Ford, meno 'nuovo' e crescita usato aiutano recupero rating

Schaaf, Cfo Ford Credit: 'migliorare valutazione è la priorità '

Redazione ANSA ROMA

Nella corsa al recupero del racing creditizio (che era declassato da Standard & Poor a junk nel marzo 2020) Ford potrebbe beneficiare della crisi dei microchip perché la carenza delle auto nuove sta provocando effetti positivi, come l'azzeramento degli stock, il miglioramento della qualità delle vendite e l'aumento dei valori dell'usato, in particolare di quello che dopo 2-3 anni rientra dal primo noleggio.
    Ripristinare il rating creditizio "è chiaramente una priorità assoluta - ha affermato Brian Schaaf, chief financial officer di Ford Credit durante una conferenza per analisti organizzata da J.P. Morgan - Vogliamo rafforzare al massimo il business".
    Schaaf ha aggiunto che le agenzie di rating del credito sono lente a tener conto dei cambiamenti, ma Ford si sta certamente muovendo nella giusta direzione con il un bilancio diventato più solido e le sue ottime prestazioni operative.
    "Ford Credit ha registrato guadagni record prima di interessi e tasse o EBIT nel secondo trimestre di 1,6 miliardi di dollari - ha osservato Schaaf - restituendo più di 400 milioni direttamente alla società. Ford Credit ha registrato guadagni record di 1,6 miliardi nel secondo trimestre, aggiungendo 400 milioni ai profitti della società automobilistica".
    Per il chief financial officer di Ford Credit, quello attuale "è un buon momento per lavorare con le auto usate. L'aumento dei prezzi ha probabilmente raggiunto il picco quest'anno". Un nuovo rapporto di Cox Automotive osserva però che il prezzo dei veicoli usati venduti all'asta ha smesso di salire a giugno e l'Ufficio federale di statistica ha riferito che i prezzi dei veicoli usati sono aumentati solo dello 0,2% a luglio, fermando di fatto l'aumento del 30% che è stato registrato dall'inizio dell'anno.
    inoltre i tassi di insolvenza sui prestiti emessi da Ford Credit - ha ricordato agli analisti Schaaf - "sono molto bassi".
    La pandemia rimane una grande preoccupazione, ma i programmi di sostegno del Governo sembrano funzionare bene e il quadro non è caratterizzato dall'incertezza prevalente di un anno fa".
   

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