"Ethically Correct" nella cura Parodontite, no alle Fake News

Risponde la dottoressa Chiara Galano della SIdP

Redazione ANSA ROMA

Un italiano su 3 soffre di Parodontite, una malattia cronica infiammatoria che colpisce i tessuti di sostegno dei denti (gengiva e osso) e che se non diagnosticata precocemente e trattata tempestivamente, può comportare conseguenze negative sulla capacità di masticare, di parlare, e sulla qualità della vita. Nonostante l'elevata prevalenza di questa patologia nella popolazione (20 milioni di italiani), un'indagine condotta da Keystone per la Società Italiana di Parodontologia (SIDP) nel 2016, ha rivelato che solamente un italiano su 4 conosce la patologia parodontale ed è consapevole dei danni che essa può comportare. Successivamente alla pubblicazione di questa ricerca, la SIDP ha attuato negli anni numerosi programmi di educazione sanitaria e sensibilizzazione alla conoscenza di questa malattia, alle possibili cause e al trattamento, anche grazie all'utilizzo di strumenti come il portale web gengive.org, alla portata di tutti i cittadini, che necessitano di informazioni eticamente corrette e basate sull'evidenza scientifica.

Perché parlare di informazioni "Eticamente Corrette"? Se mi accorgessi che mi sanguinano le gengive durante lo spazzolamento (uno dei sintomi più comuni della malattia parodontale), e non avessi un dentista di riferimento da cui recarmi, probabilmente effettuerei una rapida ricerca sul web per capire cosa sta succedendo alle mie gengive.

Digitando su Google le parole "Gengivite" o"Parodontite", è facile imbattersi in vere e proprie fake news riguardanti trattamenti miracolistici non basati sull'evidenza scientifica e sull'opinione degli esperti, e che possono facilmente ingannare chi non conosce la materia. Ciò è stato recentemente dimostrato anche da un articolo scientifico pubblicato nel 2020, che ha valutato come "scarsa e inadeguata" la qualità delle informazioni presenti sul web in merito alla malattia parodontale.

Tra le domande più frequenti sul web troviamo "Come curare la parodontite con gli antibiotici?" , " Cosa mangiare per curare la parodontite", "Il laser è efficace nella cura della Parodontite?", "Curare la parodontite con gli impianti: è possibile?".

Viceversa, quasi assenti sul web sono le informazioni riguardanti le cause dell'infiammazione gengivale ossia la placca batterica, l'importanza di una regolare e attenta igiene orale domiciliare, il ruolo che stili di vita, abitudini viziate come il fumo e malattie sistemiche, possono svolgere nella progressione della malattia parodontale.

Come emanato anche dalla Federazione Europea di Parodontologia nelle Linee Guida nel Trattamento delle Parodontiti, la terapia della Parodontite prevede innanzitutto una corretta diagnosi, alla quale segue un iter terapeutico individualizzato in funzione delle caratteristiche del paziente, basato in primis sulla partecipazione attiva del paziente all'igiene orale domiciliare, e sulla rimozione del biofilm batterico sopra e sottogengivale eseguita dal professionista, attraverso strumenti manuali e meccanici.
   

Nei casi di Parodontite avanzata, a questa fase possono seguire, se necessario, procedure localizzate di chirurgia parodontale. Come fornire quindi un'informazione "eticamente corretta" in merito alla cura della Parodontite? Appare necessario incrementare, da parte delle società scientifiche di riferimento SIDP, un'efficace campagna di promozione e corretta informazione sulla diagnosi e sul trattamento della malattia parodontale, esortando i cittadini a consultare fonti di informazione autorevoli e a recarsi periodicamente da professionisti esperti, che possano controllare ed intervenire con le giuste metodiche e secondo le linee guida universalmente riconosciute dalle società scientifiche, nella cura della malattia. L'informazione corretta su gengivite e parodontite è altresi necessaria su vasta scala per diffondere conoscenza relativamente alle correlazioni che la patologia ha con patologie sistemiche diffuse tra la popolazione come diabete, ipertensione arteriosa, morbo di Alzheimer, parto pretermine. (ANSA).
   

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