrati nell'abitacolo, di clonare la chiave della vettura. Con questo sistema una banda di ladri, scoperta dalla polizia, aveva in programma di rubare a Bologna almeno una quindicina di auto, destinate al mercato clandestino dell'usato nei paesi balcanici. Solo uno dei furti è stato compiuto perché il gruppo è stato intercettato dalla squadra di polizia giudiziaria del Compartimento Polstrada di Bologna, che ha arrestato tre persone, due cittadini serbi di 39 e 46 anni e un 35enne croato.
    Sono stati bloccati dopo un movimentato inseguimento, terminato con un incidente sulla tangenziale, fra le uscite 11 e 12, la notte del 7 febbraio. I ladri in fuga hanno speronato più volte le pattuglie, che li inseguivano a 150 km orari dopo averli sorpresi a rubare una Peugeot 3008 appena immatricolata, parcheggiata in zona Savena. Due erano sulla vettura appena rubata, l'altro su un'auto 'pulita' presa a noleggio.
    Nell'incidente due agenti sono rimasti feriti (prognosi di 15 giorni). Gli investigatori erano sulle tracce della banda dopo avere saputo che il 46enne serbo, già coinvolto nel 2018 in un'altra indagine su un traffico di veicoli rubati, all'inizio di quest'anno era tornato a Bologna. Monitorando i suoi movimenti hanno scoperto che il gruppo stava progettando una serie di furti di vetture, in prevalenza Suv di fascia medio-alta, da portare in Serbia per essere rivenduti sul mercato illegale dell'usato, alimentato negli ultimi tempi dalla carenza di produzione di auto nuove. Ai tre è stata sequestrata l'attrezzatura, sofisticata ma facilmente reperibile online, utilizzata per compiere i furti, tra cui una interfaccia Obd per leggere i codici delle centraline elettroniche delle auto e un apparecchio in grado di duplicare in pochi istanti la chiave di avviamento. L'indagine è stata coordinata dal Pm Roberto Ceroni e il Gip di Bologna ha confermato la custodia in carcere per i tre arrestati.

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